Venerdì 7 giugno ore 20.30 al Kinesis di Tradate si terrà un incontro pubblico con: Daniele Ratti, antimilitarista e studioso delle questioni politiche, economiche e militari del Medio Oriente; student* dell'”acampada” dell’ Università di Milano e l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università della provincia di Varese. Un incontro per capire in che modo Ie relazioni tra Italia e Israele hanno condizionato le rispettive politiche sociali economiche e militari.
Per lo Stato di Israele il conflitto rappresenta la logica dell’intero sistema tecnocratico-scientifico e l’esercito è il vero motore della ricerca e dell’innovazione. Israele emerge come modello vincente perché risultato di una grande sinergia tra esercito, industria e mondo accademico. L’istruzione superiore e universitaria è uno dei pilastri fondamentali del sistema politico-militare-securitario di Israele, accanto alle forze armate, ai servizi segreti e al complesso bellico industriale e finanziario. Non c’è stato programma con finalità militari o dual use (civile/militare) che non abbia visto la partecipazione di quasi tutte le università pubbliche e private israeliane.
Il successo del sistema istruzione-militare-industria in Israele ha fatto sì che esso sia divenuto un modello guida per altri Paesi, Italia in testa. Le dottrine neoliberiste hanno comportato la riproposizione delle stesse dinamiche socio-economiche e oggi il “nuovo modello di difesa” nazionale (nei fatti sinonimo del cosiddetto sistema Italia) pone a suo fondamento il complesso accademico-militare-industriale così come si è articolato in Israele. Non a caso sono proliferati accordi tra quasi tutte le università italiane e i più prestigiosi e militarizzati istituti di ricerca israeliani. Il vero valore aggiunto di Israele è rappresentato dalle politiche di sicurezza, spionaggio, sorveglianza, polizia e intelligenza artificiale, che ha potenziato e affinato proprio grazie all’occupazione della Palestina. Israele ha posto la sicurezza al centro della sua politica facendone il perno attorno al quale ruota tutto il sistema della ricerca universitaria del quale l’esercito è nel contempo il cliente principale ed il diretto fornitore.
Tra le tecnologie sviluppate si trovano: armi e tecnologie in grado di integrare funzioni di comando, controllo, comunicazione, intelligenza artificiale e sorveglianza: acquisizione del bersaglio e ricognizione (C4I- STAR), avionica, missili con sistema di guida elettroottica, indicatori di bersagli terrestri in movimento, sistemi costituiti dalla fusione di genetica, nanotecnologie e robotica per la realizzazione di nano-guerrieri letali, autoreplicanti e dotati di un’avanzata intelligenza artificiale. Per tutti questi sistemi è il secondo esportatore nel mondo, preceduto solo dagli Stati Uniti. Nel campo della sorveglianza, le più apprezzate e richieste sono le tecnologie di sorveglianza visiva, riconoscimento facciale, tracciamento, raccolta dei dati biometrici ed estrapolazione d’informazioni. Un altro esempio è rappresentato dalle tecnologie di controllo, identificazione e sorveglianza utilizzate nei checkpoint e lungo il muro dell’Apartheid.
L’Italia mantiene diverse collaborazioni con Israele ed è uno dei Paesi europei più coinvolti nel commercio delle armi, nonostante la Legge 185/1990 vieti esplicitamente la vendita di armi verso Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo. Le istituzioni accademiche sono un elemento chiave della struttura ideologica e istituzionale del regime di oppressione, colonialismo ed apartheid di Israele nei confronti della popolazione palestinese. Le nostre università sono complici di tutto questo: prestano le loro ricerche, il personale e gli studi al servizio dell’establishment sionista.
Gli stretti legami tra Israele e Italia si manifestano sia attraverso collaborazioni di ricerca civile/militare, coinvolgendo gran parte delle università italiane, sia attraverso la vendita di armamenti da entrambe le parti e, recentemente, anche sul fronte energetico. Infatti, il 29 ottobre 2023, nel pieno dei bombardamenti su Gaza, è stata firmata una convenzione con cui ENI e altre compagnie hanno ottenuto la licenza per lo sfruttamento di un giacimento di gas nel mare di fronte a Gaza.
Conoscere a fondo i legami con Israele, anche nel campo della ricerca universitaria in Italia, aiuta a portare avanti con più strumenti e maggiore consapevolezza la lotta contro il regime di colonizzazione sionista, sia all’interno che fuori dalle Università.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università della provincia di Varese
