Pubblicazioni antimilitariste

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sin dall’anno 2023 ha lanciato l’appello dal titolo il 4 novembre non è la nostra festa (qui l’appello) con il quale si motiva la contrarietà ad ogni guerra e il ricorso al conflitto armato come soluzione alle controversie internazionali, soluzione che – come insegna la storia mondiale – non è mai stata tale, semmai ha aperto a revanscismi, vendette trasversali, occupazioni di terre, spostamenti di confini e migrazioni forzate di popolazioni.


Pubblichiamo in pdf il testo di Cristina Ronchieri, docente e promotrice dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, apparso sul n. 56-57, 12/2025 – Guerra all’infanzia della Rivista telematica di Studi sulla Memoria Femminile DEP – Deportate, esuli, profughe dell’Università di Venezia “Ca Foscari” diretta da Bruna Bianchi (clicca qui per la Rivista).


Pubblichiamo un interessante reportage di Antonio Mazzeo, docente peace researcher e promotore dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sugli scenari di guerra che prendono le mosse proprio dalla base militare di Sigonella in Sicilia.


Pubblichiamo volentieri il volume curato da Futura D’Aprile, Europa a mano armata, contro il riarmo per Sbilanciamoci.info. Tutte le informazioni relative al contenuto del libro sono disponibili a questo link.


Pubblichiamo volentieri il Report di Roma Tre Etica sui legami dell’Università con Israele. Tutte le informazioni relative alla stesura del documento sono disponibili a questo link.


Da un convegno ricco di interventi e di spunti, tenutosi a Pisa e organizzato da Potere al Popolo sul finire del 2024, scaturisce la pubblicazione degli atti messi a nostra disposizione dagli organizzatori ai quali va il nostro sentito ringraziamento. Tra i relatori e le relatrici troverete illustri studiosi e attivisti politici, storici collaboratori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.


La scuola va alla guerra

Michele Lancione, Università e Militarizzazione. Il doppio uso della libertà di ricerca



Gli interventi legislativi sulla scuola degli ultimi decenni, voluti da governi sia di centro-sinistra sia di centro-destra con una singolare unità di intenti, stanno progressivamente modificando la scuola italiana in nome di presunte esigenze economiche, gestionali, pedagogiche, strategiche, securitarie, militari ecc. A ben vedere queste iniziative e queste riforme cozzano con i principi dettati dalla Costituzione per quanto riguarda l’uguaglianza e gli ostacoli di ordine economico e sociale che la limitano (art. 3), la pace e la risoluzione dei conflitti internazionali (art 11), la libertà di opinione (art. 21), la libertà di insegnamento (art. 33).

Assistiamo a un rovesciamento del dettato costituzionale ai danni della scuola pubblica e
democratica, la quale per definizione non può e non deve mettersi al servizio di ideologie o
confessioni, ma deve rimanere luogo di trasmissione di cultura e fucina delle idee. Al contrario, da una trentina di anni la scuola è stata chiamata a far fronte a gravi, irrisolti squilibri economici che, a ben vedere, non competono all’istruzione pubblica la quale, secondo la Costituzione, deve essere rivolta alla formazione della consapevolezza critica e pluralista della cittadinanza.

Come già accadde nel ventennio fascista del secolo scorso – quando quel regime creò una scuola che formasse il militare non il cittadino – assistiamo oggi di volta in volta all’insinuarsi dall’alto di condizionamenti sulla didattica con il chiaro scopo di incidere sulla vita civile e sulle libertà costituzionali. In nome di una presunta “cultura di impresa”, la scuola viene resa funzionale alle esigenze di un mondo del lavoro che non brilla certo per giustizia sociale, con una lenta deriva dallo spirito dei principi costituzionali. Non solo, in nome di una “cultura della sicurezza” e una “cultura della difesa”, la scuola viene resa funzionale alle esigenze delle forze armate e dell’industria bellica…di seguito il documento in pdf.


Pubblichiamo un contributo estremamente interessante discusso da Marco Rossi al Convegno “1918-2018: guerre di oggi, guerre di ieri”, tenutosi a Gorizia, 13 ottobre 2018 sul tema della diserzione, un’opzione sempre valida per gli uomini e le donne coinvolte con lo spopo di mettre fine alle guerre. Marco Rossi si interessa da tempo, come libero ricercatore, della storia dei conflitti di classe e delle insorgenze sociali nella prima metà del Novecento, partecipando a progetti ed iniziative editoriali. Collabora al portale di storia contemporanea Toscana Novecento ed ha, tra l’altro, pubblicato i saggi Capaci di intendere e di volere (2014), Gli ammutinati delle trincee (2018), La battaglia di Livorno (2021), Il rovescio della guerra (2022).



Per gentile concessione di Rosa Siciliano, Direttrice editoriale di «Mosaico di Pace», impegnata sin dall’inizio nella costruzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, pubblichiamo un Dossier a cura di Antonio Campo e Guglielmo Minervini del febbraio 1995 sul tema della Nonviolenza nella Resistenza con contributi, tra gli altri, di Giorgio Giannini, Hermes Ferraro, Antonino Drago e Giuseppe Ferrando.


Pubblichiamo il dossier scritto dopo le selvagge cariche dell’8 agosto 1983, che tentarono d’impedire la “tre giorni” di azioni dirette nonviolente contro l’installazione di 112 missili USA Cruise nell’ex aeroporto Magliocco di Comiso. Già attorno all’aeroporto varie realtà pacifiste avevano acquistato piccoli appezzamenti di terreno (Verde Vigna, Cigno Verde, RagnaTela), ma l’acquisto del campo Imac fu un laboratorio unitario delle eterogenee anime del movimento per la Pace.

La violenta repressione consolidò ed estese anche a livello internazionale il movimento contro gli euromissili, infatti i blocchi di settembre agli ingressi dei cancelli, nonostante gli idranti e la pioggia, furono molto partecipati.


Gene Sharp, morto nel 2018, fu un politologo e saggista statunitense, definito il Machiavelli della nonviolenza, ingiustamente accusato di essere stato ingaggiato dalla CIA per sfornare i manuali che sono stati alla base delle “rivoluzioni arancione”, la cui espressione tipica è stata adottata proprio in Ucraina nel 2004. La protesta all’indomani delle elezioni presidenziali fu, infatti, caratterizzata simbolicamente da un nastro arancione. I partecipanti delle Rivoluzioni Colorate hanno utilizzato metodi nonviolenti e di disobbedienza civile. La mano della CIA è stata rilevata nel sostegno alle candidature di politici sostenitori di una politica filo-occidentale come Viktor Juščenko, Mikheil Saakašvili e Kurmanbek Bakiev.

Di seguito riportiamo l’elenco delle tecniche nonviolente, che parte da pag. 335, del testo Politica dell’azione nonviolenta di Gene Sharp.

ELENCO DELLE TECNICHE NONVIOLENTE A CURA DI GENE SHARP

PROTESTA E PERSUASIONE NONVIOLENTA: DICHIARAZIONI FORMALI

  • 1. Discorso pubblico
  • 2. Lettera di opposizione o di sostegno 
  • 3. Dichiarazione da parte di organizzazioni e istituzioni
  • 4. Sottoscrizione di dichiarazioni pubbliche
  • 5. Dichiarazione di accusa e di intenzioni
  • 6. Petizione di gruppo o di massa

FORME DI COMUNICAZIONE RIVOLTE AD UN PUBBLICO PIU’ VASTO

  • 7. Slogan, caricature e simboli
  • 8. Striscioni, manifesti e forme di comunicazione visiva
  • 9. Volantini, opuscoli e libri
  • 10. Giornali e riviste
  • 11. Dischi, radio e televisione
  • 12. Scritte aeree e sul terreno

RIMOSTRANZE DI GRUPPO

  • 13. Delegazione
  • 14. Finta onorificenza
  • 15. Gruppo di pressione sui parlamentari
  • 16. Picchettaggio
  • 17. Contro-elezione

AZIONI PUBBLICHE SIMBOLICHE

  • 18. Esposizione di bandiere e colori simbolici
  • 19. Abbigliamenti simbolici
  • 20. Preghiere e funzioni religiose
  • 21. Recapito di oggetti simbolici
  • 22. Spogliarsi per protesta
  • 23. Distruzione dei propri beni
  • 24. Illuminazioni simboliche
  • 25. Esposizione di ritratti
  • 26. Ricoprire di vernice per protesta
  • 27. Variare la segnaletica
  • 28. Suoni simbolici
  • 29. Rivendicazione simbolica
  • 30. Gesti irriverenti

PRESSIONE SU SINGOLI INDIVIDUI

  • 31. “Ossessionare” i funzionari
  • 32. Schernire i funzionari
  • 33. Fraternizzazione
  • 34. Veglia

SPETTACOLI E MUSICA

  • 35. Satira e umorismo politici
  • 36. Spettacoli teatrali e musicali
  • 37. Canti

CORTEI

  • 38. Marcia
  • 39. Corteo
  • 40. Processione religiosa
  • 41. Pellegrinaggio
  • 42. Sfilata motorizzata

ONORANZE AI MORTI

  • 43. Lutto politico
  • 44. Parodia di funerale
  • 45. Corteo funebre dimostrativo
  • 46. Onoranze a luoghi di sepoltura

RIUNIONI PUBBLICHE

  • 47. Assembramento di protesta o di sostegno
  • 48. Raduno di protesta
  • 49. Riunione di protesta camuffata
  • 50. Teach in (dibattito con esperti)

ABBANDONI E RINUNCE

  • 51. Abbandono di un luogo per protesta
  • 52. Silenzio
  • 53. Rinuncia di onoreficenze
  • 54. Volgere le spalle

NONCOLLABORAZIONE SOCIALE: OSTRACISMO NEI CONFRONTI DELLE PERSONE

  • 55. Boicottaggio sociale
  • 56. Boicottaggio sociale selettivo
  • 57. Rifiuto lisistratico
  • 58. Scomunica
  • 59. interdetto

NONCOLLABORAZIONE CON EVENTI, CONSUETUDINI ED ISTITUZIONI SOCIALI

  • 60. Sospensione di attività sociali e politiche
  • 61. Boicottaggio di attività sociali
  • 62. Sciopero studentesco
  • 63. Disobbedienza sociale
  • 64. Ritiro da istituzioni sociali

RITIRO DAL SISTEMA SOCIALE

  • 65. Restare a casa
  • 66. Noncollaborazione personale sociale
  • 67. “Fuga” di lavoratori
  • 68. Asilo
  • 69. Sparizione collettiva
  • 70. Emigrazione di protesta

NONCOLLABORAZIONE ECONOMICA: AZIONI DA PARTE DI CONSUMATORI

  • 71. Boicottaggio da parte di consumatori
  • 72. Rifiuto ci consumare beni boicottati
  • 73. Politica di austerità
  • 74. Rifiuto di pagare affitti
  • 75. Rifiuto di prendere in affitto
  • 76. Boicottaggio nazionale da parte di consumatori
  • 77. Boicottaggio internazionale da parte di consumatori

AZIONI DA PARTE DI LAVORATORI E PRODUTTORI

  • 78. Boicottaggio da parte di lavoratori
  • 79. Boicottaggio da parte di produttori

AZIONI DA PARTE DI MEDIATORI

  • Boicottaggio da parte di fornitori e distributori

AZIONI DA PARTE DI PROPRIETARI E NEGOZIANTI

  • 81. Boicottaggio da parte di commercianti
  • 82. Rifiuto di affittare o vendere proprietà
  • 83. Serrata
  • 84. Rifiuto di assistenza industriale
  • 85. Sciopero generale di negozianti

AZIONI DI NATURA FINANZIARIA

  • 86. Ritiro di depositi bancari
  • 87. Rifiuto di pagare contributi, quote e tasse
  • 88. Rifiuto di pagare debiti o interessi
  • 89. Taglio di fondi e crediti
  • 90. Rifiuto fiscale
  • 91. Rifiuto di moneta governativa

AZIONI DA PARTE DI GOVERNI

  • 92. Embargo interno
  • 93. Lista nera di commercianti
  • 94. Embargo di venditori internazionali
  • 95. Embargo di compratori internazionali
  • 96. Embargo commerciale internazionale

NONCOLLABORAZIONE ECONOMICA: GLI SCIOPERI: SCIOPERI SIMBOLICI

  • 97. Sciopero di protesta
  • 98. Sciopero lampo, a singhiozzo

SCIOPERO DELL’AGRICOLTURA

  • 99. Sciopero di contadini
  • 100. Sciopero di braccianti

SCIOPERI DI GRUPPI PARTICOLARI

  • 101. Rifiuto del lavoro coatto
  • 102. Sciopero di prigionieri
  • 103. Sciopero di artigiani
  • 104. Sciopero di professionisti

SCIOPERI NORMALI DELL’INDUSTRIA

  • 105. Sciopero aziendale
  • 106. Sciopero dell’industria
  • 107. Sciopero di solidarietà

SCIOPERI LIMITATI

  • 108. Sciopero per settori (abbandono progressivo del lavoro)
  • 109. Sciopero a ditte alterne
  • 110. Sciopero dei ritmi di lavoro
  • 111. Sciopero bianco
  • 112. Assenza per finta malattia (Sick-in)
  • 113. Sciopero per dimissioni
  • 114. Sciopero limitato
  • 115. Sciopero selettivo

SCIOPERI DI PIU’ INDUSTRIE

  • 116. Sciopero diffuso
  • 117. Sciopero generale

COMBINAZIONE DI SCIOPERI E BLOCCHI ECONOMICI

  • 118. Hartal
  • 119. Blocco economico

NONCOLLABORAZIONE POLITICA: RIFIUTO DELL’AUTORITA’

  • 120. Sospensione o ritiro della fedeltà
  • 121. Rifiuto di sostegno pubblico
  • 122. Pubblicazioni e discorsi che invitano alla resistenza

NONCOLLABORAZIONE DI CITTADINI COL GOVERNO

  • 123. Boicottaggio di organi legislativi
  • 124. Boicottaggio di elezioni
  • 125. Boicottaggio di impieghi e cariche goverbative
  • 126. Boicottaggio di ministeri, enti e altri organismi governativi
  • 127. Ritiro da istituzioni educative governative
  • 128. Boicottaggio di organizzazioni filogovernative
  • 129. Noncollaborazione con le forze dell’ordine
  • 130. Rimozione di segnali e cartelli
  • 131. Rifiuto di accettare l’imposizione di funzionari pubblici
  • 132. Rifiuto di sciogliere istituzioni esistenti

ALTERNATIVE DEI CITTADINI ALL’OBBEDIENZA

  • 133. Sottomissione lenta e riluttante
  • 134. Non obbedienza in assenza di sorveglianza diretta
  • 135. Non obbedienza popolare
  • 136. Disobbedienza dissimulata
  • 137. Rifiuto di sciogliere una assemblea o una riunione
  • 138. Sedersi per terra (sit-down)
  • 139. Noncollaborazione con coscrizioni o deportazioni
  • 140. Nascondersi, fuggire e assumere false identità
  • 141. Disobbedienza civile a leggi “illegittime”

AZIONI DA PARTE DI PERSONALE GOVERNATIVO

  • 142. Rifiuto selettivo di collaborazione da parte di funzionari governativi
  • 143. Blocco di linee di comando e di informazione
  • 144. Temporeggiamento e ostruzionismo
  • 145. Noncollaborazione amministrativa generale
  • 146. Noncollaborazione giudiziaria
  • 147. Inefficienza deliberata e noncollaborazione selettiva da parte delle forze dell’ordine
  • 148. Ammutinamento

AZIONI GOVERNATIVE INTERNE

  • 149. Scappatoie e ritardi semi-legali
  • 150. Noncollaborazione da parte di unità costitutive del governo

AZIONI GOVERNATIVE INTERNAZIONALI

  • 151. Cambiamenti in rappresentanze diplomatiche e di altro tipo
  • 152. Ritardo e annullamento di incontri diplomatici
  • 153. Rifiuto di riconoscimento diplomatico
  • 154. Rottura di relazioni diplomatiche
  • 155. Ritiro da organizzazioni internazionali
  • 156. Rifiuto di ammissione in organizzazioni internazionali
  • 157. Espulsione da organizzazioni internazionali

INTERVENTO NONVIOLENTO: INTERVENTO PSICOLOGICO

  • 158. Esposizione volontaria a fattori di disagio
  • 159. Digiuno
  • 160. Contro-processo
  • 161. Azione di molestia nonviolenta

INTERVENTO FISICO

  • 162. Occupazione di un luogo restando seduti (sit-in)
  • 163. Occupazione di un luogo restando in piedi (stand-in)
  • 164. Occupazione di un mezzo di trasporto (ride-in)
  • 165. Occupazione di una spiaggia (wade-in)
  • 166. Occupazione di un luogo continuando a muoversi (mill-in)
  • 167. Occupazione di un luogo di preghiera (pray-in)
  • 168. Incursione nonviolenta
  • 169. invasione nonviolenta
  • 171. Interposizione nonviolenta
  • 172. Ostruzione nonviolenta
  • 173. Occupazione nonviolenta

INTERVENTO SOCIALE

  • 174. Instaurazione di nuovi modelli sociali
  • 175. Sovraccarico di servizi pubblici
  • 176. Rallentamento di affari commerciali (stall-in)
  • 177. Intervenire con un discorso (speak-in)
  • 178. Teatro-guerriglia
  • 179. Istituzioni sociali alternative
  • 180. Sistema di comunicazione alternativo

INTERVENTO ECONOMICO

  • 181. Sciopero alla rovescia
  • 182. Sciopero con occupazione del posto di lavoro
  • 183. Occupazione nonviolenta della terra
  • 184. Sfida di blocchi
  • 185. Falsificazione motivata politicamente
  • 186. Acquisto preclusivo
  • 187. Blocco di capitali finanziari
  • 188. Vendita sottocosto
  • 189. Patrocinio selettivo
  • 190. Mercato alternativo
  • 191. Sistema di trasporto alternativo
  • 192. Istituzioni economiche alternative

INTERVENTO POLITICO

  • 193. Sovraccarico di sistemi amministrativi
  • 194. Pubblicizzazione dell’identità di agenti segreti
  • 195. Cercare di farsi arrestare
  • 196. Disobbedienza civile a leggi “neutrali”
  • 197. Proseguimento del lavoro senza collaborazione
  • 198. Doppia sovranità e governo parallelo