Quest’anno ricorre il duecentocinquantesimo anno di fondazione della Guardia di finanza e come è successo già per l’anniversario della fondazione dell’Aeronautica Militare o per tante altre ricorrenze “militaresche”, anche questa ricorrenza sarà un’occasione ghiotta per chi promuove la strategia della diffusione nei cicli scolastici della “cultura della legalità” in questo caso declinata in “cultura della legalità finanziaria”.
In realtà, già prima del 2015, quando nella legge sulla cosiddetta “Buona scuola”, che richiamava all’obbligo di un’educazione in questo senso inserito nell’ambito dell’educazione civica, si sono contati centinaia di interventi in varie scuole di vari ordini e grado in tutta Italia da parte della Guardia di finanza che fece anche uso dei soliti pupazzi e cartoons, accattivanti e divertenti, come il personaggio “Finzy”, mascotte della G.d.F. destinata a “piccoli investitori crescono”!
In Italia, a seguito della legge 15 del 2017, è stata sancita l’istituzione della Strategia nazionale per l’educazione finanziaria attraverso il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il comitato poi, di concerto con MIM, ha emanato le linee guida per l’introduzione di questo tipo di educazione all’interno dei vari cicli scolastici.
A supporto di questa strategia, per introdurre l’abilità di tipo finanziario economico fin dalle giovani generazioni delle scuole primarie fino alle scuole secondarie superiore è stata creata anche una fondazione, la FEduF, cui partecipa il gotha della finanza italiana, anche di quella istituzionale da Bankitalia, alla Consob e all’ Ivass. Non poteva mancare, inoltre, nell’advisory board, un tenente colonnello della Guardia di Finanza e di conseguenza un’intesa molto articolata per portare in tutte le scuole, appunto, anche l’educazione alla “legalità finanziaria” oltre che il valore del “fare soldi con i soldi”: uno degli ultimi esempi è la collaborazione con l’ufficio Provinciale dell’Istruzione di Cosenza (https://www.corrieredellacalabria.it/2024/05/29/nelle-scuole-con-la-guardia-di-finanza-il-progetto-di-educazione-finanziaria-scopriamo-leconomia/) col progetto Scopriamo l’economia.
In attesa che da semplice capitolo all’interno dell’educazione civica diventi addirittura una materia a sé stante, nel frattempo occorrerà alzare la guardia nel prossimo anno scolastico rispetto a tutte le ingerenze che su questo tema riuscirà a fare la guardia di finanza introducendosi condivise e armi d’ordinanza tra i banchi scolastici.
Inutile dire che dopo l’era in cui l’economia ha mangiato la politica e quella, in cui viviamo, in cui la finanza ha mangiato l’economia, una diffusione così capillare del concetto di cittadinanza declinata non in termini di cittadinanza globale come viene proposto dall’ UNESCO, bensì di “cittadinanza economica”, citando l’auspicio presente nell’ homepage della FEduF, sia l’esatto opposto di ciò che si dovrebbe insegnare nelle scuole ovvero aprire gli occhi sulle distorsione dell’economia capitalistica finanziarizzata sulle disparità di redistribuzione dei redditi e sullo sfruttamento del lavoro che sfocia troppo spesso negli infortuni e morti nei luoghi di lavoro.
Di fronte poi alle immense fortune derivate dagli extra profitti accumulati dalle banche soprattutto in questi ultimi anni e l’immensità delle speculazioni finanziarie che tramite società in scatole cinese che evadono montagne di tasse a danno di tutte le collettività parlare di educazione alla legalità finanziaria appare sempre di più un’immensa ipocrisia populista.
Stefano Bertoldi, sociologo, giornalista freelance per Radio Onda d’Urto.
Attivista Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e della università.
Istruttore F.I.V. / Tecnico Educatore U.I.S.P. www.stefanobertoldi.it

