Verona, 6-9 agosto 2024, manifestazione in memoria delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki

Aprendo un vecchio numero di Robinson de La Repubblica (15 ottobre 2022, n. 306) ho trovato un articolo di Stefano Massini: La bomba. Tutti in silenzio a pochi passi dal baratro. L’autore dell’opera teatrale Manhattan Projet dedicata alla storia della bomba atomica si rivolge nell’articolo alla/al lettrice/lettore chiedendo esplicitamente “se si è resa/o conto che potrebbero essere gli ultimi giorni dell’umanità. La sensazione è che nessuno di noi abbia afferrato il concetto”.

Dopo un’interessante dissertazione in cui Stefano Massini si chiede perché non si protesti come negli anni Sessanta, perché oggi (2022) non spaventi il rischio reale di un’esplosione nucleare, l’autore termina affermando che non ci si può affidare alla garanzia del Progresso per cui si  confida che “anni di evoluzione, anni di consapevolezze, anni di passi avanti nella tecnologia e nelle scienze, non permetteranno mai che la vita sia ridotta in cenere…no, non c’è nessuna divinità laica che ci preservi dal gorgo della barbarie, se decide di scatenarsi”.

Oggi,  nel 2024, “in un’era di nuove trincee, dove armi e guerre tornano a essere il nostro duro pane quotidiano”, dice Raffaele Crocco, Direttore dell’Atlante delle Guerre (https://www.atlanteguerre.it) e relatore ufficiale della manifestazione Lanterne di Pace sull’Adige, “con la corsa al riarmo, che non ferma la guerra, ma la alimenta, è ricominciata la militarizzazione della società, fatta di atteggiamenti, abitudini, racconti, scelte nelle scuole – come la presenza delle Forze Armate con l’alternanza scuola-lavoro e tutto questo diventa la nuova normalità […].  Scelte fatte – anche e soprattutto nelle democrazie – sulla testa delle/dei cittadine/i, cioè dei civili, creando le condizioni per il consenso alla guerra. Consenso per giustificarla e consenso per accettare di morire o di andare a morire per una qualsiasi causa”.

Secondo il relatore poi “circa la metà della popolazione mondiale è interessata ad una qualche guerra; lo scontro avviene quasi sempre nelle città e inevitabilmente questo trasforma i civili, noi, i non combattenti, nei veri protagonisti della guerra. Il 90% dei morti delle guerre moderne sono civili disarmati”.

Gli esperti sostengono che nel prossimo decennio si registrerà un forte aumento degli arsenali nucleari da parte dei nove Paesi dotati di armi atomiche, nonostante il Trattato TPNW del 2017 proibisca agli Stati di sviluppare, testare, produrre, realizzare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare gli armamenti nucleari (l’Italia, che ha sul proprio territorio almeno 60/70 testate nucleari pronte all’uso, ha rifiutato di firmare il trattato). Nelle parole di Crocco noi tutt3 siamo chiamati a fermare questo processo perché la guerra non è inevitabile e perché mai come oggi abbiamo gli strumenti, la forza e la voglia per cambiare le cose. Costruire la Pace non significa “essere più buoni”. Significa “diventare più intelligenti”.

Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento, organizzatore della Manifestazione promossa dal Comitato Veronese per le iniziative di pace, afferma dal canto suo “che sono le città il primo obiettivo dell’armamento nucleare”, come è avvenuto con lo sgancio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Questa immane tragedia ci ha reso consapevol3 di aver prodotto un’arma capace di portare una minaccia esistenziale per l’intero pianeta. E allora, continua Mao Valpiana, “la manifestazione ha due significati: quello di fare memoria di tutte le vittime e quello di rinnovare il nostro impegno per la messa al bando definitivo delle armi nucleari […] l’umanità è di fronte a due grandi catastrofi annunciate, quella ambientale e l’olocausto nucleare”.

Ricordiamo infine che la manifestazione ha, per la prima volta, il Patrocinio del Comune di Verona, diventando così ufficialmente parte attiva per la pace e che a manifestazione terminata sono state deposte nell’Adige le lanterne rosse costruite, come tutti gli anni, da volontarie/i delle varie associazioni aderenti al Comitato Veronese per le iniziative di pace, facendo brillare le acque del fiume di suggestivi puntini rossi trasportati dalla corrente.

Miria Pericolosi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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