Il 28 e 29 settembre prossimi avrà luogo la XIII edizione di Expo Training presso i padiglioni della Fiera di Milano a Rho. In vista di questo evento che, nelle intenzioni delle istituzioni che l’hanno voluto e organizzato, dovrebbe riguardare l’orientamento e la formazione professionale a più livelli e in diversi settori dell’economia del lavoro e della ripresa nazionale, i Dirigenti scolastici degli istituti comprensivi della provincia milanese, tra gli altri, sono stati invitati a partecipare a un convegno nella sede di Expo Training, dove è illustrata l’offerta formativa che diversi espositori (aziende, enti, istituzioni, società di servizi) mettono in campo per attirare clientela qualificata per i propri servizi.
Tra gli espositori compaiono anche le Forze dell’Ordine al completo (esercito italiano, aeronautica militare, marina militare, arma dei carabinieri, guardia di finanza, polizia di stato, polizia penitenziaria, vigili del fuoco, polizia locale) con iniziative di orientamento alla “professione di difesa e di sicurezza”.
Si legge nel sito che “questi incontri sono progettati per fornire informazioni dettagliate sulle varie professioni, offrire esperienze pratiche e ispirare i giovani a considerare una carriera dedicata alla sicurezza del nostro Paese”. Laboratori orientativi e workshop sono considerati parte integrante di un percorso con cui “insegnanti e studenti hanno la possibilità di conoscere e sperimentare le professioni e i percorsi formativi del futuro”.
Ci sembra inaccettabile e incostituzionale questa ingerenza delle forze armate nell’ambito delicatissimo e cruciale della formazione delle nuove generazioni: la scuola pubblica di uno Stato democratico dovrebbe educare alla pace, alla individuazione dei propri talenti per la realizzazione individuale e civile fondata sul rispetto e sulla libertà.
Appare vergognosa questa implicita pressione che, tramite il coinvolgimento dei Dirigenti scolastici, viene esercitata sui piani formativi degli istituti proprio in un momento storico in cui l’Europa affronta una grave crisi economica in un contesto globale di guerre e tensioni internazionali su più parti: è attraverso l’arruolamento nei corpi della difesa e la partecipazione ai conflitti che il nostro Stato vuole creare maggiori opportunità di formazione e lavoro per i/le nostri/e giovani?
Claudia Giella, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
