Scuola per la pace Torino e Piemonte: Festival GiovaniAdulti: neppure il coraggio delle idee

Ospitiamo un intervento della Scuola per la pace Torino e Piemonte sul  Festival GiovaniAdulti, che ha avuto luogo a Torino nei giorni scorsi in mezzo alle polemiche, e di cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha già dato notizia nei giorni scorsi.

La militarizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza che da tempo denunciamo e contrastiamo nelle nostre scuole, in stretta collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, sta uscendo dal mondo scolastico per coinvolgere il mondo politico, sindacale, l’opinione pubblica e i media. E questo in occasione del Festival GiovaniAdulti, organizzato dalla associazione “Fiori di ciliegio”, il cui presidente è il fratello d’Italia Davide D’Agostino, rivolto alle scuole, ma allestito in una sala pubblica della Circoscrizione 2 della Città di Torino.

Il programma del Festival ha suscitato un ampio e meritato sdegno perché infarcito di smaccata propaganda bellicista e nazionalista e perché finanziato con 100.000 euro di contributi pubblici sottratti a servizi necessari dall’assessore regionale Marrone (FdI). Peraltro alla associazione sono stati devoluti dalla Regione 310.000 euro in due anni: una enormità scandalosa laddove le associazioni culturali della Regione languiscono per mancanza di risorse e la cultura è il settore meno remunerato di tutta l’economia cittadina. 

Quello che colpisce non sono solo i titoli e i contenuti dei laboratori e il profilo dei relatori (uno per tutti: La guerra spiegata ai ragazzi, a cura di Renato Daretti, presidente dell’Associazione Nazionale Incursori dell’Esercito), ma il pateracchio provinciale e informe dell’intera iniziativa, che, non avendo evidentemente il coraggio di affermare coerentemente la propria logica bellicista, e in quanto tale neofascista, mescola le pere con le mele e invita nientemeno che la Consulta delle persone in difficoltà, Moni Ovadia, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. 

La democrazia italiana è nata da una Costituzione che ripudia la guerra, rigettando il fascismo che aveva fatto della guerra la propria matrice identitaria.

Inneggiare alla guerra con gli spadoni medievali, le sparate di un incursore dell’Esercito, la scuola di cavalleria e il discobolo in stile Roma antica, nascondendosi dietro finalità sociali e facendosi difendere oggi sui quotidiani dal presidente della Regione Cirio, ci appare come un meschino sotterfugio per divulgare contenuti neofascisti sotto mentite spoglie.

E la chiamano cultura. Viene da dire che prima di conquistare l’egemonia culturale, come proclamano di voler fare, dovrebbero perlomeno imparare ad avere il coraggio delle loro idee.

Noi il coraggio delle nostre idee ce l’abbiamo: ripudiamo le guerre, la propaganda bellicista, la produzione e il commercio di armi e la militarizzazione delle scuole e della società perché vogliamo vivere in pace.

Torino, 28 settembre 2024

La Scuola per la pace Torino e Piemonte

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