Catania: Le scuole, l’orientamento e le forze armate. Il caso di OrientaCatania

Per adempiere alle disposizioni sull’orientamento in uscita imposte dalla recente normativa, le scuole – volenti o nolenti, visti i carichi di incombenze extra-didattiche che una dopo l’altra periodicamente il Ministero dell’Istruzione e del Merito impone loro – acquisiscono iniziative esterne, instradando tutti gli studenti e studentesse degli ultimi tre anni a open day, mostre, fiere eccetera. Si tratta di attività organizzate puntualmente dalle istituzioni interessate all’orientamento in entrata, cioè quelle che puntano ad assicurarsi l’acquisizione degli studenti e delle studentesse neodiplomati/e.

Così facendo, le scuole ottemperano ancora meglio allo spirito della recente normativa, la quale auspica – dalla legge 107 (“Buona Scuola”) in poi – l’interazione sempre più stretta fra le istituzioni scolastiche e il “territorio/mondo del lavoro” (addirittura con la sponsorizzazione delle scuole da parte delle aziende!). Questo dispositivo che si va progressivamente affermando non fa altro che portare, strutturalmente, alla privatizzazione della scuola pubblica.

In questo processo si inserisce perfettamente la militarizzazione della scuola.

Le mostre/fiere Orienta sono organizzate in ogni regione: «Il Gruppo Orienta nasce nel 1993 e da allora lavoriamo per la crescita delle persone e per essere motore di innovazione nelle risorse umane. Siamo specializzati nei servizi di somministrazione, ricerca e selezione di personale, staff leasing, formazione e outsourcing ed offriamo consulenza HR [risorse umane] in tutti gli ambiti e settori produttivi» (https://www.orienta.net/it/il-gruppo-orienta.html).

Nel Sud Italia le fiere Orienta sono organizzate dall’Associazione Aster che «opera da anni nel settore dell’orientamento con interventi specifici e di alto profilo culturale dedicati in primis agli studenti che si accingono alla scelta degli studi superiore e a tutti gli attori coinvolti in questo grande processo quali docenti, professionisti e famiglie. A tale scopo ha dato vita al Centro di Orientamento Permanente: un’opportunità unica per gli studenti che si confrontano con il passaggio cruciale dalla scuola al mondo universitario e professionale e per i professionisti del mondo della scuola che intendono approfondire la tematica dell’orientamento e mettersi al servizio della causa con competenza e profondità» (https://www.associazioneaster.it/index.php?sez=62&art=318).

Con il crisma della imperdibile opportunità/obbligatorietà veicolato agli studenti e alle studentesse dalle circolari scolastiche, i maturandi e le maturande di tutta Italia sono avviati a diventare utenti di questi fornitori privati di servizi. Servizi gratuiti.

Il primo passo che viene richiesto di fare ai giovani e alle giovani è di fornire la proprio email per iscriversi alla visita della fiera OrientaCatania. Successive domande sui settori di interesse di ciascuno/a, inducono a fornire altri dati sensibili che, come sappiamo, vanno a costruire preziose banche dati. Successivamente i giovani e le giovani, sulla base dei loro interessi individuati, diventano quindi oggetto di campagne di marketing risorse umane a favore di istituzioni accademiche, aziende private o a favore delle forze armate.

Le scuole della Sicilia orientale hanno diramato circolari sull’orientamento che sollecitano la visita di OrientaCatania (22-23 ottobre 2024). Unico elemento di possibile dissuasione dal parteciparvi è la quota (sui 15 euro) per il trasferimento a Catania con autobus privato. In allegato alla circolare, oltre a un vademecum per l’iscrizione elettronica, un elenco delle istituzioni sponsor e di tutte le realtà, accademiche o meno, che evidentemente avranno il loro stand a Catania. Vale la pena osservare con attenzione questo elenco perché è concepito in modo furbesco e grossolano, ma le scuole lo forniscono senza filtri, validandolo, ai giovani e alle loro famiglie.

Assieme ai più alti patrocini (medaglia del presidente del Senato, Camera dei Deputati, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regione Siciliana) ecco il Ministero della Difesa. Dopodiché sotto la voce “Istituzioni” sono elencate tutte le armi dell’esercito e le forze di pubblica sicurezza. Infine nell’elenco alfabetico delle istituzioni di livello universitario appaiono di nuovo (in neretto) tutte le armi dell’esercito e le forze di pubblica sicurezza. Salta all’occhio che, accanto alle più note e accreditate università, sono elencate le più svariate accademie private e on-line su cui sarebbe bene insegnare ai giovani di effettuare serie verifiche prima di iscriversi e spenderci soldi e tempo. Evidentemente il criterio degli organizzatori Orienta/Aster sono le quote stand che queste entità stanno devolvendo agli organizzatori.

A questo dispositivo vogliamo consegnare le nuove generazioni?

Questa situazione pervasiva in tutte le scuole d’Italia va contrastata facendo alcune considerazioni:

le commissioni per l’orientamento delle singole scuole devono essere più consapevoli e critiche su ciò a cui si affidano;

a studenti, studentesse e famiglie occorre far presente la non obbligatorietà di queste iniziative;

– agli studenti e studentesse occorre far capire che sono loro che devono attivamente orientarsi parlando e acquisendo informazioni dagli adulti (a partire dai loro insegnanti), e che non devono essere orientati;

infine, non bisogna dimenticare la nuova, sacra legge del mercato: se un servizio è gratis, il prodotto sei tu.

Di seguito l’elenco dei patrocini di OrientaCatania.

Lorenzo Perrona, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Sicilia

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