Avevamo già messo in evidenza il programma di attività dell’Esercito Italiano previsto per l’anno scolastico 2024-’25 e denunciato la comunicazione con cui l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana aveva diramato tali attività alle sedi provinciali, sottolineando ancora una volta come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che l’apparato militare, portatore di pratiche, strumenti e linguaggi che veicolano i disvalori di guerra, violenza, sopraffazione, gerarchia e cieca obbedienza debba restare fuori dalle scuole (clicca qui per il comunicato).
Riceviamo ora segnalazione che il dirigente del Liceo Cecioni di Livorno ha ritenuto di dover pubblicizzare questo programma di attività, invitando ad aderire al progetto e inquadrandolo nell’ambito di orientamento e PCTO.
Ribadiamo ancora una volta come queste attività siano da respingere. La presenza dei militari nelle scuole, genericamente finalizzata alla fidelizzazione e all’esercizio della propaganda in tutti i gradi scolastici, nelle secondarie superiori si fa ancora più pervasiva ed insistente, caratterizzandosi esplicitamente come attività di reclutamento. È da intendere in questo senso la promozione delle “opportunità professionali” offerte dalle forze armate dopo la conclusione del quinquennio, ma anche la propaganda e la sollecitazione a scelte che implicano l’interruzione del percorso scolastico ordinario. Non va dimenticato infatti che per la ferma volontaria iniziale, apertamente propagandata in questi incontri con le scuole, l’età di accesso è stata recentemente abbassata a 18 anni (età che attualmente ancora non vede concluso il percorso scolastico) e che nei licei viene inoltre propagandata la prosecuzione degli studi in alcune scuole militari addirittura a partire dai 15 anni. È inammissibile che le scuole ospitino interventi di chi viene a distogliere da un percorso e favorisce in qualche modo l’abbandono scolastico!
Altrettanto inammissibile, più in generale, che la scuola pubblica sia tribuna di propaganda militarista. A dimostrazione dell’intensificarsi di queste attività propagandistiche, da quest’anno gli interventi dell’Esercito nelle scuole sono stati affidati ad un apposito organismo, di recentissima costituzione, il CME, Comando Militare Esercito. Ed alcune date sono già state individuate come particolarmente significative per il dispiegamento della retorica militarista e nazionalista. Il 4 novembre è una di queste: la celebrazione di quella che fu una “inutile strage” sarà ancora una volta occasione per riproporre la giustificazione dei massacri presenti e futuri. Ciò risulta tanto più odioso in un contesto di guerra sempre più diffuso, in cui la scuola ha la responsabilità istituzionale di educare ai valori di pace e solidarietà a cui è sicuramente estraneo chi fa dell’esercizio delle armi una professione.
Invitiamo docenti studenti genitori del Liceo Cecioni e di altre scuole a cui dovessero giungere proposte di attività con l’Esercito Italiano a non aderire. L’adesione ai progetti è libera e non può rappresentare in alcun modo un obbligo. Si può e si deve dire Signornò.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Livorno
