È del 15 ottobre questa segnalazione inusuale. Siamo all’interno dell’ospedale Belcolle di Viterbo, reparto di pediatria. Un papà, presumibilmente stressato e preoccupato, è in attesa di ricevere cure mediche per il bambino di due anni. Irrompe in reparto un’allegra scolaresca, proveniente da un Istituto Tecnico di Viterbo. Regalano ai bambini giochi, album da colorare e…un vivace cappellino rosso, che riporta in bianco il logo di Leonardo.
Non è superfluo ricordare che Leonardo è una potente multinazionale che produce una serie di armi sofisticate, alcune della quali in uso in quasi tutti i conflitti mondiali, tra cui quello in Medio Oriente e nell’Europa dell’est.
Ci poniamo due semplici domande, a cui ci piacerebbe che qualcuno trovasse le giuste argomentazioni per rispondere: che relazione c’è fra una allegra scolaresca in visita al Belcolle e la Leonardo, che regala a ragazzi e bambini cappellini come gadget?
E poi: come si può accettare che una struttura ospedaliera italiana – dello stesso tipo di quelle che a Gaza (e non solo!) vengono bombardate con regolarità inaccettabile – diventi il territorio di una subdola infiltrazione pubblicitaria di Leonardo?
Leonardo S.p.A. non è un’azienda di dolciumi, ma di produzione delle stesse armi che nei teatri di guerra uccidono migliaia di bambini e bambine. È un’antinomia che racconta molto sulla incoerenza patologica della nostra società filoatlantista.
Stiamo continuando a militarizzare i nostri figli e le nostre figlie, più presto si comincia e meglio riesce, invadendo tutti i loro spazi dalla scuola, allo sport e oggi anche durante l’ospedalizzazione.
Con questa operazione all’ospedale di Belcolle si è colpita la fascia dei bambini piccoli ricoverati o in visita pediatrica e i giovani delle scuole superiori strumentalizzati dalla Leonardo, probabilmente convinti di compiere un azione “buona”.
Dove c’è un bambino o un giovane, lì c’è un terreno di conquista per la militarizzazione delle menti. Questo ci insegna questa operazione a Belcolle. Ringraziamo il papà per la segnalazione e condividiamo con lui lo sdegno e il disappunto.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Bracciano
