A difesa della Costituzione, contro il DDL 1660, si è tenuto a Verona, sabato 9 novembre un presidio in P.zza dei Signori, di fronte alla Prefettura, presente anche l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università a cui hanno partecipato associazioni, partiti, sindacati, gruppi, privati cittadine e cittadini che “hanno deciso di unirsi per rivendicare la necessità di mettere in discussione la presentazione in Parlamento del cosiddetto Decreto Sicurezza”.
La richiesta diffusa ai mass media e, con volantinaggio, anche oltre la piazza del presidio, è indirizzata:
– Al Presidente della Repubblica perché se la Legge venisse approvata, la rinvii alle Camere per i suoi profili di palese incostituzionalità;
– A tutte le forze politiche, le parlamentari e i parlamentari, che hanno a cuore la Costituzione, perché si oppongano al ddl 1660;
– Al Comune di Verona, perché si schieri contro questa proposta e faccia pressione, insieme ad altre amministrazioni locali, per il suo rigetto;
– alla cittadinanza perché prenda posizione contro il decreto partecipando attivamente alle proteste.
Quaranta realtà associative, citttadine/i, complessivamente circa 300 persone, sono scese in piazza, con striscioni e cartelloni.
Da segnalare l’azione sorprendente di Ultima Generazione su Ponte Nuovo, ponte sull’Adige poco distante dal presidio. In segno di protesta contro l’inasprimento delle pene per chi organizza blocchi stradali o iniziative contro opere pubbliche, gli attivisti hanno versato sull’asfalto vernice ad acqua arancione per poi sedersi a gambe incrociate, mostrando alcuni striscioni, impedendo, così, il passaggio di motorini e auto. Con loro era Don Paolo Pasetto con lo striscione ”Lottare è un diritto”, che ha deciso di “prendere una pacifica posizione di resistenza a questo flusso di disumanità che avanza”. Invitatati dagli agenti della Digos, che hanno preso loro le generalità, sono tornati in P.zza con le mani incrociate sopra la testa, gesto simbolico suggestivo, ripreso da tutti e tutte le presenti in piazza.
Ovviamente, sono in programmazione altre iniziative.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
