TERZO INCONTRO DEGLI STATI PARTE DEL TPNW – trattato di proibizione delle armi nucleari (New York City dal 3 marzo al 17 marzo 2025), preceduto dall’incontro ICAN (2 marzo 2025)
Saremo direttamente presenti, Disarmisti Esigenti & partners, con una nostra delegazione a New York, portando un working paper, aggiornamento di quello preparato al 2 MSP (Secondo Meeting degli Stati Parti), sotto riportato, per dare qualità alla voce della società civile rappresentata da ICAN, la campagna internazionale per la proibizione delle armi nucleari, premio Nobel per la pace 2017. Lavoriamo per il coordinamento con la Campagna NFU (No First Use) nel testo stesso del Trattato, percorso che dovrebbe “flessibilizzare” la categoria degli “Stati in conversione”.
L’universalizzazione del TPNW sarà frutto di una strategia di diplomazia popolare capace di coinvolgere le stesse potenze nucleari, a partire dalla presa d’atto della centralità del rischio costituito dalla deterrenza, più convincente, a nostro parere, rispetto alle argomentazioni giuridiche ricavate dal diritto umanitario di guerra.
Per sottoscrivere online il documento: https://www.petizioni24.com/ican-nfu
Sull’Italia, in particolare, Paese della condivisione nucleare NATO, va continuata la pressione per una denuclearizzazione unilaterale, rimuovendo le testate ospitate nelle basi o trasportate sui natanti.
La delegazione accreditata da ICAN è completabile con nuovi nominativi da comunicare – con una email a coordinamentodisarmisti@gmail.com – entro il 26 febbraio 2024.
Gli aderenti all’Osservatorio sono invitati a farne parte – spese di viaggio e di soggiorno a loro carico – in considerazione di due caratteristiche notevoli dell’evento cui si dovrebbe partecipare:
1) con gli inevitabili limiti pur sempre riscontrabili, la Campagna ICAN può essere valutata come la più importante iniziativa in corso del pacifismo mondiale;
2) numerosi membri ICAN si occupano di educazione alla pace ed essere a New York costituisce una occasione unica per prendere molti contatti di persona con personalità e organizzazioni impegnate su questo terreno.
ICAN è una coalizione globale di circa 700 organizzazioni della società civile che lavorano per l’abolizione delle armi nucleari. Partecipare alle loro riunioni permette ai pacifisti di connettersi con persone da tutto il mondo che condividono i loro stessi ideali, creando una rete di supporto e azione a livello internazionale. Questo rafforza il movimento pacifista globale e aumenta la pressione sui governi per il disarmo nucleare in modo focalizzato; e per il disarmo in generale.
I meeting di ICAN offrono una piattaforma per diffondere informazioni sulla situazione del rischio nucleare e per promuovere il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW). Gli antimilitaristi, i disarmisti, i pacifisti possono contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica e a influenzare le politiche governative partecipando a queste discussioni e condividendo le loro conoscenze.
Le riunioni internazionali sono occasioni preziose per discutere e sviluppare strategie comuni per il disarmo nucleare. I disarmisti possono condividere le loro esperienze, imparare da altri attivisti e contribuire a definire azioni coordinate a livello globale per raggiungere l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari. La partecipazione ai meeting di ICAN, e in generale il supporto alla campagna, aumenta la pressione politica sui governi per aderire al TPNW e per intraprendere azioni concrete verso il disarmo nucleare. La presenza di un forte movimento pacifista internazionale rende più difficile per i governi ignorare la richiesta di abolizione delle armi nucleari.
ICAN fornisce informazioni aggiornate sulla situazione delle armi nucleari nel mondo, sui progressi del TPNW e sulle azioni intraprese dai diversi paesi. Partecipare ai loro meeting permette ai disarmisti di rimanere informati e di basare le proprie azioni su dati concreti.
Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) è lo strumento legale chiave per il disarmo nucleare. La partecipazione ai meeting di ICAN rafforza il sostegno a questo trattato e incoraggia altri paesi ad aderirvi.
Promotori: Disarmisti esigenti & Partners in vista del secondo Meeting, a New York, presso il Palazzo di Vetro dell’ONU, degli Stati parte del Trattato di proibizione delle armi nucleari (27 novembre – 1 dicembre 2023)
Primi firmatari: Alfonso Navarra (cell. 340-0736871) – Luigi Mosca – Michele Di Paolantonio – Mario Agostinelli – Sandro Ciani – Giovanna Cifoletti – Antonella Nappi – Daniele Barbi – Ennio Cabiddu – Cosimo Forleo – Alessandro Capuzzo – Milly Bossi Moratti – Guido Viale
Per contattare telefonicamente a New York Sandro Ciani : +49 172 148 9551
In vista del Terzo Meeting degli Stati parti, a New York, (3-7 marzo 2025) sempre presso il Palazzo di Vetro dell’ONU, si registrano ulteriori firmatari e adesioni organizzative:
Michele Santoro – Servizio Pubblico
Mimmo Lucano – eurodeputato AVS
Francesco Lo Cascio (LOC Palermo) e Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente Pax Christi Italia
Greta Triassi e Sabina Ciuffini (PTD Lombardia)
Totò Schembari – Pagoda per la pace (Comiso)
Teresa Lapis (WILPF Italia)
Costituente per la Terra (Paola Paesano farà parte della delegazione che raggiungerà New York)
Jeffrey e Sonia Sachs hanno inviato un messaggio di adesione.
A Strategy to move from the legal prohibition to an effective, total and irreversible elimination of nuclear weapons. Working paper submitted by ‘Disarmisti Esigenti’, partner of ICAN
Per l’obiettivo del disarmo nucleare effettivo, tutti i 9 paesi che possiedono armi nucleari (insieme ai loro alleati) dovrebbero sedersi allo stesso tavolo delle trattative, con l’ONU nel ruolo di mediatrice riconosciuta, avendo compreso che il possesso di armi nucleari costituisce un rischio inaccettabile, in primo luogo per loro stessi. Il pericolo concreto di una possibile “guerra nucleare per errore” va messo in cima alle ragionevoli preoccupazioni di chiunque abbia a cuore la sopravvivenza della specie umana sulla Terra. Se da un lato spetta a questi Stati dotati di armi nucleari prendere questa iniziativa, spetta anche a noi, società civile, aiutarli a raggiungere tale consapevolezza anche mediante una “esigente” pressione dal basso. Negli ultimi tempi questo rischio è ancora aumentato principalmente a causa di due fattori: 1. lo sviluppo delle “mini-nuke”, cioè armi nucleari di potenza intermedia tra quella della bomba di Hiroshima e quella delle armi convenzionali. Queste “mini-armi nucleari” saranno più facili da usare sui campi di battaglia e quindi romperebbero il “tabù” dell’uso delle armi nucleari, con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. 2. il possibile utilizzo degli algoritmi di IA (“Intelligenza Artificiale”) nella rilevazione di attacchi nucleari e, cosa ancora peggiore, nel processo decisionale per un’eventuale ritorsione. Di conseguenza dobbiamo concentrarci principalmente su questi due fattori di rischio per convincere gli Stati dotati di armi nucleari a decidere un disarmo nucleare globale. Quindi, l’adesione universale al TPNW, il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, non dovrebbe più incontrare ostacoli. Come contributo a questo approccio, proponiamo di includere nel testo del TPNW la proibizione delle armi nucleari, qualunque sia la loro potenza. (Possiamo anche ricordare in questo contesto quanto sosteneva Gorbaciov “Se uno Stato vuole essere sicuro, deve prima contribuire a garantire la sicurezza di tutti gli altri Stati”: tuttavia, la ‘deterrenza nucleare’ fa esattamente il contrario!) Proponiamo di lavorare per armonizzare e integrare la Campagna ICAN con la Campagna No First Use (NFU) perché riteniamo importante schiudere e approfondire ammorbidimenti e contraddizioni nel fronte nuclearista, già non del tutto monolitico. Sarebbe apprezzabile che l’adozione ufficiale di dottrine sulla deterrenza che escludano un primo colpo nucleare in qualsiasi circostanza sia accompagnato da misure, sotto controllo IAEA, che rendano più difficile la guerra nucleare per errore, come la deallertizzazione delle testate e la separazione delle stesse dai vettori. Il TPNW già, all’articolo 4, prevede un periodo di conversione e una certa flessibilità nelle forme di adesione da parte degli Stati dotati di armi nucleari e degli Stati che ospitano armi nucleari controllate da un altro Stato. Entro la prossima conferenza di revisione, fissata nel 2027, possiamo stabilire una categoria riconosciuta formalmente di Stati “collaboratori”, “fiancheggiatori” (o altro termine similare) del Trattato. Sarebbero Stati non aderenti a pieno titolo ma orientati positivamente verso il percorso della proibizione giuridica, valutato quale strumento utile e opportuno, compatibile con le istanze di sicurezza globale, per giungere a un mondo senza armi nucleari.
Alfonso Navarra
