Sono riusciti a coinvolgere tutta la comunità scolastica di Siena. Tre giorni, dal 15 al 17 ottobre scorso, nei quali prima le quarte e le quinte, poi le altre classi liceali e infine le scuole medie – in totale oltre mille studenti – hanno visitato la caserma “Bandini”.
Alla fine ce l’hanno fatta. Il progetto, iniziato nel 2009 come progetto di educazione stradale, si è via via ampliato e trasformato in un “momento emozionante ed educativo”, sostiene la presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Siena, Mariarosa Lapi. Chissà perché un momento educativo si debba tenere in una caserma dei paracadutisti della “Folgore”. Per la precisione di quel 186° Reggimento appena rientrato a marzo da quell’operazione in Kosovo, illegittima dal punto di vista delle norme internazionali, poiché fu una guerra alla Serbia unilateralmente dichiarata dalla NATO, senza alcun avallo dell’ONU, sotto l’allora governo D’Alema. Chissà se avranno parlato delle pessime condizioni della minoranza serba del Kosovo?
Che, invece, sia stato un momento tutt’altro che educativo lo svela Sienanews: “Sono ancora molti i ragazzi e le ragazze che sognano un giorno di entrare a far parte dell’arma”. Che sia stato un evento propagandistico lo dicono i ragazzi stessi intervistati dal giornale. “Mi ha incuriosito lo svolgimento delle indagini”, afferma uno studente, mentre un altro precisa che “Venivano spiegati i loro vari mestieri”.
Interessante, infine, il ruolo “educativo” della “Folgore”: secondo la Lapi, la loro “organizzazione capillare e precisa […] per i ragazzi è un esempio con l’alzabandiera”.
Ciò che stupisce è come non si abbia notizia di insegnanti e/o genitori – che certamente ci sono stati – che non si siano prestati a queste tre giornate di militarismo.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
