Reggio Emilia, 5 febbraio, “La Casa brucia: 100mila NO per fermare le guerre”

Lo scorso 5 febbraio, nell’ambito della campagna nazionale “LA CASA BRUCIA: 100 mila NO per fermare le guerre”, si è svolto a Reggio Emilia un dibattito organizzato da “Il Coraggio della Pace #DISARMA”.

Con l’obiettivo di sensibilizzare e mobilitare contro ogni guerra, l’evento è stato introdotto da Claudio Grassi, uno dei promotori della campagna, il quale, dopo aver sottolineato come si stiano stanziando anche in Europa ingenti risorse per il riarmo, ha ricordato che da dicembre sta circolando il testo di una mozione firmata da Elena Basile, Roberta De Monticelli, Domenico Gallo, Moni Ovadia e Linda Santilli. La mozione è rivolta principalmente ai Comuni, ma può essere adattata anche per proporla al Senato Accademico di un Ateneo: https://www.gonews.it/wp-content/uploads/2024/12/Mozione-Gallo-La-casa-brucia.pdf

Qui invece il link alla campagna dei 100mila NO alle guerre:https://transform-italia.it/centomila-no-per-fermare-le-guerre/#:~:text=Centomila No per fermare le guerre Proponiamo una mobilitazione popolare,11 della Costituzione.

Alla serata hanno partecipato anche in collegamento video online:

  • Luisa Morgantini (Assopace Palestina), dopo che una settimana fa è stata arrestata per diverse ore dalle forze israeliane, mentre era con un giornalista italiano e due pacifisti palestinesi di Masafer Yatta perché si trovavano in una zona interdetta della Cisgiordania. La Morgantini ha raccontato la situazione drammatica che vive la popolazione palestinese in quella zona e di come a Hebron i coloni abbiano buttato via dal centro i palestinesi per una guerra dietro alla quale ci sono biechi interessi riconducibili allo sfruttamento del gas ed alla speculazione edilizia, oltre che alla costante occupazione dei territori.
  • Sabrina Pignedoli (Euro Arab Cooperation Forum), europarlamentare, la quale ha sottolineato come si sia tentato di formare in seno al Parlamento europeo un intergruppo per la pace, ma che non ha potuto insediarsi in quanto non è stato raggiunto il numero sufficiente. Ha anche ribadito come gli sforzi per reperire risorse a livello europeo dovrebbero essere orientati per la pace e non per prepararsi alla guerra.

In presenza al Circolo Binario 49 di Reggio Emilia sono intervenuti invece:

  • Alberto Bradanini, ex ambasciatore in Cina e in Iran, che ha fornito alcune coordinate di geopolitica rispetto al contesto nel quale ci troviamo ed ha spiegato come tutte le ipotesi che sono sul tavolo della pace per Gaza siano attualmente impraticabili nella realtà. Nessuna soluzione sembra possibile, a meno che non implodano gli USA. Per il resto, viviamo nella gabbia dell’ontologia dell’immodificabilità, anche per via di una classe politica dirigente di scarsa qualità, sempre subordinata alla forza del vincolo esterno (Europa, USA, NATO). Ma la crisi del modello unipolare degli USA può portare La pace può essere garantita anche in un sistema multipolare come risultato dell’equilibrio fra potenze. In un contesto nel quale organizzazioni sovranazionali come l’ONU stentano a decollare, può essere fatto valere però il diritto delle genti: si può uscire dall’Unione Europea o dalla NATO, se queste alleanze non sono in grado di garantire la pace e difenderci, anzi ci trascinano in nuove guerre.
  • Giuseppe Curcio per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il quale ha illustrato le attività oggetto d’interesse dell’Osservatorio, fra cui anche la collaborazione con il Coordinamento NO NATO Emilia Romagna sulla redazione di un dossier sui presidi bellici in regione e, parafrasando una celebre frase di Chico Mendes, ha fatto presente che “il pacifismo senza antimilitarismo è solo ‘volemose bene’!”

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