Santorre di Santarosa (TO): materiale didattico sul Trattato per la proibizione delle armi nucleari

Il 5 febbraio 2025 presso l’IIS “Santorre di Santarosa” un gruppo di volontari di AgiTe (Giorgio Mancuso, attivista per la nonviolenza e i diritti umani, Tiziana Bonomo, curatrice e organizzatrice di eventi nel mondo della fotografia, Michaela Reinhardt e Lorenza Giorgi, insegnanti che fanno parte della Scuola per la Pace) ha incontrato su invito di alcuni docenti 5 classi (due quarte e tre quinte) dell’istituto.

L’attività era finalizzata a presentare il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore il 22 gennaio 2021, al fine di formare e sensibilizzare gli studenti e le studentesse non solo su questo documento specifico, ma più in generale sulla pericolosità di questo tipo di ordigni. Questa esigenza è particolarmente evidente in un mondo in cui questo tema è entrato in un cono d’ombra a causa del quale, nonostante la proliferazione degli armamenti negli ultimi decenni e nonostante la maggior facilità di accesso alle informazioni tramite la rete, le giovani generazioni appaiono poco o nulla consapevoli dei rischi attuali.

I formatori hanno presentato una breve attività strutturata in tre fasi: brainstorming iniziale, visione di un breve documentario, raccolta di domande e discussione finale. Il filmato, accessibile ma di forte impatto, è dedicato alla ricostruzione della storia delle armi atomiche, a partire da Hiroshima e Nagasaki e dalle testimonianze degli Hibakusha, nonché alla presentazione del TPNW e dei suoi obiettivi.

Dopo la visione del filmato i formatori, anche alla luce delle domande spontaneamente sorte o sollecitate, hanno dedicato parte della lezione a fornire dati quantitativi (es. sproporzione tra il numero dei paesi firmatari e di quelli non firmatari, numero di armi nucleari operative o disponibili) che gli studenti hanno trovato di forte impatto. Si è poi passati a sottolineare quali siano i paesi non firmatari (Italia compresa) e quale sia il loro ruolo nell’opposizione al trattato e questa riflessione ha rappresentato un valido spunto per analizzare quanto l’attivismo “dal basso” e la pressione della società civile siano stati e siano sempre più decisivi nella campagna per l’abolizione delle armi nucleari.

Gli studenti e le studentesse sono apparsi/e particolarmente interessati/e al ruolo dell’Italia come membro della NATO e al problema della servitù militare nei confronti degli USA, nonché alla specificità della posizione di Torino come possibile bersaglio per la presenza di industrie belliche sul territorio. I formatori, pur non tacendo agli studenti i concreti rischi dell’attuale momento storico, hanno gestito e concluso l’intervento evitando toni catastrofisti, ma facendosi portavoce di una posizione in cui il “pessimismo della ragione” deve essere sempre accompagnato da un forte “ottimismo della volontà”, capace di alimentare l’impegno e l’attivismo nelle giovani generazioni.

Giorgio Mancuso ha così commentato l’incontro: «La risposta dei ragazzi e delle ragazze è stata ottima, la sensazione è quella di essere riusciti a suscitare la loro curiosità grazie ad una didattica maieutica ed interattiva che ora è disposizione per altri momenti di formazione nelle scuole. In base alle domande fatte dai ragazzi e dalle ragazze, si conferma una generale mancanza di informazione sul pericolo nucleare e la necessità di continuare questo lavoro di formazione dove possibile».


materiali didattici elaborati dal team di formatori sono a disposizione in allegato e possono essere usati per tenere una lezione da parte di chi lo desidera. 

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