Napoli, 28-30 marzo: Convivio Scuola Sconfinata “La Scuola è Politica” con Osservatorio

Si terrà a Napoli dal 28 al 30 marzo il Convivio di Scuola SconfinataLa Scuola è Politica” presso il Centro Ciro Colonna, via Curzio Malaparte, 42 – Napoli Ponticelli.

Il Convivio di Scuola Sconfinata chiama a raccolta quante quanti si riconoscano e intendano condividere esperienze “sconfinate”. Il “convivio” invita a proporre modelli, esempi, pratiche di scuola e non scuola con l’obiettivo di creare un’agenda di sviluppo per scuola sconfinata nel prossimo futuro. L’obiettivo è anche trovarsi e restare insieme per affermare con la presenza attiva l’esistenza di una scuola viva, che si esprime, che si organizza per resistere!

Vi segnaliamo alcune iniziative che vedono la partecipazione di attivisti e aderenti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il programma completo è disponibile a questo indirizzo: IL PROGRAMMA DELLE TRE GIORNATE AL CONVIVIO “LA SCUOLA È POLITICA!”

Sabato 29 marzo 2025

​Istituto Comprensivo 69° Barbato Marino Santarosa, Via Bronzi di Riace, 12 – Napoli Ponticelli

MATTINA 

ore 9 SESSIONI DI PRESENTAZIONI E DIALOGO
ore 9-11 AREA RELAZIONI NONVIOLENTE – presentazioni e dialogo

Riflessioni: quali relazioni tra adulti educanti e tra adulti e studenti  per far vivere alle persone più giovani esperienze di comunità democratiche, eque e nonviolente? – facilita Annabella Coiro

  • Comprendere i conflitti. Educare alla pace

Michele Lucivero (docente, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università)
Il percorso prende le mosse dalla situazione in cui versa la scuola italiana tra militarizzazione, revisione storica e sostegno a politiche repressivo-securitarie. Liberare la scuola da tali briglie e costruire orizzonti pacifisti e nonviolenti è un compito altamente politico. 

ore 9.30-11 AREA SPAZI DI APPRENDIMENTO – laboratorio

  • L’educazione alla pace in chiave trasformativa. Forme e pratiche formative per interventi di pace in area di conflitto.

Gianmarco Pisa (formatore, Istituto Italiano di Ricerca per la Pace – Corpi Civili di Pace)
Il laboratorio propone un approfondimento interattivo sulle due connotazioni dell’educazione alla pace, in quanto prassi educativa (forma e istanza di condivisione di conoscenze, saperi e pratiche) e in quanto vettore di pace (ambito di acquisizione di contenuti teorici e pratici legati alla pace e alla costruzione della pace). Il nucleo del laboratorio consiste nella realizzazione di due tavoli di confronto e riflessione con un adattamento della metodologia di World Café e nell’esplorazione di metodi e pratiche per l’educazione alla pace in chiave trasformativa.

ore 11.30-13.30 AREA RELAZIONI NONVIOLENTE – presentazioni e dialogo 

Riflessioni sulle esperienze positive e le possibilità concrete di costruire relazioni equivalenti tra docenti, studenti, genitori e personale ATA – facilita Olimpia Barba

  • Ubuntu e dialogo per trasformare le relazioni nella scuola primaria e secondaria di primo grado per aprire la strada a una convivenza nonviolenta

Annabella Coiro (referente percorsi educativi e formazione – Rete  EDUMANA)
Ipotizziamo che l’educazione nonviolenta possa superare il paradigma culturale individualista, competitivo e prevaricante, si tratterebbe di operare una trasformazione profonda che parta dalle relazioni e dalla comunità. Non si parla solo di insegnare contenuti disciplinari, seppur necessari, ma di promuovere un’esperienza di vita collettiva e coerente con i valori della nonviolenza. 

ore 11.30-13.30 AREA DIDATTICA ATTIVA – presentazioni e dialogo

Luoghi, linguaggi e protagonisti per reimmaginare una didattica aperta al mondo – facilita Maestri di strada – reporter Daniela Caporale

  • La pace comincia da qui

Maria La Bianca (docente, Istituto Comprensivo plesso Nicolò Turrisi IC Luigi Capuana, Palermo)

Un’occasione, la Terza Marcia per la Pace e la Nonviolenza, una trasformazione: il mondo entra a scuola e la scuola si fa mondo, si sperimentano pratiche nonviolente di risoluzione dei conflitti e anche la didattica disciplinare diventa un momento di costruzione di comunità.

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