Pubblichiamo alcuni aggiornamenti e il testo del comunicato del Coordinamento Molfetta per la Palestina sulla vicenda di Domenico Centrone, trattenuto in Libia. È possibile sottoscrivere il comunicato a nome della vostra associazione o collettivo entro le ore 19.00 di venerdì 5 giugno inviando una mail a molfetta.palestina.coordinamento@gmail.com. La sottoscrizione è utile per manifestare l’adesione al presidio di sabato 6 giugno, ma soprattutto è necessaria per dare una eco maggiore all’appello per la liberazione di Nico. Rompiamo il silenzio. Agitiamoci e schieriamoci dalla parte giusta della storia.
Domenico Centrone, insieme alle altre nove persone del Convoglio di Terra della Global Sumud trattenute in Libia, è apparso ieri, 3 giugno 2026, davanti al Procuratore libico, il quale ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Sappiamo anche che il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare sia a Nico che a Dina, che speriamo venga accettata al più presto. La famiglia di Nico è informata sullo stato della detenzione e anche sui passi diplomatici effettuati nelle ultime ore per la sua tutela. Nico sta bene. Lo abbiamo visto da un video che sta circolando attraverso la pagina Instagram della Maghreb Sumud Organisation. Ora però, lo vogliamo libero e a casa perché la sua sola colpa è aver cercato di rompere l'assedio che sta annichilendo la Striscia di Gaza. Dobbiamo mobilitarci in tutti modi affinché la sua liberazione avvenga subito! Per questo alleghiamo in file Word il testo di un'email da inviare (in italiano e in inglese) alle autorità competenti. Fatelo e fate circolare il testo in modo che più persone possibili facciano sentire la loro voce.
Comunicato Stampa
Il 15 maggio, durante il 78esimo anniversario della Nakba, Nico Centrone è partito con il Land Convy (carovana Sumud) da Tripoli alla volta del valico di Rafah per poter portare cibo, medicine e materiali per la ricostruzione alla popolazione della Striscia di Gaza stremata dal genocidio per mano di Israele.
Il giorno 24 maggio una delegazione di dieci attivisti e attiviste, tra cui il nostro compagno, si è staccata dal resto del convoglio per andare a trattare il passaggio degli aiuti umanitari nei territori della Libia Est: da quel momento abbiamo perso i loro contatti. Al momento le dieci persone sono ancora trattenute dalle forze di polizia e non si hanno notizie certe sul loro rilascio.
L’illegittimo trattenimento di Domenico rientra in un quadro generale più complesso, fatto di paura e repressione per tutte coloro che manifestano resistenza all’occupazione e che si oppongono al genocidio del popolo palestinese. In questo contesto di repressione generale e sistemica rientrano gli oltre 10.000 prigionieri politici palestinesi, molti dei quali vivono da decenni l’inferno delle carceri israeliane; in questa ottica dobbiamo inquadrare anche la istituita legge che prevede l’applicazione della pena capitale ai palestinesi in Cisgiordania per accusa di terrorismo a detta dell’occupante sionista, e in questo contesto di deumanizzazione generale del popolo palestinese si intensificano sempre di più gli attacchi dei coloni israeliani a scapito dei palestinesi della Cisgiordania, vivendo quotidianamente una dimensione di guerra civile, nella quale si organizza la resistenza all’occupante sionista.
È proprio la resistenza palestinese in Cisgiordania che ci dimostra quanto il disegno di repressione riguardi anche i popoli occidentali complici del genocidio palestinese: esemplare è il caso di Anan Yaeesh, un resistente di Tulkarm, condannato in Italia a 5 anni e 6 mesi per “associazione con finalità di terrorismo” in un processo che è un attacco diretto alla resistenza palestinese.
Per questo motivo saremo sempre affianco dei prigionieri politici incarcerati per la resistenza e l’autodeterminazione del popolo palestinesi: perché per noi è questo il modo di schierarsi dalla parte giusta della storia e opporci al sistema genocidario sionista. Essere al fianco di tutti i prigionieri politici significa schierarsi dalla parte dell’oppresso e far emergere tutte le complicità che ci sono tra il governo italiano e l’entità sionista e manifestare reale solidarietà verso il popolo palestinese.
Nico ha sentito nel più profondo del suo cuore l’ingiustizia che vive quotidianamente la popolazione gazawi ed è proprio questo spirito di solidarietà autentica che lo ha animato per partire con il convoglio umanitario della Global Sumud Flotilla per portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, secondo pratiche di nonviolenza e in pieno rispetto delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale umanitario.
Tutt* noi vediamo nella causa palestinese la lotta madre a tutte le ingiustizie e disuguaglianze del nostro pianeta. Chi è partito per terra e per mare, come Nico, credeva e crede ancora che è necessario opporsi fermamente al sistema bellicista e neocoloniale che vede nell’entità sionista il centro nevralgico del potere e soprattutto crede nella costruzione di un mondo più giusto e più eguale per tutti e tutte le oppresse. Pretendiamo dunque il rilascio immediato e il rientro in sicurezza di Domenico Centrone e delle altre 9 persone trattenute, così come pretendiamo la liberazione di tutte e tutti i prigionieri politici illegittimamente incarcerati e pretendiamo la fine della complicità del governo italiano con l’entità sionista!
Contro la repressione.
Contro il Genocidio del popolo palestinese.
Per la liberazione di Nico.
Per la liberazione di tutt*.
Per adesione molfetta.palestina.coordinamento@gmail.com
Qui il link della lettera di Maria Rosaria Centrone, aderente all‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, a suo fratello Domenico su www.rainews.it.
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