Scelta dell’Università di Cagliari: quale ruolo davanti alla storia per il mondo dell’Istruzione?

Accogliamo con attenzione le dichiarazioni del rettore dell’Università di Cagliari, prof. Francesco Mola, riguardo al contenuto della mozione di studentesse e studenti, corredata di mille firme e presentata al Senato accademico il 19 dicembre 2023. Il documento chiede all’Università di Cagliari di prendere posizione in favore «della popolazione di Gaza e di tutte le vittime civili, condannare le punizioni collettive, l’incessante attacco ai civili, alle istituzioni educative e agli ospedali, in quanto beni di carattere civile e non militare, impegnarsi in atti tangibili di solidarietà e partnership con le istituzioni universitarie palestinesi, affermare che per porre fine alla violenza si deve porre fine alla sua causa principale: l’apartheid e l’occupazione israeliana dei territori palestinesi».

Le studentesse e gli studenti chiedono di rescindere l’accordo di ricerca con l’università di Haifa «che in vario modo si rende responsabile della strategia di pulizia etnica israeliana» e con cui l’Università di Cagliari ha un accordo valido fino al 2024. Chiedono inoltre trasparenza rispetto ad eventuali accordi in corso con università israeliane non presenti sul sito http://www.unica.it e che sia reso noto il rinnovo degli accordi attualmente scaduti.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci dichiariamo a sostegno di questa mozione, già firmata da mille fra studentesse e studenti, così come della mozione in favore della Palestina presentata al ministro degli esteri Tajani e alla ministra dell’università Bernini dal mondo universitario e firmata da oltre 4700 accademici e accademiche. Un vasto movimento dentro le università si sta muovendo e si unisce alle voci che da tutto il mondo dicono basta all’apartheid, alla pulizia etnica e al genocidio che lo stato sionista perpetra in Palestina.

Quel 19 dicembre, in occasione della riunione del Senato accademico il rettore Mola incontrò studenti e studentesse giù nella strada dove tenevano il sit-in in presentazione della mozione, ed espresse la posizione di non voler rinnovare accordi con istituzioni universitarie e di ricerca israeliane, né intraprenderne di nuovi. Quelle dichiarazioni vengono riprese dall’articolo a firma di Federico Capurso nel quotidiano «La Stampa» ieri con una dose di sensazionalismo: «il rettore dell’università di Cagliari lascerà cadere i ponti costruiti finora con le università israeliane» come richiesto dalla componente studentesca di tante università italiane «nel nome di un boicottaggio che finora non aveva trovato sponda». Un sensazionalismo che può sottintendere l’arrivo di attacchi molto più aperti nel caso l’università di Cagliari «muova un primo passo» nel «prendere posizione sui grandi avvenimenti della storia». Non a caso l’articolo è accompagnato dall’intervista al direttore del museo della Brigata ebraica, Davide Romano, che, pur con dei giri di parole, esprime nella sostanza una totale adesione al feroce stragismo del governo di Netanyahu e si dice “preoccupato” dalle posizioni espresse dal rettore Mola, a cui invece va il nostro sostegno.

Infatti, ci auguriamo che il 30 gennaio, in cui sarà discussa la mozione degli Studenti, il Senato accademico, il Rettore e l’Università di Cagliari sappiano prendere un ruolo attivo e una posizione contraria al baratro in cui lo stato d’Israele ha messo i e le palestinesi: dall’apartheid al genocidio. Ce lo auguriamo per tutto il mondo universitario e per noi stessi e noi stesse.

Osservatorio contro la militarizzazione della scuole e delle università – Cagliari

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