Orientamento tra gli stand delle Forze armate: c’è bisogno di un contraddittorio pacifista

Si è svolta il 14, 15 e 16 aprile presso la Fiera campionaria di Cagliari la quattordicesima edizione di Orienta Sardegna – AsterSardegna 2026 dedicata all’orientamento universitario e professionale della popolazione studentesca in Sardegna, a cura dell’associazione Aster, ubicata a Palermo, che svolge analoghe iniziative in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio e Lombardia.

Presenti 33 espositori disponibili anche a colloqui individuali con studenti e studentesse in visita alla mostra e provenienti da classi terminali di scuole secondarie superiori. Nell’area del parcheggio sostano infatti ben otto corriere che hanno portato e riporteranno i giovani nei loro luoghi di provenienza.

Tra le istituzioni che partecipano sono immediatamente visibili le Forze armate: Esercito, Aeronautica militare, Marina militare, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia di Stato, con stand molto forniti di brochure informative, e attrezzature varie. È presente lo stand di Nissolino corsi, ente privato che promuove corsi di preparazione ai concorsi per le FFAA.

Delle università pubbliche sono presenti quelle di Cagliari, Oristano, Sassari e ancora di Trieste, Genova, Pavia, Urbino, Pisa e il Politecnico di Torino. La maggior parte dei restanti sono pertanto enti e accademie privati.

Fuori, vicino all’ingresso, è in sosta la camionetta Lince in dotazione all’Esercito (per associazione di idee ricordiamo che “Lince” è anche il nome che è stato dato ad un’operazione della questura di Cagliari contro decine di manifestanti antimilitaristi per i quali si sta svolgendo un processo penale), e accanto un gruppetto di giovani aspetta di salire per fare una foto in cima al mezzo militare indossando l’elmetto.

Un rito che sembra abbastanza ritrito per chi lo sta praticando, ma che denota purtroppo un approccio molto acritico da parte di giovani che sarebbero ormai nell’età per problematizzare le questioni connesse alla sfera militare, primo tra tutti quello dei conflitti armati e delle guerre.

La vita e il futuro di interi popoli risultano devastati dalla violenza militare, e il nostro Paese si trova in un contesto che non è affatto rassicurante. Infatti le istituzioni europee e la NATO, in cui il nostro paese è inserito, comandano il riarmo in vista di possibili e preoccupanti conflitti, in una misura che andrà a tagliare grandi risorse pubbliche e sociali con pesanti ricadute sulla collettività e anche sul futuro di quei giovani che adesso visitano gli stand e forse esaminano la prospettiva dell’arruolamento in un corpo militare.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università crediamo fermamente che la pace e il ripudio della guerra debbano essere presi molto sul serio dalle pratiche educative nella scuola; siamo per ora ad un “lasciar fare” alla propaganda militarista davanti a cui pochi insegnanti fanno obiezione, e che invece ha urgente bisogno di un contraddittorio pacifista e antimilitarista (ricordiamo che lo scorso autunno le circolari del ministro Valditara hanno chiesto un contraddittorio “con relatori che espongano punti di vista diversi” quando nelle scuole vengano promosse iniziative per parlare di genocidio nella Strisca di Gaza e di questione palestinese).

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


Una-tantum
Mensile
Annuale

Fai una donazione una tantum

Fai una donazione mensilmente

Fai una donazione annualmente

Scegli un importo

€15,00
€18,00
€50,00
€5,00
€15,00
€100,00
€5,00
€15,00
€100,00

In alternativa inserisci un importo personalizzato


Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!

Apprezziamo il tuo contributo.

Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazioneDona mensilmenteDona annualmente

Rispondi