Le segnalazioni che arrivano nella casella di posta elettronica dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci aiutano ad avere una conoscenza più eterogenea e completa del fenomeno che monitoriamo. Spesso ci segnalano eventi pubblicizzati (celebrazioni, mostre, convegni) e di facile riscontro, altre volte, come in questo caso, ci mettono al corrente di comunicazioni interne e riservate a uno specifico gruppo di destinatari.
La segnalazione che riportiamo nel presente articolo ci arriva dalla pagina interna dell’Ordine dei Giornalisti Toscana e riguarda un corso gratuito di quattro ore intitolato “Il ruolo dell’Esercito nell’immaginario dei media e della collettività. Guida pratica per giornalisti“, organizzato dalla Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, in collaborazione con il Comando Militare Esercito Toscana e con l’Istituto geografico militare. Il corso si è svolto il 3 luglio scorso, in presenza, nel Circolo Unificato dell’Esercito di Firenze.
Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università questo corso di formazione costituisce un ulteriore tassello di quel processo organizzato, costante e diffuso che il settore Difesa sta mettendo in atto per influenzare l’opinione pubblica sulla bontà dell’operato delle FFAA dentro e fuori i confini nazionali. L’obiettivo più o meno dichiarato è che nessuno debba mettere in discussione la legittimità della partecipazione attiva dell’Italia ai conflitti armati in corso, o la repressione violenta del dissenso in nome della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico.
Così come sta penetrando nelle scuole e nelle università, il settore Difesa sta entrando nella formazione professionale, nella comunicazione di massa, nelle tendenze di costume. Alla propaganda deve piegarsi anche il giornalismo, rimuovendo le questioni deontologiche che garantirebbero ai cittadini e alle cittadine un’informazione completa, imparziale e plurale. L’Osservatorio riconosce nel breve corso tenuto lo scorso 3 luglio il fine di promuovere le FFAA e le opportunità di lavoro nel settore militare, quindi di indirizzare l’opinione pubblica a rispondere positivamente alla nuova richiesta di arruolamento. Leggi cosa prevede la recente proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto.
Tra i relatori del 3 luglio anche il giornalista caposezione pubblica informazione dell’Istituto Geografico Militare, ente che in questi anni attraverso l’USR Toscana sta portando progetti nelle scuole di ogni ordine e grado «affinché gli studenti e gli insegnanti delle scuole dislocate su tutto il territorio regionale, anche in zone periferiche, possano avere la possibilità di conoscere le svariate attività che l’Esercito realizza in Italia e all’estero e le opportunità professionali offerte». Gli altri informatori presenti al corso erano il capo ufficio reclutamento e comunicazione del Comando Militare Esercito Toscana e il capo sezione sostegno alla ricollocazione professionale dei militari congedati. Insomma tutto ruotava attorno al reclutamento e alle opportunità di lavoro. L’Ordine dei Giornalisti Toscana servirà per agganciare il mondo civile.
Ringraziamo chi continua a mandarci segnalazioni che, data la mole di lavoro, non sempre riusciamo a concretizzare in articoli, ma ci permettono di avere una visione più approfondita del fenomeno della militarizzazione delle scuole e della società civile.
Se volete scriverci potete farlo inviando la vostra mail a questo indirizzo osservatorionomili@gmail.com.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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