Valditara Vattene! Il ministro dell’Istruzione e del Merito accolto da proteste a Cagliari

Il ministro, accolto da alcune scuole che si faranno in quattro per salutarlo al meglio e circondato dalla vetrina dell’allestimento Scuola Futura, potrebbe non tastare adeguatamente il polso della reale situazione della scuola in Sardegna. In tal senso vorremmo dargli una mano, sottolineando però che le responsabilità SUE e del suo governo sono CRUCIALI.

Quando è iniziato il corso devastante del DIMENSIONAMENTO scolastico nel 2000, la Sardegna aveva oltre 400 istituti scolastici, che sono stati ridotti, anno dopo anno, agli attuali 270. Per effetto della legge di bilancio 2023 (n. 197/22) il numero minimo di studenti per mantenere una scuola autonoma sarà calcolato tra i 900 e i 1000 e ciò comporterà per la Sardegna che l’anno prossimo ci sarà una riduzione di 36 autonomie (la riduzione doveva essere di 42, ma i sei che non saranno tagliati l’anno prossimo saranno messi in conto per l’anno successivo), e così gli istituti autonomi passeranno ad essere 234. La riduzione delle autonomie scolastiche comporta tagli di Dirigenti scolastici, DSGA, e altro personale scolastico, riducendo così le scuole ad un funzionamento molto più stentato!!! Questo rigido parametro di 900 studenti vale sia per le aree a forte densità di popolazione sia per quelle meno densamente abitate, e la Sardegna è la regione meno densamente popolata d’Italia, e pertanto quella che subisce più pesantemente i tagli previsti!

E ciò per merito di questo governo e del suo ministero, che infatti non a caso si chiama dell’istruzione e del merito … e che “merito”!!! Quello di assestare colpi tremendi alla scuola pubblica, particolarmente duri qui in Sardegna!!! Magari col pretesto che lo fa per rispettare le indicazioni del PNRR che chiede di rivedere i criteri di dimensionamento in ragione del calo demografico. Lungi dall’essere un problema, per i nostri governanti il calo demografico è una risorsa da fregarsi le mani!!! Quanto più i luoghi si spopolano, tanto più risorse risparmiano!!!

Il Governo di cui Valditara fa parte, con la revisione del PNNR,  ha trasferito 12 miliardi di  risorse finanziarie alle imprese sottraendoli agli investimenti pubblici e quindi anche alla scuola.
Ironicamente ci sarebbero i “vantaggi” (si fa per dire) di questo PNRR, che non riusciamo a intravedere negli allestimenti di Scuola Futura, campus itinerante del PNRR, approdata anche a Cagliari nella settimana delle STEM (con quest’acronimo si indicano varie discipline tecnico scientifiche). Ma quali effetti benefici potremo riscontrare – ad esempio – nella “digitalizzazione”di alcune funzioni se invece le scuole saranno costrette a barcamenarsi e sopravvivere a stento per mancanza di personale scolastico??!!

Tra quelle che sono responsabilità anche di questo governo consideriamo la vertiginosa quantità di precari (oltre 200.000 tra i docenti) che sempre più caratterizza la scuola in Italia e in Sardegna, perché chi insegna da anni non viene stabilizzato, neanche dopo il superamento di un concorso ordinario, e chi supera i nuovi concorsi non acquisisce neanche l’abilitazione (per la quale dovrà sborsare 2500-2800 euro, magari da un’università privata).

L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA appena votata in Senato assesterà il colpo mortale alla scuola pubblica in Sardegna con la diminuzione di risorse finanziarie  delle regioni più povere.

Segnaliamo inoltre la sempre maggiore frequenza con cui gli studenti vengono contattati da figure della sfera militare o da enti privati (Assorienta, Nissolino corsi) che li informano sui “vantaggi” della carriera militare invitandoli ad arruolarsi, quando anche non mandano studenti e studentesse a svolgere giornate di PCTO (Alternanza scuola-lavoro) in strutture militari, dove a volte vengono coinvolti nell’alzabandiera e nell’inno nazionale. Riteniamo che non sia compito della scuola della Repubblica indirizzare gli studenti alla carriera militare, e constatiamo invece che questo ministero non ha la minima remora a procedere in tal senso.

Così come non l’ha avuta in occasione del Giorno della Memoria, indirizzando alle USR l’invito a vigilare perché gli studenti e le studentesse non venissero “turbati” da iniziative o comportamenti.  Comportamenti e iniziative di chi, se non degli  insegnanti? Qui vediamo un intervento a gamba tesa sulla libertà di insegnamento in un giorno in cui tanti manifestano per gli olocausti in corso (nella Striscia di Gaza) oltre che per quelli già consegnati alla storia.

 
NON possiamo accettare, inoltre, i continui interventi del Ministro in direzione repressiva e punitiva delle libere manifestazioni di dissenso degli studenti, un’ingerenza degna di un regime totalitario.   

Viste le posizioni del ministro, e del suo governo, che hanno creato le condizioni per un ulteriore peggioramento della scuola pubblica italiana e di quella sarda in particolare, ci auguriamo che  

    SE NE VADA AL PIU’ PRESTO     

e ceda il posto a qualcuno che manifesti maggiore interesse per la ripresa della nostra scuola pubblica.

Cobas Scuola Cagliari
USB Unione Sindacale di Base Cagliari
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Madri contro la repressione

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