Pubblichiamo per gentile concessione dell’autore, la lettera di don Fabio Corazzina sui fatti di Ghedi, di cui abbiamo già scritto nel nostro sito. Le sue posizioni sono perfettamente in accordo con quelle dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
In questo anno scolastico ho frequentato scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, ho incontrato quasi 50 classi con progetti e piccoli laboratori di educazione alla cittadinanza, alla pace, alla convivenza, alla gestione dei conflitti e a quella legalità che ha il sapore della nostra Costituzione e del Diritto Internazionale.
Credo nell’educazione e nella scuola, ho apprezzato il lavoro di molti insegnanti ed educatori, la loro passione e preparazione. Credo anche che noi adulti dovremo pur decidere da che parte stare e piantarla di dire ai nostri figli che tutto e il contrario di tutto è possibile e giustificabile. Appoggio e sottoscrivo la lettera di 200 e più insegnanti che denunciano una iniziativa proposta alle nostre scuole bresciane.
Mi spiego: è inutile e dannoso fare credere alle giovani generazioni che scegliere la pace e il bene dei popoli possa convivere con la scelta di un riarmo luccicante e di una minaccia incombente dall’amaro sapore nucleare. In particolare mi riferisco alla comunicazione del Ministero dell’istruzione e del merito, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e dell’’Ufficio IV Ambito Territoriale di Brescia dal titolo: “Mettiamo le ali ai nostri sogni – Giornata per le Scuole 2024” del 16 aprile 2024, in occasione dell’esibizione in addestramento della Pattuglia Acrobatica “Frecce Tricolori” presso il 6° Stormo “Diavoli Rossi” di Ghedi (BS). La trovate sui siti istituzionali.
Ma non vi vergognate?
Ma non ci vergogniamo, noi adulti. Invitiamo i ragazzi/e a fare festa in luoghi di morte, a confondere il tricolore costituzionale con uno stendardo di guerra, a valorizzare i Tornado ed F35, cacciabombardieri di capacità nucleare, come servizio al Paese e alla pace, a confondere l’eccellenza italiana con la sua capacità militare e bellica, a cogliere l’occasione per proporre la succulenta professione militare come realizzazione personale.
Siamo in tempi di guerra, siamo in giorni di violenza e di possibile allargamento del conflitto anche alle nostre terre, siamo dentro un delirio culturale che calpesta Costituzione e Diritto Internazionale di Pace e ci permettiamo di illudere i nostri giovani indirizzandoli verso soluzioni violente e strutturalmente ingiuste.
Il 16 aprile sarò all’entrata dell’aerobase militare di Ghedi (Bs) per dire che non è quella la strada, che non è quella la porta da attraversare, che non è quella la soluzione, che non è quella la speranza e non è quello il futuro che auguro a noi e a loro.
Non so ancora come, ma attendo proposte, idee e collaborazioni.
Ora mi fermo alla indignazione e alla delusione culturale per la nostra terra bresciana e per i nostri referenti istituzionali. Chiedo alle scuole il coraggio di obiezione di coscienza a queste iniziative e di dedicare la mattinata a riflettere sull’Europa che vogliamo, a 2 mesi dalle elezioni. Questo si è un sogno da conoscere, custodire e far crescere.
d fabio corazzina – 4 aprile 2024
