Sulla retorica militaristica: Marina Militare signora indiscussa della Festa del Mare a Taranto

Il mare e la sua antica avvincente storia, le tradizioni e i mestieri del mare, il valore ambientale inestimabile da tutelare, riformulando le priorità produttive del golfo e di tutto il territorio provinciale. Questa sì che sarebbe stata una bella Festa del Mare, e magari l’anno prossimo…

Quella presentata al Castello Aragonese di Taranto la mattina del 4 aprile di quest’anno, invece, interpreta il mare soprattutto come risorsa economica e spazio di attraversamento. Infatti erano presenti l’Ammiraglio di Divisione Vincenzo Montanaro, comandante del Comando Interregionale Marittimo Sud e il comandante Fabio Dal Cin. Al tavolo di presentazione era presente oltre al presidente della Lega Navale e una giornalista, il dott. Vito Alfonso, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, favorevole possiamo dunque dedurre, a tale caratterizzazione della Festa.

“Mare come risorsa vuole dire in Italia 921 mila posti di lavoro e 225 mila imprese, e il sistema mare in generale ha un impatto sull’economia nazionale del 25%” riferisce l’ammiraglio Montanaro, e incoraggia a valorizzare la vocazione naturale e storica di Taranto, protesa verso il mare.

Per l’occasione è stato organizzato “Il mare è…”, un concorso al quale hanno partecipato con lavori di vario genere studenti di ventidue istituti scolastici di ogni ordine e grado di Taranto e provincia. I primi tre classificati di ogni scuola sono stati accompagnati via mare alla base navale per una visita a bordo della fregata Bergamini della Seconda Divisione Navale. Altri ragazzi, invece, sono saliti a bordo della motonave “Cheradi” per visitare in Mar Piccolo il sommergibile “Prini”, il museo storico del comando sommergibili e tutta la parte relativa ai simulatori navali. Leggi qui la notizia: Arriva la Giornata del Mare 2024 – Corriere di Taranto.

Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riteniamo che tali manifestazioni siano funzionali a sostenere una retorica ideologica, ormai in voga da anni, finalizzata a rendere familiare agli studenti e alle studentesse la vita militare. In tempi in cui la guerra deve essere accettata e condivisa, perché è ovunque intorno a noi e il nostro Governo ne è pienamente coinvolto, queste manifestazioni diventano pericolose per le future generazioni.

Siamo del parare che per la Giornata del mare, anziché mettere in scena la retorica militaristica della Marina, sarebbe stato più interessante invitare nelle scuole i pescatori siciliani o le ONG impegnate nel salvataggio di vite nel nostro Mar Mediterraneo. Siamo convinti che un messaggio di solidarietà e umanità sarebbe stato più appropriato al ruolo della scuola!

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