Grande partecipazione al Convegno del 10 maggio dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Roma

Venerdì 10 maggio e sabato 11 maggio si sono svolti a Roma il Convegno e l’assemblea nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università presso lo SPIN TIME. È stato emozionante incontrare finalmente le/i compagne/i dell‘Osservatorio, con cui si è lavorato da oltre un anno e mezzo solo online, essendo sparsi in quasi tutta Italia, isole comprese (e molto attive).

È stato anche interessante conoscere la realtà dello SPIN TIME, un palazzo ex Inpdap anni Settanta di cinque piani, ora occupato da famiglie che vivono ai piani superiori, mentre al pian terreno vi sono sale per conferenze e riunioni, cinema, teatro, biblioteca e convivialità (osteria).

Al convegno hanno partecipato circa 300 persone, metà in presenza e metà online, e gli interventi dei relatori sono singolarmente visibili sulla pagina Facebook dell’Osservatorio.

Non è qui possibile sintetizzare i ricchissimi contenuti emersi, che richiedono ascolto, riflessioni e letture, tuttavia ci limitiamo a ricordare brevemente che Michele Lucivero, direttore del convegno e componente dell’Osservatorio, si è chiesto qual sia il valore pedagogico della presenza sempre più assillante dei militari nelle scuole e ha accennato alle iniziative dell’Osservatorio nei suoi primi due anni, sintetizzate nel secondo Dossier appena pubblicato.

La storica Alessandra Kersevan ha poi brillantemente legato la comprensione delle cause storiche, economiche, politiche delle guerre all’educazione alla pace, al di là del singolo casus belli, considerando anche le dinamiche emotive e la propaganda che preparano e fanno accettare alle popolazioni le guerre stesse. 

I modelli di addestramento militare e il disciplinamento che “blinda le menti” sono stati raccontati da Charlie Barnao sulla base di una sua personale (sconvolgente) esperienza nei paracadutisti della Folgore, che vale la pena di leggere nell’articolo Costruire guerrieri. Autoritarismo e personalità fasciste nelle forze armate italiane (allegato basso) e nel saggio in open access Il soldato (im)perfetto. Addestramento militare, polizia e tortura.

Antonio Mazzeo, il principale  ricercatore e studioso della militarizzazione delle scuole, il cui lavoro è stato di fondamentale ispirazione per la costituzione dell’Osservatorio, e autore del recente volume La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia (manifestolibri, 2024), ha sottolineato, fra l’altro, come la cultura della difesa e sicurezza abbia come obiettivo il controllo delle menti e abbia cambiato il nostro sentire e le nostre relazioni con la perdita degli obiettivi che, fino alla fine del secolo scorso, erano di convivenza, cooperazione, multiculturalismo, cultura di pace e nonviolenza. Un segnale incoraggiante viene dagli studenti che, denunciando il genocidio palestinese e il coinvolgimento dell’Italia nell’invio di armi a Israele, stanno dimostrando che è possibile sottrarsi al “controllo delle menti” e scegliere da che parte stare.

Il densissimo intervento dell’antropologa Laura Marchetti ha, fra l’altro, fatto ricorso al carteggio Einstein-Freud, per dire che la “scuola che va alla guerra” promuove un immaginario fondato sulla pulsione di morte, e ha indicato nella riforma Berlinguer, promulgata su impulso del Libro bianco di Delors, la svolta che ha mutato la funzione della scuola, non più luogo in cui “si consegna alle nuove generazioni l’umanità attraverso le sue opere”, ma luogo in cui si formano risorse per il mercato del lavoro, aprendo la strada alle attuali competitività/competenze che sono coerenti con le logiche militari.

Una sintesi video dell’intervento di Marco Travaglio, il quale, vogliamo sottolinearlo, ha affermato che lo studio della storia è il principale antidoto alla propaganda di guerra, è stata pubblicata sul sito del Fatto quotidiano, l’unico giornale che ha dato spazio al convegno con articolionline e con la pubblicazione sul cartaceo del 10 maggio di un estratto dell’intervento di don Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi, sull’educazione alla pace.

Michele Lancione ha sviluppato il tema del rapporto tra ricerca universitaria e militarizzazione a partire dalle connessioni dell’università con l’agenzia Frontex (con cui il Politecnico ha un contratto per la fornitura di mappe). Questi temi sono oggetto di un suo recente saggio su Università e militarizzazione. Il duplice uso della libertà di ricerca (Eris, 2023), presente nel nostro sito cliccando qui, che è stato presentato nei mesi scorsi a Torino. 

Ludovico Chianese, coordinatore del gruppo Università dell’Osservatorio, ha ricordato, fra l’altro, la petizione Med-Or, promossa dall’Osservatorio stesso per chiedere la dimissione dei rettori universitari dalla Fondazione Med-Or/Leonardo (invitiamo chi non l’avesse fatto a firmarla).

Infine, Annabella Coiro, ha raccontato le esperienze di educazione nonviolenta che ha svolto e sta svolgendo in molte scuole a partire dal concetto di “virus del dominio”, di cui bisogna essere consapevoli per neutralizzarlo. Annabella è tra le curatrici del libro pubblicato dalla Fondazione Feltrinelli Scuola Sconfinata: Proposta per una Rivoluzione Educativa (2023), disponibile in open access.

In estrema sintesi, lo studio della storia, la coltivazione di immaginari di bellezza e di umanità, l’indipendenza della ricerca, il dialogo e le pratiche educative cooperative e nonviolente sono state indicate a noi docenti come strade per contrastare la cultura della guerra.

Alla fine degli interventi del pubblico si è collegato online un giornalista palestinese da Gaza che ha lanciato un grido di aiuto, raccontando la disastrosa situazione di Rafah, la distruzione degli ospedali, ma ha anche detto che la protesta delle/gli studenti li fa sentire meno soli. Noi abbiamo espresso la nostra piena solidarietà.

L’assemblea di sabato 11 maggio è stata un momento di confronto sulle iniziative dell’Osservatorio, sull’accelerazione bellicista attuale e sulle proposte di azione per il futuro che dovranno avvalersi della convergenza tra le varie anime dell’Osservatorio stesso con studenti e genitori, oltre che con le/i colleghi sensibili alla cultura di pace. E’ stata poi definita la costituzione dell’Osservatorio in Comitato di scopo, una struttura più leggera della associazione, ma funzionale all’organizzazione delle attività. L’atto costitutivo e lo Statuto saranno presto resi pubblici.

Scarica qui il testo di Charlie Barnao e Pietro Saitta, Costriuire guerrieri.

Terry Silvestrini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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