Su Enciclopedia Treccani.it la “leva militare” è definita come «il servizio militare obbligatorio prestato in Italia fino al 2005 dai cittadini maschi al 19° anno di età, e il complesso delle operazioni per la chiamata alle armi dei cittadini nati in un determinato anno». Scorrendo ulteriormente possiamo leggere che «il d. legisl. 215/2001, ha sospeso la l. militare obbligatoria, introducendo anche la possibilità di arruolamento delle donne […] con d.l. 115/2005, il 1° luglio 2005 è stata messa completamente fine all’obbligatorietà […] dal 1° gennaio 2005 l’arruolamento è divenuto esclusivamente su base volontaria e a carattere professionale» (https://www.treccani.it/enciclopedia/leva-militare/).
Nel maggio 2024 (anticipato già nel febbraio da un’altra proposta di cui più avanti), appare – perché proprio ci mancava – il progetto di legge della Lega (titolo: “Istituzione del servizio militare e civile universale territoriale e delega al Governo per la sua disciplina”) per reintrodurre la leva universale con sei mesi obbligatori per ragazzi e ragazze. Si tratta di un progetto verso il quale non è stata nemmeno celata – ed è tutto dire – una certa freddezza da parte del Ministro della Difesa Guido Crosetto quando ha dichiarato che “le forze armate non possono essere pensate come un luogo per educare i giovani, cosa che deve essere fatta dalla famiglia e dalla scuola” (https://www.ilsole24ore.com/art/pronto-disegno-legge-lega-reintrodurre-leva-6-mesi-obbligatori-i-giovani-18-e-26-anni-AGA5fUB ma si veda anche https://tg24.sky.it/politica/2024/05/21/leva-militare-obbligatoria-italia-2024).
In un contesto come quello attuale sarebbe, come dire, rivoluzionario parlare invece di pace e dell’arte della diplomazia. Non è questa una rivoluzione auspicabile anche per la Lega? Già è difficile immaginare che, per come strutturato, l’insegnamento di educazione civica impartito da qualche anno per volontà del Ministero dell’Istruzione possa essere di qualche utilità “sul campo”. Per parte nostra possiamo solo augurarci che non si tratti di un campo di battaglia.
Ma veniamo alla proposta sempre della Lega risalente a febbraio (“Modifiche al codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di istituzione di una riserva ausiliaria dello Stato”): il già citato articolo de ilSole24ore fa il punto su una “riserva militare” «da costituire sul modello israeliano”, cioè “un mini-esercito supplementare che, secondo la proposta, potrebbe essere mobilitato dal governo sia in tempo di conflitto o di grave crisi suscettibili di ripercuotersi sulla sicurezza dello Stato». Si tratta di un punto che già emergeva in un articolo del 10 febbraio: «i riservisti verrebbero attinti esclusivamente dal bacino dei cittadini italiani che hanno già prestato servizio come Volontari in ferma triennale (VFT) o Volontari in ferma iniziale (VFI) e che attualmente sono in congedo. Ciò consentirebbe di selezionare, su base volontaria, personale già formato e addestrato dalle Forze Armate» (https://www.ilsole24ore.com/art/proposta-leghista-10mila-riservisti-modello-israeliano-li-mobilita-governo-48-ore-AFwMbafC). Mutatis mutandis, ciò sarebbe più semplice con la reintroduzione preventiva della leva obbligatoria di sei mesi per ragazzi e ragazze.
Chi vive il mondo della scuola lo può quotidianamente toccare con mano: il diritto allo studio e al successo formativo, pur garantito anche in ambienti svantaggiati, non riesce ad evitare gli altissimi tassi di dispersione scolastica registrati ultimamente. La leva obbligatoria offrirebbe quindi, nell’ottica di chi la propone, una soluzione definitiva a chi non ha avuto altre risorse se non quelle fornite da una propaganda d’altri tempi e distorsiva dei nostri. Mentre le grandi organizzazioni convenzionate e il MIM ci parlano di PNRR, AI, ITC, Classroom e Labs in piani come il Next Generation UE, lo spirito creativo, dell’”uomo forte al comando” che anela ai “pieni poteri”, alla prossima generazione italiana ha da offrire una prospettiva tutt’altro che green e sostenibile e anzi lontana dal grande rilancio di cui avrebbe bisogno la scuola italiana. Di grande in realtà c’è solo il richiamo a qualcos’altro.
Come Osservatorio contro la Militarizzazione delle scuole e delle università, sosteniamo i percorsi di cultura profonda alla pace e salutiamo le proposte di cui abbiamo letto a febbraio e maggio con gli occhi dell’Alberto Sordi de La grande guerra, grande lui con la sua voce: “BBoni… State BBoooni”.
Marcella Pastore – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

[…] le proposte di matrice leghista volte a reclutare ragazzi e ragazze appena diplomati perché, non si sa mai, l’Italia e l’Europa, in pericolo, hanno bisogno di uomini e donne per difenderne i confini (rimandiamo a un nostro precedente articolo ); […]