ll 31 agosto, in serata, presso l’associazione di promozione sociale Nuova Armenia a Milano è stato proiettato, grazie alla distribuzione cinematografica Bloom di Mezzago, il docu-film “Innocence” del regista israeliano Guy Davidi.
“Innocence” racconta l’infanzia dei giovani israeliani che crescono nel culto di una società militarizzata. Le testimonianze dei giovani protagonisti, che infine si tolgono la vita, e delle loro famiglie è molto toccante.
Il film, pur non perdendo la poesia, mostra con estrema lucidità le contraddizioni della narrazione unilatarale del governo israeliano e dei suoi apparati istituzionali e mostra, inoltre, in tutta la sua forza
quanto il concetto (controverso) di popolo eletto e predestinato abbia in Israele un peso assoluto.
L’affluenza al cinema è stata ottima. La presentazione della rassegna e poi del docu-film è stata curata da un rappresentante di Nuova Armenia e del Bloom. Come ospiti erano presenti Amnesty international tramite collegamento video ed Elena Abate per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Da parte nostra abbiamo insistito durante la presentazione sui seguenti punti che riguardano la situazione italiana:
- la pervasiva presenza dei militari nelle scuole come un fenomeno in continua crescita;
- i diversi protocolli istituzionali tra il Ministero dell’Istruzione e quello della Difesa che collaborano per “offrire” alle scuole programmi, visite scolastiche, approfondimenti, lezioni tenute da esperti atti a legittimare valori come la patria, l’ubbidienza, il sacrificio, la meritocrazia. Il tutto infarcito di una retorica buonista che omette il punto centrale della questione: gli eserciti servono a muovere le guerre;
- la commistione tra aziende impegnate nella produzione di armi coi loro ingenti capitali e la ricerca (anche in ambito militare) nelle università, quasi sempre nell’indifferenza o nell’inconsapevolezza generale.
Abbiamo inoltre informato il pubblico presente sulla nostra attività di monitoraggio, denuncia e opposizione a questo diffuso e programmato orientamento presente nella scuola e condiviso l’opportunità di utilizzare il nostro Vademecum per opporsi all’interno degli istituti scolastici alla presenza delle forze forze militari. Un riferimento inoltre è stato fatto all’organizzazione dei convegni nazionali aperti a tutti e tutte e riconosciuti come attività d’aggiornamento per i lavoratori e le lavoratrici della scuola.
Abbiamo infine invitato le persone in sala ad aderire all’Osservatorio e a collaborare per promuovere i nostri interventi e diffondere i nostri canali social.
Dopo la proiezione ha avuto luogo un dibattito vivace e partecipato. In chiusura diverse persone (genitori e genitrici, giornalisti/e, lavoratori e lavoratrici, rappresentanti di associazioni sul territorio) si sono avvicinate per offrire la loro disponibilità e collaborazione.
Elena Abate – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
