È davvero necessario parlare di militarizzazione delle scuole e delle università? Non si sta esagerando?

Forse per allontanare l’idea terribile e odiosa della guerra, spesso tendiamo a minimizzare i pericoli e la gravità delle spinte verso la militarizzazione dei vari settori della società, militarizzazione riportata in auge dal florido sviluppo del comparto militare-industriale (di cui l’italiana Leonardo SpA è fra le prime aziende mondiali) nel quadro di una situazione geopolitica globale dove la diplomazia è stata abolita a favore di conflitti armati provocati e sostenuti a tempo indefinito. Se pur tranquillizzante, il luogo comune è però insidioso e impedisce di ragionare: perché la guerra contemporanea usa modalità nuove, e la guerra cognitiva manipola le opinioni pubbliche. Abbiamo così deciso di pubblicare sotto forma di articoli alcuni di questi luoghi comuni e proviamo a smontarli per vedere come stanno veramente le cose.

  1. È davvero necessario parlare di militarizzazione delle scuole e delle università? Non si sta esagerando?

No, non stiamo esagerando. La militarizzazione delle scuole è una realtà che si traveste di volta in volta da orientamento professionale, oppure da baluardo di legalità, oppure da garante delle istituzioni. Per questo le varie forme di militarizzazione non sono percepite dalla maggioranza dei docenti e delle famiglie come un’anomalia incostituzionale e una aberrazione pedagogica (mettere armi e apparati militari a contatto di bambini e bambine, come nella foto a Gioia del Colle (BA) a gennaio 2024).

Invece, sono prassi diffusa e normalizzata le lezioni a scuola di esponenti dei carabinieri o della polizia a studenti e studentesse di ogni età sulla legalità o sulla parità di genere; della polizia postale sul cyber-bullismo; della polizia stradale sul codice della strada; dell’esercito sulla storia e sulle festività nazionali; dell’aeronautica o della marina sull’ambiente.

Tutti questi interventi nelle scuole da parte di militari danno a intendere che i/le docenti non siano capaci di parlare ai giovani di certe tematiche (mentre il mestiere di insegnante è proprio questo!).

Per evitare questi interventi dei militari nelle scuole come “esperti” basta riflettere sul fatto che un/a giurista parlerà sicuramente in modo più coinvolgente di legalità o di parità di genere; un/a psicologo/a di bullismo; un/a pilota di codice della strada; un/a biologo/a di ambiente ecc.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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