NATO: spezzare le catene segrete dell’Italia per uscire dall’egemonia anglosassone

Non sono bastati i fallimenti degli anni ‘70 per insegnare qualcosa in merito alla questione NATO e ora se ne cercano di ulteriori, col sospetto quindi che gli odierni cercatori di fallimenti siano come tante “opposizioni finte”, niente altro che opposizioni autorizzate, quelle alle quali è lo stesso Regime (anglocratico) a dare visibilità. Insomma abili doppiogiochisti.

Negli ultimi tempi si sono intensificati, quindi, interventi, libri, attività riguardanti la NATO, ma, sempre senza affrontare la questione dalle sue fondamenta e che vanno ben oltre la questione specifica.

L’appartenenza dell’Italia alla NATO è sancita attraverso tre trattati internazionali sui quali bisogna fare attenzione alle date, ricordandosi che la nostra Costituzione è, praticamente, del 1948 (22.12.1947):

·         il primo è il Trattato del Nord Atlantico, Washington del 4 aprile 1949;

·         il secondo è l’Accordo bilaterale italo-statunitense sulle infrastrutture (BIA), in attuazione del Trattato del Nord Atlantico, 20 ottobre 1954;

·         il terzo, è l’Accordo tra la Repubblica italiana e il Comando supremo alleato in Europa degli Stati membri del Trattato del Nord Atlantico, Parigi 26 luglio 1961.

La questione NATO No/Sì continuerà a trascinarsi fintanto che non si cambierà l’Articolo 80 della Costituzione oltre al famoso Art. 11 – che permette all’Italia di sottoscrivere trattati internazionali, come quello con l’Organizzazione del Trattato del Nord-Atlantico (North Atlantic Treaty Organization) con parti segrete e ignote al popolo italiano incluse la loro durata, popolo che, peraltro, con l’Atlantico non confina nemmeno lontanamente.

In quell’articolo 80 l’Assemblea costituente “stranamente”, e tanto più stranamente considerati gli oscuri accadimenti del precedente periodo fascista, non specificò il fatto che “l’Italia non può stipulare né ratificare trattati e/o accordi internazionali il cui contenuto sia segreto”. Sarebbe stato d’obbligo al fine di rendere la Repubblica italiana una casa di vetro, nella quale “brogli” a carattere internazionale e di nascosto dal popolo italiano non avrebbero potuto farsi (non sto qui a ricordare i tentativi di Golpe subiti, le stragi, il caso Moro, la Gladio eccetera).

Come mai l’Assemblea costituente, avendo previsto il ripudio della guerra all’Art. 11, poi non ha previsto il fatto che l’Italia non potesse stipulare né ratificare trattati e/o accordi internazionali il cui contenuto fosse segreto?
Di fatto questa è una falla enorme nella nostra Costituzione perché consente, se non favorirli, avventurismi quanto il controllo dell’Italia da parte di Paesi stranieri grazie ad una fronda interna comprata e/o corrotta.

Controllo del Paese tanto più semplice se condotto col supporto e il controllo dei mezzi di comunicazione/convinzione di massa, ad esempio, oggi in tutti i Paesi europei è oscurata l’informazione sul punto di vista russo nel contenzioso ucraino: mai vista prima una censura continentale e la negazione della libertà di informazione sulla quale anche gli Ordini dei Giornalisti tacciono.

Perché una tale grossolana falla?

Perché la stessa Assemblea aveva precedentemente approvato il Diktat del 1947 dove vi erano parti segrete, e ancora oggi secretate, che il popolo italiano non avrebbe gradito né approvato?

Fino ad un certo punto a mio avviso, perché comunque se messa in Costituzione la clausola che “l’Italia non può stipulare né ratificare trattati e/o accordi internazionali il cui contenuto sia segreto” avrebbe consentito alla neo Repubblica italiana di dare disposizioni per la pubblicazione degli accordi internazionali vigenti.

Ad ogni modo, a quel Diktat, tranne Benedetto Croce, pochi altri vi s’opposero strenuamente, perdendo in Aula. I Consenzienti al Diktat giustificarono il loro assenso col fatto che, altrimenti, gli americani non se ne sarebbero andati più dall’Italia ma, francamente, quanto avrebbero potuto durare gli americani contro 47 milioni di italiani Dissenzienti?

Uno, due anni? Certo non di più.

Solo Roma, allora, aveva quasi un milione e seicentomila abitanti, come avrebbero potuto mai presidiarla coi loro marines?! Quanti ne avrebbero dovuti dislocare solo nella Capitale?! Il costo sarebbe stato tremendo e insostenibile per gli Anglo.

È pur vero che allora non avevamo a disposizione un “Garibaldi”, né in Aula né fuori ma, la vittoria in Parlamento di quell’erronea valutazione, segnerà per sempre il destino del popolo italiano che, grazie all’incapace valutazione di allora e alla menzogna d’interessati nostri politici seguenti, non ha ancora oggi le idee chiare in proposito, la loro stupidità è tale che ancora oggi confondono quello che fu un Piano di Investimento e di riconversione dell’industria bellica americana in industria civile (il Piano Marshall aveva come obbligo la codecisione degli investimenti peraltro) in un Piano di aiuti pro-bono. E, infatti, oggi il nostro Governo e alcuni nostri imprenditori sono pronti a fare gli “avvoltoi” in Ucraina per la eventuale sua “ricostruzione” dopo averla aiutata ad autodistruggersi con gli armamenti “donati”, anziché farsi protagonisti di una soluzione “altoatesina” che da noi ha avuto successo e risonanza mondiale.

Dall’Assemblea Costituente emerge quindi un quadro politico inquietante e nel contempo desolante, con uomini che, in grande maggioranza, già non hanno più gli anticorpi per resistere a quelle forze anglosassoni astute e rotte ad ogni inganno, e diverranno ancor più col loro placet, gli occupanti dell’Italia per i decenni successivi.
Anzi quel placet risulterà essere una sorta di “peccato originale”, riconoscimento implicito anche della superiorità civile degli Anglo oltre che militare e l’introiezione delle subalternità capacitative italiane. È in quel momento che si consuma la perdita della sovranità del popolo italiano e la cessione d’essa agli anglosassoni e alla loro forma mentis.

Il Diktat ha funzionato da elemento corruttivo delle neo élite italiane, gli effetti anche della Guerra Psicologica (le potenze “alleate” non solo potevano contare su intatti e operativi servizi segreti, ma l’Esercito americano aveva persino un’apposita Psychological Warfare Division i cui effetti si sono fatti sentire sull’intera Assemblea Costituente dove, comunque la ratifica ottenne 262 voti favorevoli, 68 contrari e 80 astenuti: meno del 50% dei 556 costituenti.

Non possiamo dire, secondo la teoria delle élites di Vilfredo Pareto, che esse fossero classi dirigenti corrotte in quanto avessero smarrito la loro funzione guida ma, il fatto che al primo esercizio di tale funzione, si sia assistito al “calo delle braghe” senza alcun tentativo di resistenza all’infame Diktat è certamente significativo di come, in sostanza, non sapessero nemmeno dove guidare l’Italia.

Anche a distanza di decenni l’incapacità di guida si riscontra nella famosa intervista del 15 giugno 1976 a Enrico Berlinguer, proprio in relazione all’adesione italiana alla NATO, Berlinguer dice «Mi sento più sicuro stando nella NATO», caduto in pieno nella trappola psicologica del “stai con mamma o papà?” e perfettamente incapace di alzare il capo e dire «l’Europa che stiamo costruendo, e della quale l’Italia è fondatrice, può benissimo sostenere una difesa autonoma ed indipendente da entrambi gli schierament», faccio presente che già dal 1973 oltre alla Francia c’è anche il Regno Unito nella Comunità europea ed entrambe dotate di deterrenza nucleare.

Non si è mai visto nella Storia un popolo libero se la sua difesa è affidata a popoli stranieri: è per questo che oggi non solo l’Italia, ma l’intera Unione europea risulta essere nel fatti l’organizzazione civile di quella militare della NATO, mutatis mutandis della “Ditta” USA&UK, i due Paesi più imperialisti della storia moderna.

Non c’è gara con nessuno degli altri Paesi del mondo. Ma quale Russia, ma quale Cina? Per conseguire i più alti profitti gli Anglosassoni hanno posto in essere lo sfruttamento economico e commerciale di essere umani (Transatlantic Slave Trade) e/o l’occupazione di territori appartenenti ad altri popoli e il loro asservimento (genocidio indigeno del Nord America e il Colonialismo) ma, come e quando la Ditta abbia “influenzato” gli altri popoli e le persone per accaparrarsene ricchezze e favori, sono proprio alcuni studiosi inglesi e americani che ci forniscono cifre e motivazioni, a conferma che l’Europa è ormai un paese di intellettuali decerebrati:

1) il Regno Unito ha invaso, avuto qualche controllo o combattuto conflitti nei territori di 171 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite, il 90% stati membri delle Nazioni Unite (Stuart Laycock in All the Countries We’ve Ever Invaded);

2) gli Stati Uniti d’America, pur nella loro abbastanza recente storia hanno addirittura invaso, combattuto conflitti o esercitato un controllo in 190 su 193 stati membri delle Nazioni Unite: quasi il 99 per cento dei Paesi del mondo: dagli americani si sono salvato solo due Paesi in Europa, Andorra e il Liechtenstein, e uno in Asia, il Buthan (Christopher Kelly e Stuart Laycock in All the Countries the Americans Have Ever Invaded”).

La domanda da farsi è allora: come si può ritenere che le genti di 190 Paesi del mondo, invasi e controllati o che hanno subito conflitti interni per mano anglosassone non reagiscano appropriatamente?
Appunto, c’è modo e modo di reagire e, convintamente, ritengo che esso debba essere unicamente nonviolento. Del resto, storicamente, è Gandhi che riesce a sbriciolare l’Impero britannico.

Ma gli Anglosassoni, nella loro incontrastata astuzia, hanno anche cercato e cercano d’impedire qualsiasi reazione alle loro prevaricazioni attraverso la dominazione linguistica e culturale che definiscono realizzazione dell’Impero della Mente e, ancora, quello che è stato definito il “Secondo Impero Britannico” con la sua rete delle giurisdizioni segrete off shore che attrae ricchezze da ogni angolo del globo per veicolarle verso la City di Londra: quasi la metà delle giurisdizioni segrete del mondo sono sotto il controllo britannico che ha sotto le sue dipendenze il più grande paradiso fiscale del pianeta, compromettendo lo Sviluppo in tutto il mondo e facendo diventare la stessa Gran Bretagna una nazione al servizio soprattutto degli interessi delle sue élite.

Fascisti/Antifascisti: come i Polli di Renzo

Ma torniamo in patria: la Resistenza e l’Assemblea costituente risultano ben al di qua della eventuale metodologia politica da adottare nel caso di rifiuto del Diktat, sono mentalmente fiaccate, incapaci di freddo raziocinio. È la pancia a comandarli non la testa, dimostrano chiaramente di non avere lo spirito d’indipendenza necessario ad assicurare la vera libertà all’Italia dopo i due decenni di Fascismo.

Se avessimo avuto nonviolenti e gandhiani la storia sarebbe andata ben diversamente, invece la violenza partigiana fu esecutrice di un’altra grande violenta sciocchezza, quella dell’assassinio di Mussolini anziché portarlo davanti ad un Tribunale, una Corte internazionale. Un Mussolini che, con tutta la sua documentazione, certamente avrebbe potuto mettere quantomeno in forte imbarazzo il Regno Unito doppiogiochista nonché maggior persecutore italiano del Diktat (rammento che il Regno Unito tiene ancora segreti i negoziati anglo-tedeschi dell’estate del 1939) permettendo all’Italia ben altro, libero e luminoso futuro.

Si fa portavoce del ruolo doppiogiochista della Gran Bretagna addirittura Orwell che, il 22 ottobre del 1943, sul Tribune scrive «Mussolini è un buon capro espiatorio mentre è in libertà, ma sarebbe scomodo in cattività […] non c’è una sola canagliata commessa da Mussolini tra il 1922 e il 1940 che non sia stata lodata smisuratamente da parte di coloro che ora promettono di portarlo in giudizio».

Ma De Gasperi non ha né le conoscenze né l’acume né l’intuito necessari per giocare la partita e, nel suo discorso di Parigi il 10 agosto 1946, commette un errore fondamentale ed imperdonabile: anziché rivendicare orgogliosamente l’aver combattuto per quasi metà guerra con gli “Alleati”, sconsideratamente si carica sulle spalle anche il periodo fascista (ne ho parlato in radio nel 2023 a Translimen), quasi ne fosse stato complice involontario anziché vittima.
Non comprende che in quella partita USA e UK stanno giocando a “sceriffo buono”, gli USA, e sceriffo cattivo, l’UK.

Lo fa non avendo chiara la storia del duplice imperialismo anglosassone, quello britannico e quello statunitense ricordarti poc’anzi e non avendo compreso né intuito che gli Inglesi erano talmente con le mani in pasta coi Fascisti che avevano “assoldato” Mussolini già dal 1918 col nome in codice “The Count” finanziandolo illimitatamente, “Marcia su Roma” inclusa e, persino il più filo-tedesco e anti-semita Farinacci, era sul libro paga dei servizi inglesi: si ascolti in proposito la prima e la seconda puntata di Translimen “Come e perché gli Inglesi misero al Potere Mussolini”.
L’Imperialismo mondiale anglosassone era lì ben prima dei Fascisti ed era ben peggiore del Fascismo, infatti lo finanziava e, questo, già Orwell lo aveva fatto presente tre anni prima. Churchill non aveva detto nemmeno “Ah!” per la morte di Matteotti nel ’24, ma tre anni dopo nel ’27 Churchill dice a Mussolini:
 «Se fossi stato italiano, sono sicuro che sarei stato al vostro fianco con tutto il cuore nella vostra lotta trionfante contro i bestiali appetiti e passioni del leninismo… (L’Italia) ha fornito l’antidoto necessario al veleno russo. D’ora in poi nessuna grande nazione sarà sprovvista di un mezzo definitivo di protezione contro la crescita cancerosa del bolscevismo». Questo De Gasperi avrebbe dovuto saperlo perché era noto e pubblico.

Eppure De Gasperi è cattolico, ha fondato la Democrazia Cristiana nel 1943, conosce o dovrebbe, la Chiesa Anglicana, dovrebbe essere edotto del ridicolo quanto astuto fatto che un Monarca qual è Giorgio VI sia nel contempo il Papa dei britannici; sa che sono stati spietati negrieri arricchitosi col commercio degli schiavi (del quale solo nel 2023 la Chiesa Anglicana chiederà scusa ma nessun risarcimento alle popolazioni vessate), che hanno un parlamento dove esistono cariche ereditarie dell’aristocrazia britannica!

Non so quando gli eredi odierni del Fascismo e dell’Antifascismo capiranno di essere pupazzi e complici del colonialismo anglosassone correndo subito ai ripari, ma, per dirla in una battuta da avanspettacolo che, però, rende chiara a tutti la situazione, se l’Era Fascista, inaugurata con la già ricordata e anglo-finanziata Marcia su Roma del 28 ottobre 1922 arriva a compiere il suo XXI e ultimo anno tra il 1942-43, il 31 luglio del 1947 con l’approvazione parlamentare del Diktat si apre l’Era Fessista, oggi giunta al suo LXXVII anno. Essa si concluderà allorché gli italiani capiranno che il “giochino” Fasciti/Antifascisti è stato messo su ad arte proprio dagli imperialisti Anglosassoni per distoglierli dalla loro invasione. Occupazione anglosassone che è diventata occupazione delle menti proprio per evitare le reazioni dei popoli assoggettati.

Il combinato disposto dell’Art. 80 con l’Art. 11 insieme all’accettazione del Diktat fanno dell’attuale Costituzione la Costituzione del controllo straniero/segreto e della Paura

Abbiamo reso evidente come l’accettazione del Diktat e delle sue clausole segrete abbia di fatto consacrato in Parlamento quella che possiamo definire come “maggioranza della paura”. I suoi effetti si evidenziano in particolare nella non presenza in Costituzione della lingua italiana come lingua ufficiale della Repubblica, volendo quindi declassare l’Italia da Nazione a Stato (ossia entità geografico-politica priva di identità culturale); abbiamo visto gli effetti della paura e, quindi, del vile asservimento ai voleri altrui, non specificando all’Art. 80 che «l’Italia non può stipulare né ratificare trattati e/o accordi internazionali il cui contenuto sia segreto»; affrontiamo ora, seppur brevemente, la questione del combinato disposto dell’Art. 80 con l’Art. 11, quello famoso in cui «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

Bene, sappiamo che la Costituzione tedesca e, ancora peggio probabilmente, quella giapponese, sono state scritte sotto dettatura degli Anglo (addirittura, ad Hiroshima, nella recente commemorazione del 79esimo anniversario dal bombardamento atomico ad opera degli Stati Uniti il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha persino taciuto su chi le sganciò) ma, a me, sembra evidente che anche quella italiana (influenzata o meno dal Diktat non sappiamo, appunto per le clausole segrete ivi contenute) ha assenze ingiustificabili come quella della lingua della Repubblica italiana, considerato che l’Italia è l’unico Paese del mondo nato dalla testa di un Poeta e giusto 730 anni fa in questo 2024, e presenze aprioristicamente controproducenti quali quelle contenute all’articolo 11 e, proprio ragionando su queste ultime, per farvene rendere conto faccio un parallelo con la questione della “guerra” trattata nella Costituzione americana all’Articolo 1 che non la ripudia affatto, anzi, è proprio la sua presenza a costituire la condizione della piena libertà del popolo americano.

Nella Costituzione americana ci si guarda bene dal mettere sotto scacco gli interessi del popolo americano attraverso il riconoscimento d’una “indefinita” e, francamente, indefinibile “comunità internazionale” bensì, udite-udite, prevede l’uso di pirati per vincere le guerre.

La Costituzione degli Stati Uniti garantisce esplicitamente al Congresso il potere di emettere lettere di preda e di ritorsione (Articolo I, Sezione 8, Clausola 11), fornendo una base legale per la pirateria:

11. To declare war, grant letters of marque and reprisal, and make rules concerning captures on land and water. (11. Dichiarare guerra, concedere permessi di preda e rappresaglia e stabilire norme relative alle prede fatte sulla terraferma e lungo le vie d’acqua)         .

Faccio notare che il coinvolgimento dei privati (in questo caso pirati autorizzati) è una caratteristica strategica della Costituzione americana da sempre, sia internamente, per la crescita interna, che esternamente, per la conquista e/o l’esproprio delle ricchezze e delle risorse degli altri popoli, fosse anche delle risorse umane degli altri popoli in termini di utenti/consumatori.

Pensate alla strategia utilizzata nel Nord-America per il genocidio dei popoli autoctoni e l’esproprio dei loro territori ancestrali: i privati vengono invitati ad invadere le terre indigene per costruirvi le loro fattorie nonché per i loro pascoli e coltivazioni e, allorché i pellerossa giustamente reagiscono, ecco che manda l’esercito a mitragliare dei poveri uomini in “mutande” con solo archi e frecce per difendere    le loro famiglie. Ci penseranno i mezzi di comunicazione-convinzione di massa a rendere legittimo il massacro di intere tribù e il genocidio indigeno.

Ma cosa c’è di diverso rispetto a questo schema e che non è altro, mutatis mutandis, che quello del “Lupus et agnus” di Fedro, con alcuni dei più recenti?

Non mi sembra molta, per ricordarne un paio europei e uno extraeuropeo ma d’identica forma mentis:

– acquisto solo in Euro (quindi addio Dollaro) del petrolio iracheno / menzogna su armi di distruzione di massa detenute dall’Iraq / bombardamento USA&UK di Bagdad e guerra all’Iraq (Colpisci e terrorizza). Oggi Trump, invece, vuole terrorizzare il mondo, e l’Ue che ha adottato l’Euro propria in antagonismo al Dollaro, dicendo: “Manterremo il dollaro USA come valuta di riserva mondiale. Dirò ai paesi che si rifiutano di pagare in dollari: “Se rifiutate il dollaro, non potrete fare affari con gli Stati Uniti, poiché imporremo il 100% dei dazi sui vostri prodotti ”;

– colpo di stato in Ucraina / bombardamento ucraino delle regioni russofone / loro richiesta di aiuto con prima attesa di realizzazione degli accordi Minsk 1 e 2, dei quali i garanti Germania e Francia si scoprirà successivamente erano traditori e complici dell’Ucraina / invece la Corte dei conti dell’Unione europea nel settembre 2021 denuncia la corruzione e la cattura dello Stato in Ucraina con 80 pagine (questi fatti dimostrano che gli Anglo hanno in mano i singoli Paesi europei e che l’Ue ha alcune Istituzioni di garanzia sane come la Corte dei Conti e la Corte di Giustizia) / richiesta accorata alla nazione russofona confinante / trafila ufficiale di volontà di cambio della nazione di appartenenza attraverso i parlamenti regionali russofoni, l’assenso del parlamento russo, l’assenso finale del Presidente delle Repubbliche russe e l’intervento armato di difesa delle volontà delle neo-repubbliche russe / supporto e intervento dei Paesi NATO. Quest’ultimo gestito dagli Anglo ma il cui braccio essi vogliono sia l’UE in modo da indebolire sempre di più la concorrenza commerciale europea (ennesimo colpo all’Euro che anziché essere sempre di più moneta de-dollarizzante, diviene sempre più sub-moneta del Dollaro).

– Anche Israele ha imparato bene la lezione, e qui non c’è praticamente niente di diverso rispetto allo schema attuato dagli americani contro i pellerossa: invasione autorizzata dei territori palestinesi da parte di coloni israeliani armati / reazione palestinese / loro genocidio e distruzione delle loro città.

Quest’ultimo caso è, altresì, lampante e odierna dimostrazione di come l’intero impianto dell’Articolo 11 sia fallimentare in quanto nessuna comunità internazionale riesce a fermare il genocidio palestinese in atto, e non riesce a farlo per il semplice motivo che c’è una lotta tra più e diverse comunità internazionali.

Ma il controllo statunitense sui Paesi europei attraverso la NATO non si esaurisce con i tre Trattati summenzionati perché ci sono altri tre accordi bilaterali con contenuti segreti che regolano i rapporti tra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti d’America: il primo è del 16 settembre 1972, il secondo che è del 2 febbraio 1995 è il Memorandum d’intesa tra la Repubblica italiana e gli Stati Uniti d’America di Roma e, il terzo è l’Accordo tra la Repubblica italiana e gli Stati Uniti d’America detto “Ascia di Pietra”.

Dal Diktat del 1947 in poi siamo di fronte, quindi, a ben sette Trattati internazionali con clausole segrete che impegnano la Repubblica italiana, il Popolo italiano senza che il Popolo italiano ne sia stato messo e ne possa essere messo a conoscenza grazie alla falla dell’articolo 80 e un inadeguato, quanto persino opposto agli interessi italiani Art. 11, come ho evidenziato nel parallelo con quanto previsto al riguardo da una delle Costituzioni più democratiche, quella degli Stati Uniti d’America.

La questione “NO NATO”, quindi, è in sé politicamente mal posta oltre che perdente. In questi termini ci riporterà all’obsoleto, deleterio e fallimentare dibattito degli anni ’50 protrattosi fino agli anni ’70 dove la questione, in termini spicci, veniva poi declinata con “stai con gli USA o con l’URSS?” e che, ora, verrebbe tradotta inevitabilmente con la formula “stai con gli USA o con la Russia?” potete ben immaginare con quale disfatta. Senza contare che proprio nel documento presentato a Bruxelles sul “Il futuro della competitività europea” Draghi liquida la NATO in relazione alla Difesa europea con grande disinvoltura e, ciò, è tanto più interessante in quanto la von der Leyen ha utilizzato la crisi ucraina per allargare i poteri esecutivi della Commissione anche in materia di difesa e sicurezza (sulla quale la Commissione non ha alcuna competenza formale) garantendo la subordinazione Ue alla strategia USA-NATO.

Considerando che la cosa è storicamente ben evidente nel fallimento precedente nonché constatando che le forze eventualmente impegnate oggi nel “NO NATO” sono di gran lunga minori, con risibili risorse umane e finanziarie, nonché imparagonabile eco sociale di cui invece godeva negli anni ’70, ebbene bisogna chiedersi se i fautori del “No Nato”, tout court, siano di fatto promotori, anziché di un “Regime Change” di un “Coalition Change” di un cambio di coalizione NATO/BRICS volendosi accreditare come opposizione incanalante il dissenso per farlo evaporare e garantire agli Imperialisti anglosassoni e ai suoi seguaci la perenne vittoria per i motivi già evidenziati.

Non bisogna dunque perdere altro tempo, facendo della nonviolenza il nostro credo e modus operandi è necessario organizzarsi per chiudere questa falla dell’Art. 80 diventata ormai una voragine.

Spezziamo le catene segrete dell’Italia!

Kadmo Giorgio Pagano

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