La manifestazione di Firenze di sabato 21 settembre, alla quale hanno partecipato quasi 1.500 persone provenienti da tutta Italia, è stata organizzata per dire NO alla realizzazione del Comando NATO all’interno della caserma Predieri nel quartiere di Rovezzano.
La Giunta Nardella si è resa complice con l’organizzazione atlantica nello spianarle la strada in città, rendendo così anche il capoluogo toscano un bersaglio strategico in una fase delicata di escalation bellica, come quella che stiamo attraversando. Tante e diverse le realtà che sono intervenute, fra cui diversi comitati ed organizzazioni che lottano contro la NATO (oltre ai comitati vari lungo la penisola, anche NO MUOS e A FORAS per le isole) ed organizzazioni politiche (Carc, Potere al Popolo, Cambiare Rotta, Resistenza Popolare, etc.) o sindacali (COBAS, CUB, USB), ed era presente anche una folta rappresentanza della comunità palestinese e dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Durante la manifestazione si sono alternati al microfono i rappresentanti di varie realtà per dire soprattutto “NO NATO NÉ QUI NÉ ALTROVE!” ed anche NO alle GUERRE in corso e per esprimenre la solidarietà contro il genocidio in atto a Gaza. Ma è stata anche l’occasione per far presente l’altra faccia della medaglia: già, perché quei 30 miliardi l’anno che l’Italia spende in armi comportano tagli alla spesa pubblica: welfare, sanità, scuola e ricerca. A cui aggoungere anche il mezzo miliardo, nascosto nel Dl infrastrutture, che proprio in Toscana prevede di finanziare con la spesa sociale, la realizzazione di una nuova base per i reparti speciali dei carabinieri nel parco regionale di San Rossore.
Infine, direttamente collegato al tema della contestazione delle grandi opere, si è posto l’accento sulla repressione del dissenso e delle forme di protesta che il Governo sta portando avanti con la recente approvazione del ddl 1660 e con le misure liberticide che hanno un chiaro scopo intimidatorio in una fase nella quale le politiche governative stanno alimentando il malessere sociale ed il malcontento popolare.
Qui alcuni scatti della giornata.












Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
