A Cremona ragazzi e ragazze a rischio dispersione a bordo della Marina Militare

A Cremona, ancora una volta, i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Stradivari a rischio di “dispersione scolastica o altri bisogni educativi” salgono a bordo di Nave Italia della Marina Militare, secondo un canovaccio che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo già più volte denunciato (clicca qui e qui)

Stando alla retorica ideologica che viene diffusa, grazie ad «una squadra che condivide i valori fatti di gerarchia, disciplina militare, prossimità…», gli studenti e le studentesse in pochi giorni riescono a «operare un cambio di rotta», così che «nessuno sarà più prigioniero del proprio disagio dopo essere salito a bordo». Infatti, attraverso una serie di attività artistiche e di socialità, la squadra si ritiene in grado di «dare benessere e competenze relazionali» a soggetti in difficoltà.

In realtà, questi sono obiettivi che necessitano di un processo educativo e relazionale permanente, attraverso un rapporto scolastico che va messo al centro della comunità civile affinché diventi culturalmente e politicamente sempre più accogliente e inclusiva nei confronti delle persone in difficoltà o fragili.

Che la scuola sposi i principi di gerarchia e disciplina militare come strumenti educativi è quanto di più lontano si possa immaginare dai principi di partecipazione democratica e civile a cui la scuola della Costituzione dovrebbe formare.

Salire a bordo di una nave militare è un’operazione d’immagine e di propaganda che non fornisce alcuna reale risposta al complesso problema del disagio delle persone e attribuisce ai corpi militari funzioni improprie ed estranee al loro ruolo.

L’immagine però, risulta abbagliante per molti. Purtroppo.

Clicca qui per la notizia.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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