Genazzano, 28 settembre, Assemblea NO WAR Valle del Sacco con Osservatorio

Sabato 28 settembre 2024 L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è stato presente all’incontro organizzato dall’Assemblea NO WAR valle del Sacco, a Genazzano.

Ospite dell’incontro la giornalista Futura D’Aprile che ha presentato il suo libro Crisi globali e affari di piombo. Politica e industrie italiane nel mercato internazionale delle armi da guerra, edito da SEB 27. Per l’Osservatorio è stata presente Roberta Leoni.

Tantissimi i temi toccati dall’autrice: le industrie di guerra (Leonardo, in particolare), gli affari milionari che girano intorno al mercato delle armi, la loro scarsa incidenza sul PIL, le relazioni politiche che questo mercato crea tra gli stati (tra gli esempi citati il caso di Giulio Regeni e l’impossibilità per l’Italia di pretendere giustizia per non intaccare gli accordi commerciali e militari tra il nostro paese e l’Egitto).

L’assemblea ha ribadito l’importanza della legge 185/90, “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento” che di fatto obbliga i governi a chiarire cosa si vende e a chi si vende, legge mai abrogata, ma che di fatto è stata completamente svuotata anche per responsabilità del governo Meloni (https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DI0052b.pdf) con il depotenziamento del Comitato tecnico che la legge 185 prevedeva. É stata poi ricordata l’esperienza della Valsella Meccanotecnica e il ruolo che ha avuto (e di cui oggi deve riappropriarsi!) la società civile nella riconversione dell’azienda.

La presenza dell’Osservatorio, con il suo impegno capillare su tutto il territorio nazionale, si inserisce proprio in quest’azione di “risveglio delle coscienze” e di sensibilizzazione della società civile affinché questa riprenda parola e ribadisca il suo no alla guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti.

Come Osservatorio abbiamo mostrato alcune immagini che illustrano appieno il processo di militarizzazione delle scuole e delle università che denunciamo da due anni e abbiamo spiegato come sia necessario all’ordocapitalismo bellico spingere e a fare interiorizzare quella cultura della difesa che i governi di destra e di sinistra stanno cercando di promuovere fin dagli inizi degli anni 2000.

Militarizzare la scuola e le università significa introdurre metodi addestrativi negli spazi di istruzione e formazione, significa introdurre nei programmi vecchie parole d’ordine quali patria, nazione, identità (si leggano a tal proposito le nuove linee guida per l’educazione civica), significa educare all’accettazione della guerra anche in vista di tagli al welfare e di politiche di austerity, significa mutare l’intero senso e ruolo della Scuola della nostra Costituzione.

Per questo è importante riattivare la società civile mostrando attraverso quali strumenti il processo può essere ostacolato. La collaborazione tra Osservatorio e l’Assemblea No War valle del Sacco vuole andare precisamente in questa direzione.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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