30 ottobre 2024, Convegno di formazione/aggiornamento online: “4 novembre. Fuori la guerra dalla scuola e dalla storia”

Il 4 novembre è tradizionalmente la giornata in cui si celebra la vittoria dell’Italia nella Prima guerra mondiale e da quest’anno, secondo la nuova legge, approvata il 1° marzo 2023, il 4 novembre è stata dichiarata Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate.

La legge è rivolta alle scuole, affinché celebrino la “difesa della Patria” e il “ruolo delle Forze Armate”, e facciano conoscere alle/gli studenti le loro attività.

Dopo le due guerre mondiali, i conflitti che attraversano il nostro pianeta non sono mai stati così estesi e sanguinari. Dalle guerre di inizio secolo agli scenari nell’Europa orientale fino  al genocidio in Palestina, che ha esteso il conflitto in Medio Oriente, la “guerra mondiale a pezzi” rischia di diventare guerra mondiale tout court.

In un momento in cui il mondo sta bruciando, la giornata del 4 novembre è per noi un momento di lutto, memoria e indignazione sia per i dieci milioni di morti della Prima guerra mondiale sia delle vittime di tutte le guerre.

Alla difesa della Patria e alla conseguente esaltazione del ruolo delle forze armate, che troppo spesso sono servite per giustificare le peggiori aggressioni, la società civile antimilitarista, pacifista e nonviolenta preferisce impegnarsi per espellere la guerra dalla storia.

D’altra parte, è evidente che le celebrazioni ufficiali del 4 novembre fanno parte di una insistente propaganda bellica che cerca di assuefarci all’idea che la guerra sia inevitabile, che i genocidi siano “difesa”, che il riarmo e le spese militari siano necessarie per la sicurezza, che i giovani debbano arruolarsi per diventare dei soldati. Questa retorica cancella la realtà storica delle guerre, occulta l’orrore del genocidio e rappresenta gli eserciti come forze umanitarie.

Un’altra narrazione è necessaria, così come è necessario un ampio movimento per la pace. La realtà della guerra e del genocidio non può essere mistificata: sangue, morte, distruzione, mutilazioni di milioni di umani, di animali e distruzione dell’ambiente sono gli orizzonti che vorrebbero edulcorare, subordinando le spese sociali a quelle militari, configurando gli scenari di intervento in una chiave di natura colonialista.

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università lancia un appello a docenti, genitori, studenti e studentesse per azioni di diserzione alla legge sul 4 novembre, a disertare tutti gli eventi o cerimonie ufficiali organizzati dalle FFAA e dalle FFOO nelle istituzioni scolastiche attraverso, se necessario, la dichiarazione di indisponibilità che abbiamo pubblicato sul sito.

In secondo luogo, invitiamo i/le docenti a ragionare con le loro classi su quanto accaduto nella Grande Guerra, che non è stata solo un orrendo massacro, ma anche il contesto di maturazione del fascismo.

Per questo abbiamo organizzato una Giornata di studio, un Convegno di formazione e aggiornamento con esonero per il personale scolastico con annessa Conferenza Stampa online il 30 ottobre 2024 per discutere di questa deriva pericolosa per la nostra società.

Ci auguriamo che questa giornata sia una tappa sulla strada di una più grande opposizione popolare e internazionale alle guerre, che è necessario e urgente costruire se non vogliamo che siano distrutte le nostre vite, quelle dei nostri studenti e figli e la terra in cui abitiamo.

8.15 Ingresso dei partecipanti
8.30 – 10.00
Introduzione e coordinamento
Ludovico Chianese, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

1914- 1918: il 4 novembre non è una festa
Alessandra Kersevan, saggista ed editrice

La prima guerra mondiale: un’orrenda carneficina
Don Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia

10.15 – 12.00
La scuola erotica contro l’antropologia della guerra
Laura Marchetti, docente di Antropologia e di Pedagogia interculturale, Università di Reggio Calabria

Militarizzazione totale
Charlie Barnao, docente ordinario di sociologia, Università “Magna Graecia” di Catanzaro

Scuola e università vanno alla guerra
Antonio Mazzeo, docente e giornalista

12.00 – 13.30
Dibattito e interventi dei partecipanti

Convegno nazionale gratuito rientra nell’ambito della Formazione docente; esonero dal servizio per tutto il personale Docente e Ata (art. 36 del CCNL 2024).

Modalità di iscrizione: tramite piattaforma SOFIA, codice 96295 o inviando una mail a cesp.tuscia@gmail.com, prenotazioni fino ad esaurimento posti.
Per partecipare premi qui sotto il link

Associazione Nazionale “Per la Scuola della Repubblica”- OdV
Soggetto accreditato alla formazione, elenco accreditati 23/11/2016
C.so Duca di Genova 160 Roma, tel 347 9421408 – scuola.rep@pec.it

Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università

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Un pensiero riguardo “30 ottobre 2024, Convegno di formazione/aggiornamento online: “4 novembre. Fuori la guerra dalla scuola e dalla storia”

  1. che ne endatr di un “CORSO PER LA COSTRUZIONE DELLA PACE”?
    Le guerre, si sa, finiscono con una “pace”. che normalmente crea le premesse delle guerre future; costruire una pace duratura o addirittura definitiva deve partire da un’accurata, approfondita analisi di ciò/chi/come ne ha determinato la rottura, dal riconoscimento dei diritti lesi e dei risarcimenti legittimi, delle ferite rimaste aperte, di come e chi la deve risanare, di come e chi se ne deve fare garante: cioè DA NOI TUTTI, che ne dobbiamo parlare ai nostri figli e a quelli dei nostri avversari, cercando insieme di studiare i prrcorsi del bene comune r del rispetto reciproco,
    Si dirà: È utopia! Può darsi, ma il continuare su strade sbagliate porta a sicure catastrofi; siamo un’unica gente sopra un unico granello di sabbia che si va deteriorando soptsttutto per colpa nostra, anzi, per essere precisi, per colpa di coloro che si considerano i più civili.
    Penso che donbiamo TUTTI fermarci, guardarci in viso, e concertare la nostra FUTURA ESISTENZA, IN PACE …

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