Roma, presidio per ribadire che il 4 novembre non è la nostra festa

Nella piena convinzione che quella che si celebra il 4 novembre sotto il nome “Giorno dell’unità nazionale e giornata della difesa” sia in realtà una giornata di proselitismo militarista e bellicista, si è svolto a Roma, a piazza del Consoli, un presidio per ribadire il nostro NO a questa giornata.

Oltre all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università hanno partecipato P.CARC, Rete No War, CSOA Corto Circuito, Regionale Rifondazione Comunista Lazio.

La scelta del quartiere Cinecittà è ricaduta per la presenza qui del COVI (Comando Operativo dei Vertici Interforze) che pianifica e coordina la partecipazione del nostro Paese alle aggressioni NATO nel mondo, e che ha di fatto militarizzato il quartiere rendendolo, oltretutto, un obiettivo sensibile.

Abbiamo denunciato la nostra contrarietà alla militarizzazione della società, alla narrazione dell’inevitabilità delle guerre, alla nostra adesione e sottomissione alla NATO, ai tagli al welfare che l’economia di guerra sta imponendo a tutto il Paese.

Abbiamo ricordato che proprio Roma è la città che ha ospitato Il Villaggio Difesa, a Circo Massimo, evento che ha trasformato la città, per un’intera settimana (dal 28 ottobre), in sede di un enorme dispiegamento di forze armate volte a mostrare il fascino della divisa ai giovani che sono stati il principale target del Villaggio Difesa in vista di un futuro reclutamento.

La propaganda bellicista volta alla militarizzazione della società, intrisa di retorica manipolante, emerge nelle parole di Crosetto: «[….] le Forze Armate sono l’unico, il principale presidio di libertà, di democrazia e di sopravvivenza delle istituzioni. E ce lo ricordano le guerre, perché la libertà e le istituzioni sono fragili e possono essere messe in discussione ogni giorno, perché la forza e la deterrenza sono il presupposto della pace e della libertà».

Un discorso che stravolge la realtà delle cose: non la scuola, il Parlamento, le Università, l’associazionismo e con essi tutti i luoghi di partecipazione attiva sono i presidi di libertà, ma le forze armate (sic!) la cui natura addestrativa, impositiva e violenta cozza proprio con quei principi di libertà e democrazia sbandierati da Crosetto.

Il Ministro lascia poi intendere, subdolamente, come le istituzioni insieme alla libertà siano minacciate, messe in discussione, come dimostrano le guerre, e che, per la loro difesa, diventano essenziali proprio le forze dell’ordine!

Nella retorica revisionista che accompagna il 4 novembre il Ministro dimentica che la principale causa delle guerre attualmente in corso sono le ambizioni monopolistiche degli Stati (USA in primis), la competitività per lo sfruttamento barbarico delle risorse, il nuovo imperialismo mondiale; dimentica il Ministro come la Storia insegni che a liberare i popoli dagli oppressori e dai fascismi siano stati le forze civili e i movimenti popolari, non i militari verso i quali spesso si è combattuto e che spesso sono stati protagonisti di Golpe che hanno aperto alle dittature.

Il 4 novembre è una ricorrenza che ha il revisionismo nel suo DNA originario.

La data della vittoria di Vittorio Veneto è stata scelta proprio per fare dimenticare cosa sia stata la prima guerra mondiale: si ricorda la vittoria, ma si dimentica un anno prima Caporetto; si dimenticano i milioni di morti, le decimazioni, le pene di morte inflitte dalla Corte Marziale ai disertori, agli ammutinati, a coloro che si infliggevano mutilazioni pur di non combattere. Si dimentica cosa sia stata la guerra di trincea, le condizioni dei soldati, la fame, le malattie e quanto abbia colpito anche l’intera società civile. Si dimentica la pace punitiva inflitta alla Germania e le sue conseguenze.

Contro questa giornata che nulla ha di festa ci siamo mobilitati scegliendo in quartiere coinvolto e facendo seguire al presidio un volantinaggio di sensibilizzazione per gli abitanti del quartiere.

Alcune foto della giornata del 4 novembre a Roma.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università – Bracciano

Un pensiero riguardo “Roma, presidio per ribadire che il 4 novembre non è la nostra festa

Rispondi