Luciano Violante il 26 novembre 2025, in prima fila di fronte al Ministro della Difesa Crosetto, presenzia la cerimonia di apertura dell’Anno Accademico 2024-2025 del Centro Alti Studi per la Difesa – Scuola Superiore Universitaria (CASD), che si auto-definisce “un’eccellenza nell’ambito della formazione militare (…) che valorizza la cultura della Difesa come luogo in cui si studia con lo sguardo rivolto al futuro e si fa ricerca con approccio proattivo e pragmatico a favore del sistema Paese“.
L’ex comunista Violante, ancora per poco presidente della Fondazione Leonardo che lascerà a breve per fare posto – si vocifera – all’ex missino Gianfranco Fini, con non poche polemiche sulla nuova linea “politica” dell’ex ministro della transizione ecologica, oggi tra gli artefici del boom della produzione di armi di Leonardo, Roberto Cingolani, elenca i risultati ottenuti durante la sua direzione: “abbiamo promosso la prima legge sullo spazio e poi tanta educazione digitale per l’Arma dei Carabinieri (…) ricerche sottomarine, archeologia marina, biologia insieme all’Università Bicocca per conoscere i fondali, le terre rare. Un nostro studio di pedagogia digitale ci è stato chiesto dai giapponesi, sarà portato all’Expo 2025 di Osaka. Quello della Fondazione è stato un lavoro importante, intenso, che non verrà gettato. Quei progetti continueranno” (fonte: Il Foglio 22-06-2025); e come continueranno? Con una fondazione tutta sua che al momento non è ancora stata completamente pubblicizzata e i cui programmi, visti quelli portati avanti con una delle più importanti industrie armiere d’Europa e del mondo, non fanno ben sperare per un loro contributo alla Pace mondiale.
Da sottolineare, infatti, gli inquietanti obiettivi culturali di ricerca sulle terre rare e la cosiddetta pedagogia digitale visto il massiccio uso dell’intelligenza artificiale in campo militare, ma anche a beneficio dei profitti delle grandi multinazionali delle piattaforme digitali, con in testa uno dei suoi maggiori rappresentanti come il numero due (o numero uno ?) di Trump, Elon Musk; ma non c’è solo una fondazione personale nel futuro dell’84enne Violante, perché l’ex-presidente del senato si è ritagliato uno spazio anche come componente dell’Alto Consiglio Direttivo alla SPES Academy, Scuola di politiche economiche e sociali, “Carlo Azeglio Ciampi” promossa dalla Fondazione AISES, l’Accademia per l’Innovazione, lo Sviluppo Economico e Sociale Mentre la SPES si autodefinisce, facendo man bassa di vocaboli inglesi, come “un talent incubetor che si propone l’obiettivo di trasferire un know-how e un know-why di conoscenze, di promuovere la nascita di start-up” l’AISES invece aggiunge, più o meno ha gli stessi obiettivi formative alla mission del primo ente, la parola-chiave “sicurezza”.
L’elemento che possiamo sottolineare è la forte contraddizione tra l’omonimia tra SPES , l’incubatore di cui sopra e la frase guida dell’AISES, “Spes contra spem” piena di fiducia incrollabile verso il futuro, pur avendo coinvolto tra i docenti e i membri del comitato scientifico, nell’uno e nell’altro ente, esponenti di primo piano ancora una volta della Leonardo SpA, dell’ENI, artefice occulto della politica estera italiana dalla Libia all’IRAQ dove a Nassirya mandammo a morire alcuni militari a guardia dei nostri pozzi petroliferi, di alcune “banche armate” e il Gotha di quel club di alti dirigenti a cavallo tra la finanza e la gestione della cosa pubblica.
Per concludere, il tratteggio più nel dettaglio di Luciano Violante e delle contraddizioni che in realtà non sono altro che una strategia per confondere le acque rispetto agli interessi di profitto legato al traffico delle armi e alla strumentalizzazione partitica delle nuove migrazioni dei paesi martoriati dalle guerre promosse dall’occidente, ci viene in soccorso un brano tratto dalla presentazione di un suo recentissimo libro, “Ma io ti ho sempre salvato“, promosso la scorsa estate, anche dal Ministero dei Beni Culturali nell’ambito di una rassegna di archeologia subacquea, uno di quegli ambiti di interessi, appunto, della Fondazione Leonardo: ” (…) dai pensieri che ci provengono dalla tradizione classica e da quelli che leggiamo nella Bibbia, si traggono insegnamenti importanti, religiosi anche se non necessariamente confessionali. Il mondo contemporaneo sembra invece avere interrotto, tecnologizzato e nascosto il tema dell’inevitabile conclusione della nostra vita, finendo per sminuirne la sacralità. E così oggi si muore in guerra, si muore migrando, si muore perché non si può o non si vuole più vivere; ma l’indifferenza crescente verso la morte ha reso più fragile il nostro rapporto con la vita, unico bene che dovrebbe costantemente informare il nostro agire“.
In queste acque torbide, il passaggio disinvolto dalla “semplice” tecnologizzazione della vita al transumanesimo, dal dual-use al giustificazionismo nell’uso delle armi per garantire la pace, dalla mitizzazione del Mediterraneo “che unisce” alle lacrime di coccodrillo per le decine per le decine di migliaia di migranti affogati anche grazie al suo compagno di partito Minniti, tuttora a capo di MedOr, il passo è breve.
Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
