Lettera alle insegnanti scuola “Don S. Guadagno” Mercato San Severino sul video celebrazione Forze Armate

La militarizzazione delle scuole è un fenomeno che ormai appare nella sua evidenza anche a cittadin* consapevoli che scelgono di non rimanere in silenzio. Silvano Rigotti, componente del Comitato Un Ponte per di Torino, dopo aver casualmente visto sul sito del ministero della Difesa un videoclip di celebrazione del 4 novembre e delle Forze Armate prodotto da due classi quinte della Scuola Primaria “Don Salvatore Guadagno” di Mercato San Severino (SA), ha scritto alle maestre per chiedere loro di raccontare ai bambini la vera storia della prima guerra mondiale. Chissà se riceverà risposta.

Alle Insegnanti delle classi 5^ A e 5^ B, xxxxxx ed xxxxx della Scuola Primaria Don Salvatore Guadagno
Istituto Comprensivo Mercato San Severino (SA)

Gentili insegnanti,
casualmente ho visto su web, sito del Ministero della Difesa (clicca qui) il videoclip realizzato da allieve e allievi delle vostre classi per il 4 novembre – Giornata dell’unità nazionale e delle FFAA.

Pur complimentandomi per l’attività svolta, che ha portato alla produzione della clip, mi lascia perplesso la celebrazione della guerra, dell’idea di Difesa armata che viene trasmessa a bambini e bambini della scuola primaria e il messaggio finale di essere e amare l’Italia in considerazione di questi argomenti.

Nel testo che appare per alcuni secondi nella clip si parla di sacrificio di 600.000 soldati per la patria in difesa della libertà e si chiede il rispetto per le forze militari italiane. Celebrare in tal modo un evento che ha causato, per quanto riguarda l’Italia, la morte di oltre 600mila militari e di quasi 600mila civili, il ferimento di oltre 950mila soldati di cui la metà divennero disabili, significa non rendere evidente la reale portata di quanto successo.

Inoltre, nella guerra da parte delle forze armate italiane furono usati i gas nervini, nei tribunali militari era sentenziata e ordinata la fucilazione di coloro che non volevano combattere e uccidere altri esseri umani, dai comandanti militari fu utilizzato il metodo della decimazione dei propri soldati come strumento di disciplina militare.

Per raggiungere la vittoria nella Prima guerra mondiale una generazione di giovani italiani fu mandata a soffrire e morire nelle trincee, sulle rocce, tra i ghiacci e il gelo degli inverni o si ritrovò disabile ed impossibilitato a realizzare pienamente la sua vita. Per la stessa guerra i civili italiani e austriaci patirono fame, morte e distruzioni.

Non si possono celebrare eventi tragici che provocano morte e sofferenza delle persone: uno Stato deve operare per il benessere e la vita dei suoi cittadini e non mandarli a morire in una guerra ed a causa di questa causare la sofferenza dei civili.

Nella clip si chiede il rispetto e la fiducia delle forze armate. Quale fiducia si può avere verso le forze armate che oggi distruggono con i loro test parti del territorio sardo rendendolo invivibile? Quale rispetto si può portare verso questa istituzione che per mantenersi ed evolversi drena risorse che potrebbero essere utilizzate per una migliore istruzione? Quale fiducia si può avere verso un’istituzione che coopera e celebra un incontro bilaterale avvenuto a fine ottobre con un paese retto da un regime dittatoriale qual è l’Egitto?

Confidando nella vostra capacità di educatrici, vi chiedo pertanto di trasmettere interamente la conoscenza e le informazioni sugli eventi della storia, sul ruolo e modus operandi degli eserciti (tutti gli eserciti) perché essi possano essere conosciuti da bambine e bambini nella loro interezza, evitando la retorica dell’eroismo e del sacrificio e educandoli al principio costituzionale del ripudio della guerra e della sua universale insostenibilità.

Cordiali saluti.

Silvano Rigotti

Rispondi