Memori della sbornia fine anni ’90 della riforma Berlinguer-Martinotti, quella dell’autonomia, dei crediti (e debiti), del flop del “3+2”, ecc. ecc. in sintesi dei primi germi dell’aziendalizzazione anche del linguaggio dei vari cicli di istruzione, quando nominiamo gli IFTS, anche oggi, la memoria non può non andare ai percorsi cosiddetti professionalizzanti post-secondaria che istituzionalizzavano le joint-venture tra scuole secondarie superiori, università e aziende, ovvero gli istituti istruzione e formazione tecnica superiore a gestione regionale come i successivi ITS (istituto tecnico superiore o istituto tecnologico superiore) con cui, circa 10 anni dopo, in qualche modo si integrarono.
Il Ministero della Difesa, oggi, giocando in casa e quindi noncurante delle possibili accuse di violazione del copyright da parte del collega leghista inquilino del MIM, ribattezza l’acronimo IFTS per veicolare furbescamente la “collaborazione tra Forze Armate e industria nazionale, cioè l’onnipresente Leonardo SpA, la ricerca di economie di scala e la capacità di operare e addestrarsi insieme ad Alleati (USA e NATO n.d.r.) e Partner internazionali – definita dalla Difesa – come essenziale per affrontare sfide emergenti (…) anche attraverso la creazione di poli addestrativi all’avanguardia, come l’International Flight Training School ”, appunto l’IFTS! Così il Ministro Guido Crosetto, in visita alla Scuola di Volo internazionale (IFTS) dell’Aeronautica Militare ha sentenziato (Vd. notizia ufficiale del MdD) gettando le basi per la formazione di un sistema di istruzione ad uso e consumo dell’economia di guerra, lacrime e…fiotti di sangue che ci aspetta nei prossimi anni.
Poteva chiamarsi SVI (scuola di volo internazionale) o anche SIV (scuola internazionale di volo), ma si è scelto invece l’acronimo che più avvicina, nell’immaginario collettivo, la scuola, la formazione anche se in campo militare, al mondo del lavoro. Parliamo sempre, quindi, di un lavoro garantito a vita e ben retribuito, a confronto con la media dei salari italiani anche al netto di tutti i benefit dei militari, primo fra tutti il diritto all’alloggio gratuito ovunque si presti servizio e sconti su beni e servizi, compresi i prestiti agevolati per l’acquisto di una casa. L’alleanza sempre più stretta e a questo punto potremmo dire, istituzionalizzata, tra:
- industria bellica (soprattutto Leonardo SpA), scuole di formazione militare (le Accademie post-biennio delle superiori che offrono la possibilità di conseguire il diploma di Liceo Classico e di Liceo Scientifico come ad esempio la Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia, la Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia, la Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet di Firenze , la Scuola Militare Nunziatella di Napoli e la Scuola Militare Teuliè di Milano)
- industria bellica (soprattutto Leonardo SpA) e le scuole scuole secondarie superiori con in testa il primo liceo digitale, il Matteucci, inaugurato a Roma nell’A.s. 2022-23 da Luciano Violante (ex-PCI, ex-PDS, ex-DS, oggi PD), attività di orientamento e mentoring contro il rischio di abbandono che la vede in joint-venture con la sempre verde OPUS DEI tramite il consorzio ELIS, con il progetto School4life 2.0 , un’iniziativa, si legge sul sito di questa fabbrica di morte che nasce “per promuovere iniziative educative, rivolgendosi con particolare attenzione a chi è socialmente ed economicamente svantaggiato. Un’iniziativa finalizzata a contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, che registra in Italia un tasso complessivo del 13,1%, un dato ancora distante dall’obiettivo del 10% indicato nel 2020 dall’Unione Europea”. Purtroppo con la potenza dei soldi accumulati con la vendita di armi e sistemi di difesa, la Leonardo SpA, coopta nel settore bellico giovani anche tra le fasce a rischio, in 11 scuole secondarie di primo e secondo grado, 985 studenti coinvolti pcon pacchetti di 74 ore di formazione.
- tra scuole secondarie superiori e le suddette accademie che di routine si presentano con i loro depliant informativi nelle scuole dove il target è rappresentato dal/la sedicenne che vuole proseguire in maniera più “avventurosa” e “adrenalinica” (citiamo le parole colte qui e là durante la nostra visita in incognito alla festa delle Forze Armate del 4 novembre al Circo Massimo a Roma) un noioso e statico percorso scolastico
- tra “porte girevoli” dei percorsi formativi delle varie scuole sottufficiali delle varie FF.AA. e della Difesa e i percorsi accademici delle lauree triennali o quelle delle accademie ufficiali (Modena, Livorno, Pozzuoli, Bergamo) con le lauree magistrali “civili”.
- tra mondo militare nel suo complesso e master di 1° e 2° con percorsi privilegiati per gli appartenti alle FF.AA. tra i quali:
- https://ecampusacademy.it/cooperazione-internazionale-per-la-tutela-della-persona-e-intelligence-nazionale/
- https://www.mastersism.it
- https://www.dicea.unipd.it/master-logistica-sicurezza-emergenza
- https://www.unicusano.it/master-area-forze-armate
- https://www.cafoscarichallengeschool.it/master/studi-strategici-e-sicurezza-internazionale/
- https://www.unipegaso.it/aree-master/forze-armate
Tutto ciò ci porta a concludere che la commistione crescente tra industria bellica, con capofila la semi-pubblica Leonardo SpA, e sistemi formativi, giunto ormai ad uno stadio avanzato potrà conoscere un ulteriore accelerazione anche sul versante della cosiddetta guerra ibrida e digitale, con l’ingresso dell’intelligenza artificiale a vari livelli del settore “educational” (dalla cyber-security all’AI nel settore droni militari e sistemi vari di difesa/offesa) e l’escalation inarrestabile nel settore “soft” della cosiddetta cultura della difesa nel mondo scolastico suggellato dallo slogan del manifesto che ha campeggiato in ogni dove la Capitale in occasione della festa della cosiddetta unità nazionale e delle forze armate: “DIFESA…SIamo L’ITALIA”
Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
