Comunicato Movimento No Base Coltano: petizione per dimissioni di Bani

Come Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università sosteniamo la mobilitazione del Movimento No Base che martedì prossimo, 17 dicembre, sarà in sotto il consiglio regionale della Toscana, a Firenze, a chiedere le dimissioni di Bani, Presidente del Parco Naturale di San Rossore, Migliarino Massaciuccoli e a chiedere che sia interrotto l’iter procedurale di costruzione di una nuova base militare in territorio toscano.

Invitiamo i nodi locali ad essere presenti con una delegazione e tutti gli aderenti e simpatizzanti dell’Osservatorio a sottoscrivere e diffondere la petizione (clicca qui) lanciata dal Movimento No Base, le cui firme verranno depositate proprio in concomitanza del presidio.

Il binomio Giani, presidente della Regione Toscana, e Lorenzo Bani, Presidente del Parco Naturale, rappresentano un modello culturale e di gestione del territorio che continua a riportare ad un ribaltamento delle realtà, promuovendo e mescolando lo sviluppo del territorio con la militarizzazione dello stesso.

Bani ha recentemente dichiarato che ci sarà una base militare a consumo di suolo zero, cosa impossibile e decisamente smentita dai documenti illustrati quest’estate in Parlamento, che parlano di una devastazione di oltre 140 ettari di terreno verde tra i 100 ettari di bosco “selva pisana” protetta dall’UNESCO e 40 ettari di terreno agricolo a Pontedera a rischio idrogeologico.

Giani, che proprio qualche giorno fa era a Livorno a inaugurare la nuova portaerei della Marina Militare “Trieste”, sottolineando come positivo l’opera della Darserna Europa come porto internazionale e lasciando sostanzialmente intendere come sarà potenziato. Oltre all’aspetto commerciale, anche il ruolo di crocevia bellico, consolidando sempre la Toscana, come base logistica americana per le operazioni di guerra globale.

Proprio Giani che qualche mese prima aveva sminuito il ruolo della nuova sede dei reparti speciali dei carabinieri, che per l’appunto sorgerà accanto all’americanissima Camp Darby, come una semplice caserma di addestramento, omettendo il ruolo strategico che il Gruppo Intervento Speciale e il I reggimento Tuscania hanno nello scacchiere dei conflitti internazionale, reparti per l’appunto promossi durante l’estate a reparti operativi di primo livello per la NATO, mentre l’organismo internazionale sceglie Firenze come sede del comando Nato SUD.

L’ennesimo atto di una strategia delineata da anni di militarizzazione del territorio Toscano e dei suoi apparati bellici. Dai lavori per la Navigabilità dei Navicelli, voluti e portati avanti proprio con il comando americano e tramite le agenzie private al servizio della NATO al potenziamento del trasporto ferroviario dal Porto di Livorno a Camp Darby, che già qualche anno fa aveva causato l’abbattimento di 1000 alberi all’interno dell’area protetta.

Infatti, la maggior parte di queste nuove infrastrutture militari viene pianificata all’interno del Parco Naturale e quindi è impossibile non denunciare il ruolo del Presidente del Parco che avrebbe dovuto ergersi a difesa del patrimonio naturale e invece fu il primo a sponsorizzare l’area dentro il parco come possibile location.

Bene è sempre ricordare che l’istituzione del Parco è del 1978 quanto tante infrastrutture militari c’erano già e che con la definizione dell’area protetta avrebbero dovuto essere progressivamente smantellate e le aree rinaturalizzate. Negli ultimi 20 anni sta accadendo esattamente l’opposto e l’area naturale viene progressivamente ceduta e consumata per scopi bellici e spesso anche banalmente economici.

Ultima nota che sottolinea come Bani avalli non solo la militarizzazione del territorio, ma anche quella culturale è la barzelletta teorizzata dal governo e accettata supinamente dal Bani delle compensazioni relative alla riqualificazione del Borgo di Coltano (prima scelta come sede della nuova base, fermata dalla mobilitazione popolare del giugno 2022), che prevede uno stanziamento ridicolo di 7 milioni di euro (rispetto ad un’opera che complessivamente ne costerà alle casse dello stato più di 520 milioni, mentre solo 8 milioni sono già stati impegnati solo per i servizi di progettazione) che per altro sono solo annunciati e non trovano riscontro in alcuna carta ufficiale. Ma la cosa più incredibile è che l’idea è di fare degli edifici storici di Coltano un polo museale da affidare in gestione in ogni caso ai reparti per la Biodiversità sempre dei carabinieri, come se a Pisa non ci fossere valide alternative civili universitarie o associative.

Questo tipo di paradigma vanno contrastati in ogni modo, l’appuntamento del 17 un momento dove fare fronte comune.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa

Martedì 17 dicembre h.15, Consiglio Regionale della Toscana – Firenze, Via Cavour, 2

Lo abbiamo detto dall’inizio della nostra lotta e lo ribadiamo: chi vuole sacrificare la nostra terra al servizio della guerra, deve prendersi le responsabilità delle proprie scelte!
 Da quasi un anno abbiamo avviato la raccolta firme per le dimissioni di Lorenzo Bani, l’attuale Presidente dell’Ente Parco San Rossore. Oggi quella petizione ha raggiunto migliaia di firme, 8000 tra cartacee e online al momento in cui scriviamo, che parlano chiaro: chi ha proposto di costruire la base nel Parco, che prevede tra le altre, l’abbattimento di migliaia di alberi, deve dimettersi! Sappiamo bene come Bani rappresenti la punta dell’iceberg di una classe politica indirizzata trasversalmente a soffiare sui venti di guerra e sulla militarizzazione dei territori come volano economico: un sistema bellico che abbiamo il dovere morale di fermare, per questo tante realtà collettive, cittadini e cittadine singole hanno proposto e firmato la petizione
 “Salviamo il Parco di San Rossore (Pisa) dalla Base Militare. Rompiamo il sistema Bani!

Il progetto della nuova base militare è emblematico di come si possa passare sulle teste della popolazione, lasciata all’oscuro dei reali progetti della nuova infrastruttura nella totale assenza di trasparenza, e come si possa mettere a repentaglio la sicurezza collettiva delle persone e l’integrità dell’ambiente a favore di chi fa affari sull’economia di guerra. Bani a ottobre 2023 ha firmato il verbale di chiusura del tavolo interistituzionale, impegnandosi a vigilare sull’iter di costruzione della base, salvo poi disattendere completamente questo impegno e non condividendo alcuna informazione con i cittadini e le cittadine che vivono quotidianamente il parco. Oltretutto nell’attuale area CISAM è presente un reattore nucleare in dismissione, e con esso una notevole quantità di materiale radioattivo. Non è noto come sia possibile “bonificare” quell’area, senza il pericolo di un potenziale disastro ecologico. Non è accettabile, come invece sta facendo il presidente Lorenzo Bani, che si consideri come compensazione una bonifica che avrebbe dovuto essere pretesa e completata già da molti anni. Chiaro è quindi che Bani sia assolutamente inadeguato a ricoprire il ruolo di presidente del Parco e totalmente inaffidabile nell’adempiere alle funzioni di difesa e tutela dell’area naturale protetta che gli è stata affidata e deve essere rimosso al più presto dal suo incarico.

Intano 8 milioni di euro sono già stati stanziati per affidare la progettazione del “I lotto della sede dei reparti speciali dell’arma dei carabinieri in area Cisam” primo appalto di un’opera che costerà complessivamente 520 milioni di euro, senza che ci sia uno stralcio di documentazione condivisa e resa pubblica con gli indirizzi basilari della progettazione decisi dal Governo Meloni. Dobbiamo fermare chi porta avanti questa devastante base militare, utile soltanto ad alimentare la guerra globale in cui i reparti armati del GIS e del I reggimento Tuscania sono funzionali solo ai profitti di chi fa affari sulla militarizzazione.

Invitiamo tuttə coloro che condividono con noi l’urgenza di disarmare i territori a partecipare al presidio No Base a Firenze, il 17 dicembre a partire dalle ore 15:00 in concomitanza con il Consiglio Regionale della Toscana che discute il bilancio. Siamo consapevoli che le risorse economiche esistono, ma vengono utilizzate per armi e guerre anziché per la sanità, l’istruzione e il benessere della società.
 Ci mobilitiamo per:

  • Dimissioni di Lorenzo Bani
  • Bloccare i lavori del lotto 1 al CISAM
  • Trasparenza su tutta la documentazione relativa alla Base.

Movimento No Base né a Coltano né altrove

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