Educazione o Propaganda? Forze Armate nelle scuole di Cremona

Ancora una volta a Cremona le FFAA entrano nelle scuole scegliendo una modalità apparentemente mite e lodevole, travestendosi da agenzia educativa.

Dopo il progetto Nave Italia dell’Istituto “Stradivari” con la Marina Militare (leggi qui), la Questura, che tiene incontri sul cyberbullismo (link all’articolo qui), ecco ora l’Istituto di Istruzione Superiore “Torriani” ospitare, in occasione della giornata del rispetto promossa dal ministro Valditara, il convegno “Respect: la cultura del rispetto quale strumento di prevenzione” organizzata dal comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri (link all’articolo qui).

All’incontro erano presenti ragazzi del IV e V anno di vari istituti scolastici della città. In apparenza non si capisce perché l’Arma dei Carabinieri si proponga all’Ufficio Scolastico come realtà promotrice di momenti formativi su tematiche prettamente educative. Non spetta alla scuola, ai docenti, all’Ufficio Scolastico elaborare percorsi formativi per i propri studenti?

Ma la strategia è chiara e come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università l’abbiamo denunciata più volte a livello nazionale: queste iniziative, spesso calate dall’alto senza i dovuti passaggi negli OOCC, sono funzionali ad una sorta di brand washing. In tempi di “terza guerra mondiale a pezzi” e di aumento vertiginoso delle spese militari è imprescindibile una forte azione di propaganda che crei empatia al fine di riattivare nei cittadini una identificazione con le FFAA affinché vengano percepite come elemento rassicurante e positivo.

Il Ministero della Difesa da tempo sta investendo molto, anche economicamente, nel rapporto con la società civile tutta, addirittura attraverso protocolli sulla comunicazione strategica e l’istituzione del “Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della difesa”. Da qui l’esplosione della presenza di attività delle FFAA nelle nostre città e scuole nelle più svariate occasioni e con proposte che mostrano spesso un’azione positiva, educativa o con finalità sociali, come quella del convegno svoltosi all’Istituto Torriani.

Ma il vero volto prima o poi si rivela: sul territorio cremonese siamo già rimasti attoniti nel vedere le immagini di bambini della scuola primaria imbracciare scudi e caschi antisommossa (link agli articoli qui e qui): a quando sui carri armati o con armi in pugno, come già sta avvenendo in altre scuole d’Italia?

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Cremona

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