Le immagini che ci sono state segnalate e che provengono dall’European Outdoor Show di Verona (clicca qui per la fonte), giunto alla sua quarta edizione, sono a dir poco raccapriccianti e ci lasciano completamente sgoment3.
Intorno a questa manifestazione si sono da tempo concentrate le critiche e le prese di posizione contrarie di tutta un’area che si oppone alla normalizzazione della cultura delle armi, dal Movimento Nonviolento alla Rete per il disarmo passando per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che su questo argomento aveva già espresso le sue posizioni (clicca qui).
Secondo fonti di stampa locali infatti, nonostante la kermesse risponda alle linee di indirizzo stabilite all’interno di un Codice Etico (“Nelle regole, avallate da un provvedimento della questura, si vieta l’ingresso ai minori sprovvisti di delega dei genitori e, come si legge nei totem messi all’ingresso dei padiglioni, e ribadito in qualche sporadico stand, preclude ai minorenni, fatta eccezioni per quelli iscritti alle federazioni nazionali, «il maneggio delle armi, anche di modesta capacità offensiva, di strumenti riproducenti armi, di strumenti marcatori e di simulacri»”), “molti giovanissimi, persino bambini, sono stati visti impugnare fucili e altre armi”.
E, se dal canto suo EOS fornisce le proprie spiegazioni per quanto riguarda il controllo effettuato a protezione dei e delle minori («Abbiamo attuato ogni misura possibile per adeguarci alle disposizioni dell’autorità di pubblica sicurezza che richiedono di precludere ai minorenni, a eccezione di quelli iscritti alle federazioni nazionali (Fitav, Fitds, Fidasc, Uits, Coni), il maneggio delle armi, di strumenti riproducenti armi, di strumenti marcatori e di simulacri» clicca qui), un’autorevole testata nazionale sembra dare un ritratto diverso di come siano andate le cose: “Le foto scattate all’interno dimostrano, poi, come non vi sia nessun controllo sull’accesso dei minorenni, che imbracciano tranquillamente un fucile e che in molti casi vengono accompagnati anche da genitori” (clicca qui per leggere Il Fatto Quotidiano).
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo che ribadire la nostra netta contrarietà verso iniziative del genere che tendono a creare un’atmosfera di familiarità tra studenti e studentesse e le armi in un clima da terza guerra mondiale e con il genocidio in atto nei confronti del popolo palestinese.
Occorre in ogni modo tenere lontane le nuove generazioni dalle armi e rovesciare ogni pratica che tenda a rendere accettabili la guerra e l’enorme business che questa tiene in piedi.





Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

[…] Giunge all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università uno sconcertante esempio di quanto la cultura della guerra stia permeando la società polacca. Le lezioni sulle armi da fuoco sono ora obbligatorie per gli studenti e le studentesse, anche in giovane età. Ecco come la Polonia si sta preparando a un potenziale attacco russo. I bambini e le bambine si divertono e i genitori ne sono orgogliosi (come accaduto anche in Italia, del resto, alla Fiera delle armi di Verona). […]