Per un’Università e una Ricerca per i popoli e non per la guerra
Pubblichiamo e condividiamo il Comunicato dell’associazione studentesca universitaria CambiareRotta di Torino sull’esercitazione di progettazione aerospaziale inerente il bombardamento di Iraq e Siria presso il Politecnico di Torino.
In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino, verrà nel nostro ateneo il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani, che non ha mai smesso di fare visita al ministro degli esteri israeliano e di appoggiare le sue scelte di fronte al genocidio del popolo palestinese, e che rappresenta un governo che invece di aumentare i fondi per il diritto allo studio o alla ricerca continua a fare tagli in favore di spese militari.
È chiaro come, nonostante venga continuamente negato o cercato di smentire, il Politecnico sia
sempre più tendente a una privatizzazione del sapere e ad un uso della propria ricerca in campo bellico. Questo era già più che visibile dati gli accordi con aziende belliche come Avio Aero e Leonardo, che è una delle prime fornitrici di armi in Europa e foraggia guerre inviando armi in tutto il mondo. Come se non bastasse vediamo che non solo la tendenza alla guerra è nelle partnership che il politecnico detiene, ma si ritrova anche nei corsi di studio, direttamente nelle prove d’esame. Un esempio è quello dell’esame di “progettazione di veicoli aerospaziali” del Febbraio 2021, in cui si richiedeva agli studenti di “organizzare una missione di bombardamento con partenza da portaerei in Golfo Persico e obiettivo Iraq-Siria a 1900 km di distanza”.
Questo invito da parte del Politecnico al ministro non fa che rimarcare la chiarissima volontà di rendere l’ateneo competitivo a livello internazionale che, in questa fase in cui i Paesi (il nostro in primis) puntano all’economia di guerra, significa essere all’avanguardia a livello tecnologico soprattutto in campo bellico.
Non possiamo accettare che la nostra università, invece di ascoltare gli studenti che si mobilitano contro questo tipo di ricerca, inviti e faccia fare passerelle a personaggi come il ministro Tajani, i primi a promuoverla.
Ci troverete sempre ai nostri posti a presidiare i nostri atenei contro la guerra e la nostra classe dominante!
