Come si legge sulla Gazzetta d’Alba, la lettera di Natasha Sanna di dissenso per la presenza di militari nella scuola dei suoi figli (pubblicata dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e poi sostenuta con numerose firme) ha suscitato un dibattito che ha coinvolto diversi soggetti della società civile e politica della provincia di Cuneo.
Ad esempio, le Donne in nero contro la guerra di Alba sono scese in piazza per dire no al militarismo nelle scuole, alla cultura della difesa e all’aumento delle spese militari.
Nel frattempo due consiglieri comunali di minoranza del gruppo di Fratelli d’Italia del Comune di Alba hanno presentato una mozione per chiedere alla Giunta di organizzare fin da ora le celebrazioni del 4 novembre, con iniziative nelle scuole cittadine “anche attraverso l’organizzazione di incontri con testimonianze di rappresentanti delle Forze Armate” (vedi mozione in allegato).
Durante la discussione della mozione in IV Commissione consiliare, Martina Amisano (qui il video), consigliera di maggioranza nella lista civica Alba Città per Vivere, ha ricordato che l’Osservatorio è stato molto presente sul territorio in questi ultimi mesi e ha sottolineato le parole, che ben conosciamo, del capo di stato maggiore dell’Esercito Carmine Masiello: «L’esercito si prepara alla guerra».
Secondo Amisano, le guerre odierne sono aumentate a causa degli interessi economici dei paesi occidentali che tentano di arginare il proprio declino con l’industria bellica. Dato che, sempre secondo Masiello, sono necessari circa 40-45.000 nuovi soldati, «l’esercito che entra nelle scuole non è neutro», come dimostrano le tante segnalazioni che giungono all’Osservatorio.
Il 4 novembre dovrebbe essere una festa per la pace, per “chiedere scusa” alle centinaia di migliaia di soldati strappati alle loro vite per essere mandati a morire al fronte.
Ringraziamo Martina per aver espresso in sede istituzionale una così limpida posizione, che condividiamo pienamente, e che auspichiamo sia sempre più diffusa nell’opinione pubblica democratica della nostra regione e del nostro paese.
Terry Silvestrini
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
La Scuola per la pace Torino e Piemonte
