Carabinieri nelle scuole di Colleferro per settimana della cultura scientifica e tecnologica

Quale motivazione muove quei/quelle dirigenti scolastici/che che nelle scuole promuovono iniziative congiunte alle Forze Armate e dell’ordine? Non riusciamo ancora a comprenderlo.

Giunta al suo ottavo anno la Settimana di diffusione della cultura Scientifica e Tecnologica ha coinvolto circa 100 studenti e studentesse dell’istituto superiore Guglielmo Marconi a metà febbraio, e circa 700 studenti e studentesse dell’Istituto Tecnico Industriale S. Cannizzaro nella prima settimana di aprile. All’eloquio dei Carabinieri della Compagnia di Colleferro, dei R.I.S. di Roma e del Nucleo Cinofili Santa Maria di Galeria sono stati affidati temi di attualità come le tossicodipendenze, le truffe e l’adescamento online, la violenza di genere. Insomma parrebbe che i Carabinieri, e solo loro, abbiano una risposta a tutto. Leziosa poi la simulazione di ricerca ordigni con un pastore belga, tenuta in entrambe le occasioni.

Posto che i nodi cruciali dell’attualità richiedono una costante sollecitazione, e non possano essere liquidati con una sola giornata in tutto l’anno scolastico, cosa possiamo dedurre dalla scelta di quei dirigenti scolastici che preferiscono affidare questi momenti preziosi di contatto, relazione, informazione con gli studenti e le studentesse alle forze armate piuttosto che a professionisti con competenze e anni di studio specifici proprio sugli stessi temi? Cos’è che scoraggia un/a dirigente scolastico/a dallo svolgere il proprio ruolo in tutta laicità e spirito critico? È fondamentale fare prevenzione ed è dirimente chi viene scelto a farla. La fonte che trasmette informazioni non è mai neutra: importa quale visione ha del mondo, quali caratteri impersonifica.

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, nel quale confluiscono le soggettività critiche di docenti, genitori, studenti e studentesse, cittadini e cittadine che disapprovano la deriva autoritaria e militarista negli spazi della formazione, è seriamente preoccupato per la direzione intrapresa dall’economia di guerra e dalla legiferazione repressiva di questo Paese. Atterrisce l’idea che negli ambiti protetti e creativi della scuola vengano permessi momenti di scambio esclusivo con le autorità militari.

La scuola non ha bisogno di modelli autoritari, ma di pedagogie democratiche e condivise; la scuola non ha bisogno di comandi, ma di dialogo tra gli alunni e le alunne, a meno che non si decida di assecondare la folle scelta, come suggerisce l’Unione Europea nella Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2025 sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune al paragrafo 164, allora dite pure ai vostri figli e alle vostre figlie di prepararsi, perché in guerra su muore e si muore per mano di altri figli e altre figlie ben preparate all’odio nei confronti del nemico e della nemica: solo questo è la guerra.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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