La comunicazione dei militari USA e italiani: tra obesity-washing e war-washing a Sigonella

In un precedente articolo sono state segnalate e descritte le attività scolastiche presso ( e/o organizzate da) la base dell’Aeronautica Militare italiana di Sigonella che ospita al suo interno la base statunitense della U.S. Navy (la c.d. NAS, Naval Air Station) ed è al contempo sede logistica della NATO oggi intensamente utilizzata per diverse operazioni belliche o anche para-belliche (ad es. i droni da ricognizione RQ-4 Global Hawck contro gli ex amici russi).

Incuriositi da attività didattiche alquanto fantasiose con pseudo-formatori con le stellette, come ad esempio sessioni di “corretta e sana alimentazione” svolte da esperti di alimentazione, paradossalmente rappresentanti di un esercito, quello nordamericano, alle prese con crescenti difficoltà di arruolamento perché alle prese con una dilagante epidemia di obesità o, quando va bene, di sovrappeso e quindi fuori dagli standard militari degli yankee, abbiamo voluto approfondire.

Attraverso le informazioni provenienti dalla nostra fitta rete di insegnanti, ma anche di genitori maggiormente attenzionati su queste ingerenze militari, (solo apparentemente innocue), confermate in seguito da fonti ben informate anche tra gli ambienti militari, la motivazione di fondo sarebbe l’esercizio della lingua inglese.

Il fatto che un/a rappresentante di un modello alimentare distruttivo come quello dei maestri del junk food, venga a parlare proprio a bambini e bambine che vivono in un territorio, propagandato ossessivamente come la patria della dieta mediterranea, passerebbe assolutamente in secondo piano rispetto appunto al relazionarsi su temi quotidiani come l’alimentazione in lingua inglese. Anche il fatto che a parlare non sia un/a formatore/trice che fa questo come mestiere o che la pronuncia e forse anche la costruzione grammaticale, possa essere non in linea con gli standard di Cambridge English perché influenzati dalla cultura e dal dialetto utilizzato in uno sperduto paesino dell’America profonda, passa in secondo piano.

Secondo alcune fonti della base U.S. di Sigonella queste attività rientrano nel grande contenitore delle attività di volontariato dei militari o del personale civile che “contrariamente a quanto avviene in Italia vengono svolte sia al di fuori dell’orario di lavoro ma anche all’interno dello stesso“. “Cosa ci sarebbe di militare o militaresco di un soldato o soldatessa che in ciabatte e pantaloncini corti toglie le erbacce intorno ad una scuola, intorno ad una parrocchia o in un giardino pubblico siciliano oppure tinteggia gratuitamente una facciata di una scuola alle prese con il taglio dei fondi pubblici? Cosa c’è di male se dei bambini durante queste attività entrano in contatto con questi volontari chiedendo da dove vengono e come vivono nel loro paese? Non si tratta di orientamento ma semplicemente di socializzazione!

La stessa acqua sul fuoco sulle “ingiustificate polemiche” o addirittura “fakenews” intorno a queste attività viene utilizzata anche da fonti ben informate in ambito scolastico degli istituti secondari superiori e istituti comprensivi di Giarre e dintorni in provincia di Catania, coinvolti da tempo da questi abboccamenti degli alleati americani spalleggiati dall’Aeronautica militare italiana del 41 stormo.

Decisi a capire quale fosse il progetto pedagogico e il percorso educativo di bambini e bambine delle scuole primarie di Giarre previsto per metà gennaio per la visita all’interno della base americana di Sigonella con tanto di pranzo presso il fast-food interno, anche qui si è scelta una linea comunicativa per così dire di “basso profilo”: “nessun intento pedagogico – tiene a precisare la fonte da noi intervistata – ma semplicemente un regalo, inteso metaforicamente, fatto all’istituto da un genitore che lavora presso la base!”.

Insomma, da un lato la giustificazione dell’assenza di fondi per poter coinvolgere un lettore madrelingua oppure per pulire o tinteggiare scuole che notoriamente sono trascurate o addirittura decadenti e fuori norma, dall’altro semplici relazioni di amicizia che consentono di avere questo grande privilegio di mettere in contatto bambine e bambine con militari spesso svolgenti compiti formativi.

Parlando con fonti ben informate dell’Aeronautica militare italiana, invece, scopriamo o meglio abbiamo conferma, di un altro stratagemma per mettere in contatto mondo scolastico-educativo con la NAS Sigonella, ovvero il PCTO. “Non è soltanto l’istituto aeronautico Ferrarin di Catania – precisa infatti la fonte – a svolgere attività di PCTO per esempio nell’ambito della manutenzione dei velivoli, oppure nelle attività antincendio o di controllo aereo ma anche altri istituti“. Anche qui, quindi, come hanno sottolineato anche alcuni studenti universitari dell’Università per stranieri di Siena che recentemente hanno obbligato l’ateneo a rescindere il contratto di collaborazione con la Marina Militare italiana per gli stage e tirocini inseriti nelle esercitazioni militari “Mare Aperto”, il quadro, lo scenario bellico, in cui le attività vengono svolte, passano assolutamente in secondo piano rispetto al micromondo dell’attività lavorativa in sé per sé.

A Siena come del resto a Sant’Alfio, in provincia di Catania, le alternative ci sarebbero come ad esempio una visita al millenario “Castagno dei Cento cavalli” considerato il più vecchio d’Europa, propedeutico ad esempio, ad una visita ad aziende agricole locali per promuovere al posto di hamburger e patatine fritte, ovvero “il menù tipico della tradizione U.S.” – come recita la circolare della scuola in questione – la tanto decantata dieta mediterranea!

Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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