Con una circolare (per chi volesse leggerla, la n. 179), la Dirigente Scolastica dell’IIS “Mario Rapisardi” di Paternò (CT) ha annullato l’incontro, fra Eric Gobetti, il quale proprio per la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento ci ha messo a disposizione un video (clicca qui), e gli studenti e le studentesse dell’Istituto, promosso dall’ANPI di Catania, regolarmente programmato, con precedente avviso, per giorno 5 febbraio 2026, con relativa locandina pubblicata.

Nella circolare non si offre nessuna motivazione, mentre attraverso i media locali si apprende che l’annullamento sarebbe avvenuto per assenza di contraddittorio.
Il titolo dell’incontro era: Okupatori e Partisan. Sguardi incrociati sulla Seconda guerra mondiale nella cinematografia italiana e jugoslava. Vista la tematica l’ANPI, giustamente, si domanda come si potesse organizzare un contraddittorio, forse, suggeriamo noi, invitando qualcuna/o che ritiene il cinema un pericoloso strumento di manipolazione delle coscienze.
L’iniziativa faceva parte di un articolato momento di riflessione su questi temi, organizzato dall’ANPI in diversi Istituti catanesi della scuola secondaria superiore di secondo grado e, anche, attraverso un momento cittadino di confronto.
In effetti, in due Istituti catanesi il dibattito si è svolto regolarmente. Subito dopo, come da copione, due esponenti di Azione Studentesca hanno diffuso un video definendo Gobetti «Il più noto fra quei fantomatici studiosi che ridimensionano il dramma delle foibe e dell’esodo facendoli passare come una reazione al fascismo».
Ora, a parte il fatto che fantomatico (almeno secondo Treccani.it) significa «Spettrale; irreale: un esercito f., che non si vede, che non si sa quando e dove agisca; un f. avversario, un f. ladro, irreperibile, inafferrabile (per cui si potrebbe persino dubitare della sua esistenza)», ci si chiede perché i due studenti (così si presentano) non entrino nel merito del problema, ma si limitino a proporre semplicemente alcuni slogan, peraltro neanche originali.
Senza ricorrere a slogan e demagogia, la Rete degli Studenti di Catania, dopo aver condannato l’intollerabile censura, ha ricordato ai giovani supporter della presidente del Consiglio che «Le scuole non sono luoghi di censura, ma di confronto e di dialogo». E basterebbe questo a chiudere la discussione.
Purtroppo, però, come ogni anno, sul tema delle foibe dovremo sorbirci menzogne e un’insopportabile retorica pseudonazionalista. L’obiettivo principale del giorno del ricordo è, infatti, quello di far dimenticare quanto fatto dal nazifascismo ridimensionando, in particolare, le colpe e le responsabilità del fascismo, provando a riproporre l’idea degli “italiani brava gente”. Come se il fascismo non avesse tentato, sulla base di una concezione razzista della presunta supremazia bianca, di asservire le altre popolazioni, come se non avesse condiviso e realizzato in prima persona operazioni di sterminio, anche attraverso la gestione diretta dei campi di concentramento.
Nel passato, 2012, Bruno Vespa, (che lavora con la RAI attraverso un contratto speciale definito dalla FNSI di “artista” o consulente artistico, non subordinato, che gli consente di superare il tetto salariale dei giornalisti dipendenti), nella sua trasmissione di approfondimento presentò quale prova delle nefandezze dei Partigiani Jugoslavi una foto che, secondo il conduttore, ritraeva alcuni italiani fucilati, di spalle, dai “Titini”. Purtroppo per lui, la foto rappresentava la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Ovviamente, nessuna scusa per l’evidente errore.
Quanti “artisti” dovremo ascoltare in questi giorni?
Nino De Cristofaro, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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