Progetto educativo della scuola del futuro: educare alla guerra come opportunità di lavoro?

È ormai consuetudine far entrare rappresentanti delle forze armate nelle nostre scuole, a vario titolo: come esperti di informatica, educatori in tema di sicurezza o di legalità…ma il ruolo che va forse per la maggiore è quello di promoter dell’esercito (con tutti i corpi annessi) in quanto opportunità imperdibile di lavoro. Non importa quale sia il campo di studi e l’indirizzo professionale scelto dai ragazzi, la carriera nell’esercito va bene per tutti!

D’altronde in un’epoca in cui con il diploma ci fai ben poco e al massimo ti ritrovi precario a vita con uno stipendio ridicolo, entrare nell’esercito può essere una buona opportunità per trovare una collocazione stabile.

Anche a Livorno si è pensato bene di offrire questa occasione per l’orientamento in uscita all’ITC Vespucci Colombo, infatti per questo anno scolastico 2023-’24 ci hanno segnalato che le classi 5° di tutti gli indirizzi avranno per una mattina una vetrina aperta sull’affascinante mondo della carriera militare: sfileranno in passerella  il 184° Reparto Comando e Supporti Tattici Paracadutisti “NEMBO” e la Scuola Sottufficiali della Marina Militare di Taranto, come si può leggere dalle circolari della scuola.

Ecco, queste sono le prospettive di formazione – e con esse l’orizzonte grigio che si apre di fronte agli occhi dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze – che al momento la scuola è in grado di offrire. Poco conta sapere cosa sia e cosa rappresenti un esercito (ah, scusate l’esercito è importante per le missioni di pace nel mondo).

L’importante è far passare l’idea che imbracciare armi (la cui funzione è quella di uccidere, forse ce lo siamo dimenticati), far parte di un corpo dell’esercito sia una proposta come un’altra, anzi è il futuro, il futuro di una società sempre più militarizzata (vedi i militari ad ogni angolo di strada in città), impegnata in una guerra permanente (guerreggiata o no, ma l’importante è essere in eterno conflitto con un nemico che sia reale oppure creato da una delle tante emergenze a cui siamo abituati) alla quale dobbiamo assuefarci.

Nel frattempo sembra scomparsa la funzione educatrice dell’istituzione scolastica come laboratorio di pace e come invito al rifiuto dell’uso delle armi per qualsiasi conflitto. “L’Italia ripudia la guerra” dice l’articolo 11 della costituzione, tanto decantata e oggetto di solerti e ripetute lezioni di educazione civica. Che fine ha fatto il ruolo della scuola nel partecipare alla costruzione di una società diversa, finalmente solidale e libera dalle armi e dalle guerre?

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Livorno

Rispondi