Insieme alla denuncia del montante processo di militarizzazione delle scuole e delle università, accanto alla decostruzione della logica bellicista diffusa nel nostro paese e al legame tra capitalismo ed economia di guerra, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è impegnato anche nella costruzione concreta di progetti e percorsi di pace nella scuola.
Pubblichiamo volentieri, dunque, due testi liberi da diritti d’autore di un gruppo di pedagogist* dell’Università di Padova, ricchi di spunti di riflessione e approcci didattici innovativi sulla questione del razzismo nelle nostre scuole.
Antirazzismo e scuole. Volume 1, Padova University Press, Padova 2021.
Dall’Introduzione: «Questo libro tenta di superare un diffuso approccio culturalista che riduce il razzismo ad una questione di ignoranza e che fa dell’educazione antirazzista principalmente un’ingiunzione morale a scoprire la bellezza della diversità. Al centro della nostra riflessione sta la presa di coscienza che la “razza” come fatto sociale e non certo biologico, cioè come dispositivo di gerarchizzazione umana, non è qualcosa di cui ci si libera non nominandolo, perché gioca un ruolo cruciale nell’organizzazione sociale e politica. Nella sociologia contemporanea, si preferisce usare il termine razzializzazione (Frisina 2020, pp. 47-50) per mettere in luce le circostanze storiche e politiche che riproducono le gerarchie razziali e si cerca di spostare l’attenzione da coloro che vengono definiti razzialmente (i “neri”, gli “zingari”…) ai gruppi sociali più potenti, cioè ai razzializzatori, coloro che traggono vantaggi simbolici e materiali dai processi di gerarchizzazione umana. Il privilegio è per lo più invisibile agli occhi dei privilegiati, che spesso sono inconsapevoli del suo impatto sulle vite proprie e altrui».
Antirazzismo e scuole. Volume 2, Padova University Press, Padova 2023.
Dall’Introduzione: «Viviamo tempi di guerra a livello globale, rischiamo di assuefarci alla violenza. Il razzismo è innanzitutto violenza ed è una questione di vita o di morte. L’antirazzismo può quindi essere considerato una lotta per la vita. Quali vite contano? Quali vite si ritiene possano essere sacrificate? Quali morti debbono essere ricordate e quali vanno dimenticate? E ancora: chi decide chi deve vivere e chi possa essere lasciato morire? Storicamente, lo Stato gioca un ruolo importante nella riproduzione della violenza razziale».
Annalisa Frisina è professoressa associata presso l’Università di Padova, dove insegna Sociologia del Razzismo e delle migrazioni, due corsi di Metodologia della ricerca sociale centrati sui metodi qualitativi e visuali; ed un Laboratorio sul focus group. È co-fondatrice del gruppo di ricerca SLANG (Slanting Gaze on Social Control, Labour and Migration) ed ha una vasta esperienza di ricerca collaborativa nell’ambito degli studi migratori, degli studi sui giovani e dei processi di (contro)razzializzazione nella società contemporanea. È la referente scientifica per il Dip. FISPPA-Università di Padova per la rete regionale promossa dall’Osservatorio contro le discriminazioni (Veneto Lavoro) in collaborazione con l’Ufficio Nazionale AntiDiscriminazioni Razziali. Nel 2021 ha ricevuto un premio per il suo lavoro di ricerca visuale e pubblica (Award Anticolonialist & Antiracist Visual Activism) dall’International Visual Sociology Association (IVSA).
Alessio Surian è professore associato presso l’Università di Padova dove insegna Tecnologie della formazione in presenza e a distanza, Dinamiche comunicative, Group Dynamics and Transformative Learning. È attivo in reti internazionali di ricerca e azione in contesti diversità culturale e in tre Special Interest Group dell’European Association for Research on Learning and Instruction (EARLI), 10 (Interazioni sociali), 21 (Apprendere in contesti di diversità), 25 (Teorie educative). Collabora come ricercatore e consulente con Commissione Europea, Consiglio d’Europa, Ministeri ed enti locali italiani in particolare sulle tematiche formative ed interculturali.
F. Gaia Farina è assegnista di ricerca e docente per il laboratorio di Sociologia Visuale presso l’Università di Padova. Laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica Sociale e Politica all’Università d Bologna, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Sociali, Interazioni, comunicazioni e costruzioni culturali presso l’Università di Padova. Ha esperienza di ricerca nel campo delle migrazioni, razzismo e antirazziamo, youth studies, girls studies, media studies e utilizza metodi di ricerca collaborativi, visuali e mutimediali. Lavora, inoltre, come formatrice e nella realizzazione di campagne di comunicazione sociale, collaborando con enti pubblici, privati e del terzo settore.
