Corso di Cultura Aeronautica (Militare): anche a Sondrio l’Ufficio Scolastico collabora con le forze armate

Da alcuni giorni, nella fase di inizio anno scolastico, con la programmazione dei progetti e delle attività, è pervenuto alle scuole superiori della provincia di Sondrio, anche con accompagnatoria dell’Ufficio Scolastico Provinciale, la proposta di un “Corso di Cultura Aeronautica – Sondrio 2026”, per studenti tra i 16 ed i 20 anni, con finalità dichiarate di “informazione e orientamento dei giovani”.

Il corso prevede alcuni incontri teorici sui principi del volo ed il funzionamento dell’aeroplano, un incontro di una mattinata di “familiarizzazione al velivolo” con addestramento alle procedure di imbarco e sbarco, una fase pratica con voli di ambientamento, effettuati e pilotati da istruttori di volo dell’Aeronautica Militare. Viene infine prospettato come premio ai tre migliori studenti del corso, uno stage di volo su aliante presso il Gruppo di Volo del 60° stormo di Guidonia. Obiettivo della fase teorica è coinvolgere fino a 160 studenti, stimabili intorno al 5% della popolazione scolastica individuata come target.

Dopo una breve ricerca, troviamo che sia la strutturazione del corso che l’appoggio da parte del rispettivo ufficio scolastico sono punti saldi di un format già consolidato dall’Aeronautica Militare e, ahinoi, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nel 2024, le città individuate per i corsi furono Catania, Siena, Vercelli e Pesaro, con un coinvolgimento totale di 585 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 20 anni. Stessa storia nel 2025, in cui toccò a Ferrara, Imola, Gorizia, Udine, Trieste, Foligno e Crotone, per un totale di 595 studenti. Nel 2026 è già toccato a Ragusa e all’Aquila, dove 5 istituti hanno aderito, fornendo oltre 150 studenti, in linea con le altre città appena citate. Ora è il momento di Sondrio, dove però una segnalazione all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università finalmente solleva la questione.

L’iniziativa fa leva sull’indubbio fascino del volo. In provincia di Sondrio non si ha esperienza di esercitazioni di volo militare a bassa quota, ben note in altre aree alpine (qualcuno ricorda il Cermis?), esiste un solo piccolo aeroporto a pochi kilometri da Sondrio, utilizzato per voli di alianti. Escludendo gli elicotteri, ampiamente utilizzati in ambito montano per finalità civili (trasporto materiali e legname, elisoccorso, eliambulanze), è frequente osservare voli di alianti e di parapendio, che offrono l’opportunità di una prospettiva dall’alto del territorio e dell’ambiente montano. Altro aspetto seduttivo della proposta è la sua totale gratuità.

Le modalità di strutturazione e presentazione del corso pongono però gli istruttori ed i piloti militari come unici interpreti della cultura del volo, con la sostanziale esclusione di istruttori e piloti civili e la presentazione surrettizia del pilota militare come un appassionato del volo, oltre che come un esperto del campo di indiscussa autorevolezza. I tre “migliori” studenti ricevono poi la proposta di uno stage di volo su aliante presso una base dell’aeronautica militare.

Lo stage di quest’anno è durato una settimana e si è appena concluso, il 5 settembre, con un discorso del Generale Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ai 14 partecipanti: «Il vostro futuro è nelle vostre mani e, indipendentemente dal fatto che questo percorso possa tradursi in una professione nel mondo aeronautico oppure semplicemente in una passione da coltivare accanto alla vostra futura professione, sono certo che, grazie all’impegno e alla passione di tutti coloro che vi hanno accompagnato in questo cammino, abbiate potuto conoscere un’immagine dell’Aeronautica Militare impegnata quotidianamente su molteplici fronti. Abbiamo voluto trasmettervi questi valori perché siamo convinti che voi rappresentiate il futuro del nostro Paese e che sia fondamentale offrirvi gli strumenti per conoscere, comprendere e avvicinarvi a un settore, quello aeronautico e spaziale, che da sempre vede l’Italia protagonista e all’avanguardia. La nostra Nazione offre infatti numerose opportunità per entrare in contatto con questo mondo e, in questo particolare momento storico, molte potranno essere le strade che incontrerete: nell’Aeronautica Militare, nell’aviazione civile o nel settore industriale».

La proposta che grazie all’alacre lavoro dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio è ora arrivata a tutte le scuole della provincia si presenta quindi con un profilo tranquillo. Il 60° stormo è dotato, oltre a caccia e elicotteri da combattimento, anche di alianti che vengono regolarmente utilizzati dagli studenti dell’Accademia dell’Aeronautica. E naturalmente saranno questi ad essere utilizzati anche per gli stage.

Di fatto, però, vengono create svariate opportunità di confronto e influenzamento tra gli studenti e militari, con l’opportunità di tempi dilatati per avvicinare i partecipanti alle carriere in aviazione. E così si parte da un progetto scolastico e si arriva a 17 anni a tu per tu con la retorica del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, a parlare di: “Cosa vorresti fare dopo le superiori?”. È significativo che questa finalità latente non venga esplicitata; un aliante non è un F35, ma per insegnare a condurre un aliante non serve un pilota militare.

Dalla sezione “Tra la gente” del report 2024 dell’Aeronautica Militare
Uno degli alianti usati nello stage di quest’anno

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


Se anche le scuole della tua città sono entrate nel mirino dell’Aeronautica Militare per un Corso di Cultura Aeronautica, scrivici a osservatorionomili@gmail.com


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