In un mix schizofrenico di impegno statutario e scientifico per la pace e al contempo di collaborazioni con industrie per gli armamenti e sistemi di difesa l’Università di Brescia ha da poco approvato SACRA un piano di joint-venture per la messa a punto di sistemi di guida “intelligente” e difesa e autodifesa per missili di ultima generazione in grado di schivare i sistemi più avanzati anti-missilistici.
Mentre da una parte l’Università bresciana collabora con la Mbda, branca italiana del colosso europeo specializzato, appunto, in sistemi missilistici con 1400 dipendenti e partecipata al 25% dall’immancabile e italianissima Leonardo SpA, dall’altra, sempre lo stesso ateneo, ha appena approvato lo statuto dell’University for Peace ed ha, nel novero dei percorsi accademici in stile “peacekeeping”, attivato il corso di studi in Scienze per la pace in collaborazione con l’Università di Pisa.
Si scopre poi, data la vicinanza con Napoli di uno degli stabilimenti della Mbda in Italia, a Fusaro, che l’ufficio orientamento e placement dell’Università Federico II ha attivato una collaborazione con i fabbricanti di missili. La rete di commistioni tra università italiane, Med-Or, Leonardo e tutte le sue propaggini è sempre più vasta e forse si è solo alla punta dell’iceberg avvicinando il nostro pacifico ”sistema paese”, tutto spaghetti e mandolino, design e Made in Italy, alta moda e resort di lusso sparsi ovunque, all’economia egiziana o israeliana dove il confine tra pubblico e privato in fatto di armamenti è molto fluido, a volte inesistente.
Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
