L’università inglese assoldata per la guerra

I dirigenti dell’industria di armi inglesi, stando a un documento pubblicato su un sito indipendente (clicca qui) avrebbero avuto una grande influenza in ambito universitario con la partecipazione diretta di esponenti delle aziende produttrici di armi all’interno dei comitati consultivi universitari.

Presenza che poi si sarebbe manifestata in una vera e propria “direzione strategica” rispetto ai dipartimenti accademici e ai progetti di ricerca. Declassified, il sito prima menzionato, individua le università interessate con tanto di documenti e verbali di riunioni tenutesi alla presenza di esponenti delle imprese di guerra.

Perfino i programmi universitari sarebbero stati influenzati da questa ingombrante presenza, programmi rivisti in base alle richieste provenienti dalla industria di guerra. La presenza delle imprese militari non è nuova nelle università inglesi e, seguendo l’esempio statunitense, offre decine di tirocini industriali a studenti e studentesse con tanto di borse di studio.

Siamo arrivati al punto che l’industria possa anche salire in cattedra nel mondo universitario. Questo fatto viene visto come una grande opportunità per il mondo universitario (opportunità di lavoro e di finanziamento) e per il mondo della impresa che potrà assumere studenti e studentesse debitamente formati nel loro percorso di studi.

La ricerca in campo universitario diventa quindi ricerca duale, con l’utilizzo delle innovazioni anche a scopi militari. Università britanniche finanziate con circa 100 milioni di sterline da aziende della difesa – incluse quelle che armano l’esercito israeliano – attraverso donazioni, sponsorizzazioni e borse di studio. Esempi lampanti di una collaborazione sempre più stretta tra l’apparato industriale bellico inglese e le università.

Un legame sempre più stretto e difficile da recidere specie se pensiamo agli inadeguati finanziamenti accordati dal Governo inglese alla ricerca e alla istruzione. E in questo modo rappresentanti delle imprese di armi siedono nei comitati consultivi di ben 21 università rappresentando una oggettiva minaccia alla libertà accademica e della ricerca.

Quanto accade in Gran Bretagna presto potrebbe verificarsi anche in Italia, per questo l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia la piovra bellica che allunga i suoi tentacoli sui corsi di laurea degli atenei di casa nostra. Invitiamo il mondo accademico, studenti e studentesse, ricercatori e ricercatrici, docenti e non docenti, a organizzarsi con noi perché l’università non sia terreno di conquista per l’economia di guerra.

Per ulteriori approfondimenti:
https://www.nogeoingegneria.com/effetti/politicaeconomia/universita-a-servizio-del-complesso-industriale-militare/

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università


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