L’adunata degli Alpini e la retorica della difesa della patria, un film già visto

La 95°’Adunata nazionale degli Alpini a Vicenza per il 2024 si chiude oggi con la consueta sfilata che secondo gli organizzatori conterebbe intorno alle centomila unità per “una delle adunate alpine con il maggior numero di presenze complessive, oltre 450 mila”. Ovviamente non potevano mancare i fiumi di parole spese a celebrare un corpo armato che durante il secondo conflitto mondiale si rese protagonista di una guerra di aggressione nazi-fascista all’Unione Sovietica e di cui è istituita la giornata nazionale della memoria con Legge 5 maggio 2022, n. 44 coincidente con la data della battaglia di Nikolajewka (qui il riferimento)

A fare da sfondo a tutte le dichiarazioni da parte delle autorità presenti, il ritratto degli Alpini come forza armata votata allo spirito di sacrificio e di abnegazione di cui il ministro Crosetto esalta: “L’attaccamento alle tradizioni, ai valori, allo spirito di corpo” rivolgendo infine un pensiero a coloro“ che hanno sacrificato la vita per tener fede al giuramento prestato e per garantire la sicurezza di tutti gli Italiani“.

Nella stessa direzione vanno le parole di De Poli, senatore questore Udc (“Rappresentare il Senato all’adunata degli alpini di Vicenza è stato per me un momento di grande orgoglio. In occasione della 95esima adunata nazionale, il mio pensiero va a tutti i soldati italiani, alla loro memoria, al loro sacrificio”) e del ministro Valditara (“Gli alpini hanno, inoltre, sempre rappresentato un punto di riferimento per molti italiani che credono nei valori di lealtà, coraggio, dedizione, amor patrio, solidarietà. Valori che sono di esempio anche per i nostri giovani”).

Ma la giornata di Vicenza è servita anche per ribadire, ove fosse necessario, l’intenzione di questo esecutivo di procedere a ritmi veloci nella militarizzazione delle scuole e delle università. Le parole di Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione ed al Merito, non lasciano dubbi: “Oggi, come ogni anno, si svolge l’adunata nazionale degli Alpini. Gli Alpini rappresentano un pilastro insostituibile per la difesa della Patria e per il ruolo da protagonisti che sempre hanno interpretato nel soccorso e nel sostegno in occasione di calamità naturali e in ogni situazione di crisi. Ritengo altresì importante la loro presenza nelle scuole come testimoni credibili per tramandare ai giovani l’amor di Patria, lo spirito di sacrificio e il sentimento di solidarietà verso tutta la Comunità Nazionale”. Aprire le scuole a un corpo armato che avanza delle ipotesi chiare per quanto riguarda il reclutamento (il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero, dichiara che “Come alpini siamo favorevoli alla reintroduzione di una mini leva, anche con una componente militare che sviluppi i compiti di supporto e di logistica che sono molto importanti”) rientra in tutta una serie di strategie che abbiamo rese pubbliche nel nostro secondo dossier (leggi qui) con lo scopo di far crescere ogni giorno di più un’opposizione organizzata a questa invasione di campo.

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (contatti qui) che ha chiuso ieri due giornate molto ricche di spunti di dibattito e riflessione all’interno del convegno nazionale e dell’assemblea nazionale, rifiuta categoricamente questa retorica e invita quindi genitori e genitrici, studenti e studentesse, docenti e personale della scuola a farsi carico di un rinnovamento culturale e sociale necessario ad espellere la guerra dalla scuola e dalla società tutta partecipando a tutte iniziative messe in campo sia a livello nazionale che locale.

Ove non espressamente specificato, le citazioni sono tratte da: riferimenti

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

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