Richiesta partecipazione Osservatorio all’Assemblea CRUI del 23 maggio

Pubblichiamo la lettera inviata ai/alle rettori/rettrici di tutti gli atenei italiani con la quale si richiede un incontro pubblico per discutere di alcuni temi su cui da temo insiste l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle uiniversità.

Come premessa, i firmatari in calce chiedono che una delegazione venga ammessa nella sala in cui avrà luogo l’Assemblea della CRUI del 23 maggio 2024, in modo da poter riferire le richieste contenute nel presente documento.

In queste settimane si sono svolte in Italia numerose iniziative di protesta negli Atenei italiani, che non rappresentano eventi episodici o particolarità locali. Si tratta dell’onda di un fenomeno internazionale che sta investendo soprattutto le Università del mondo occidentale per lanciare un appello a chi governa e prende le decisioni negli Atenei.

Da nord a sud, studentesse e studenti si organizzano congiuntamente per esprimere la necessità impellente di porre fine alla catena di morte che lega gli atenei italiani al genocidio perpetrato nei confronti dei Gazawi dal Governo di Israele, oggi oggetto di due distinti procedimenti presso la Corte internazionale di giustizia, la quale si è già espressa parlando di “plausibile genocidio”, e presso la Corte penale internazionale, per crimini di guerra. Al fine di smarcarsi da possibili responsabilità indirette e nell’ottica dell’autotutela, in diverse realtà nel mondo si prendono le distanze dalla filiera bellica e/o da istituzioni, aziende e università israeliane.

La Convenzione per la prevenzione e punizione del crimine di genocidio del 1948, infatti, prefigura anche un reato di complicità, qualora gli Stati membri facilitino un genocidio. È sulla base di questa norma che il Nicaragua ha portato la Germania di fronte alla Corte di Giustizia Internazionale; che numerosi esperti ONU hanno chiesto l’urgente stop del commercio di armi e know-how con possibile impiego dual use di tutti gli stati verso Israele; ed è questo il medesimo principio, quello dell’evitare complicità possibili, che motiva la decisione di diverse università nel mondo e in Europa di disinvestire dai rapporti istituzionali con lo stato di Israele e l’industria della guerra (tra le quali, il Trinity College Dublin, cinque  atenei in USA e Norvegia, l’Università di York e il Trinity College dell’Università di Cambridge).

Qualche giorno fa la CRUE, omologa della CRUI in Spagna, ha deliberato l’intenzione di interrompere nei suoi 77 atenei nazionali gli accordi con le università israeliane, se queste non si dissoceranno pubblicamente dal massacro in atto a Gaza.

Con il presente documento l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università intende presentare alla CRUI, insieme alle organizzazioni, ai comitati e alle realtà studentesche riportati di seguito, alcune richieste che coinvolgono direttamente o indirettamente la Conferenza dei Rettori e sulle quali appellarsi ai Rettori ed alle Rettrici sia individualmente che nella dimensione collegiale dell’Assemblea della CRUI.

L’Assemblea dei Rettori degli Atenei rappresenta per noi un appuntamento privilegiato per avanzare le seguenti proposte di delibera che Vi chiediamo di assumere, anche in virtù dell’art.11 della Costituzione e del dialogo fra i popoli cui si ispira la Magna Charta Universitatum:

1) Denunciare l’aggressione militare israeliana sulla popolazione della Striscia di Gaza e a esprimere solidarietà al popolo palestinese fornendo assistenza e sostenendo con tutti i mezzi possibili tutte le comunità universitarie e tutte le persone colpite.

2) Dichiarare la condivisionedell’appello internazionale per il CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO sia a Gaza che negli altri conflitti in corso, adoperandosi per l’apertura di canali diplomatici ed esercitando pressione sulle organizzazioni internazionali affinché si impegnino a fermare le ostilità e al rispetto del diritto internazionale e delle sue convenzioni, e del diritto internazionale umanitario, da parte di tutti gli Stati membri.

3) Esprimere solidarietà e vicinanza alla comunità accademica di Gaza, che ha visto le università rase al suolo, e ricordare la scomparsa di Sufian Tayeh, Rettore dell’Università Islamica, morto in casa sotto i bombardamenti insieme alla sua famiglia. Il 2 dicembre, giorno della sua morte, potrebbe essere una giornata della memoria da ricordare ogni anno negli Atenei italiani (apposizione di targhe, intitolare un’aula oppure iniziative in sua memoria). Ci preme qui ricordare il prof. Tayeh anche in ragione della gravissima vandalizzazione con un martello e vernice nera usata per disegnare delle stelle di David di una targa in sua memoria apposta presso la facoltà di fisica dell’Università La Sapienza di Roma, da parte, per ora, di persone ignote.

4) Impegnarsi ad adottare come CRUI, entro la successiva seduta, delle Linee guida che forniscano indicazioni su come procedere a rescindere o sospendere accordi e progetti “sensibili” dal punto di vista etico, e che forniscano anche indicazione di metodi, principi e criteriutili ad individuarli in modo oggettivo: si tratta di quelle relazioni nella didattica, nella ricerca o nella Terza Missione, che possono contribuire direttamente, indirettamente o anche solo potenzialmente a finalità belliche, a crimini di guerra, a controversie o conflitti internazionali, ma anche per casi accertati con risoluzioni da parte dell’ONU o sulla base di condanne o procedimenti avviati della Corte Internazionale di Giustiza per pratiche di colonizzazione o apartheid, violazione dei diritti umani o distruzione ambientale. Si potrebbe adottare una semplice dichiarazione da far firmare al partner, preliminarmente alla stipula di qualsiasi accordo o progetto, nella quale si autocertifica di non trovarsi in nessuna delle situazioni di cui sopra, con un’espressa clausola esigibile da poter adottare rispetto alle possibilità di recesso dall’accordo..

Suggeriamo di adottare il principio di legalità, il principio di cautela (analogamente a quanto avviene sulla disciplina di temi come OGM e intelligenza artificiale) e la possibilità di agire in autotutela per gli accordi in corso per evitare corresponsabilità.

Per orientarsi nella decisione su ciò che è “sensibile” occorre andare oltre al semplice oggetto della ricerca o della didattica, ma guardare in modo più ampio all’attività svolta dal partner e dal rispetto dell’etica e della legalità da una parte, ma anche dal contesto nazionale in cui opera il partner, perché in caso di conflitti internazionali o di violazione del diritto internazionale anche il contesto deve essere preso in considerazione.

Nel frattempo che vengono definite le linee guida, gli Atenei potranno sospendere in autotutela gli accordi “sensibili”, ma soprattutto potranno non rinnovare quelli in scadenza e non stipularne di nuovi.

5) Rescindere in autotutela accordi con aziende, istituzioni ed università israeliane e non rinnovarli se in scadenza né stipularne di nuovi. L’adesione al disinvestimento dal sistema accademico israeliano, in quanto braccio dell’apparato  di oppressione coloniale e base fondamentale di supporto al complesso politico-militare israeliano nei Territori Palestinesi Occupati, consentirebbe di mettersi al riparo nel caso in cui il governo israeliano dovesse essere condannato per crimini di guerra. Solo nel caso in cui le università dovessero dissociarsi pubblicamente dal massacro in corso e rientrare nei principi di legalità rispetto al diritto internazionale (si veda ad es. l’Ariel University con sede nei territori occupati), le collaborazioni potranno proseguire.

6) Rescindere in autotutela gli accordi con partner che operano nel settore strategico, militare e nella produzione di armi o di dispositivi o beni materiali o immateriali finalizzati al settore bellico o funzionali alla guerra o con realtà che operano in violazione del diritto internazionale (procedimenti in corso o sentenze della Corte Internazionale di Giustizia o risoluzioni ONU) con riferimento a genocidio, crimini di guerra o sui quali pendono sentenze o procedimenti girudici internazionali in corso per violazione di diritti umani, colonizzazione/occupazione di territori, apartheid o distruzione dell’ambiente.

7) In via residuale e del tutto eccezionale per quegli accordi sui quali per cause di forza maggiore, perché si tratta di accordi già in corso, una volta appurata l’impossibilità della rescissione che vada oltre la volontà del singolo Ateneo ed esperite tutte le vie giuridicamente possibili per sospendere o terminare l’accordo, si chiede alla CRUI di mettere a disposizione del personale docente o tecnico amministrativo o CEL l’opzione dell’obiezione di coscienza per coloro che non intenderanno lavorare su attività previste da quegli accordi o progetti che rientrano nelle fattispecie di cui sopra (accordi e progetti “sensibili” dal punto di vista etico in quanto basati su rapporti con filiera bellica o con istituzioni israeliane), indipendentemente dal singolo compito da svolgere.

8) Invitare formalmente i Rettori che ne fanno parte a rassegnare le dimissioni dal Comitato scientifico della Fondazione Med-Or del Gruppo Leonardo, anche nel caso in cui partecipino a livello personale, per l’evidente inopportunità della situazione che vede i massimi rappresentanti del mondo accademico italiano collaborare con un gruppo industriale come Leonardo, secondo esportatore di armi in Europa. Per i dettagli rinviamo alla petizione dell’Osservatorio sulla Fondazione Med-Or, che ha superato le 5.000 firme: clicca qui.

9) Gli esperti delle Nazioni Unite hanno espresso grave preoccupazione per la modalità degli attacchi perpetrati dallo Stato d’Israele contro scuole, università, insegnanti e studenti nella Striscia di Gaza, sollevando serio allarme per la distruzione sistemica dell’apparato educativo palestinese tanto che è stato necessario coniare un nuovo termine, “scolasticidio”. Chiediamo dunque di istituire un fondo per finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti palestinesi (borse di studio o ricerca e programmi di mobilità), affinché possano svolgere le proprie attività presso Università ed istituzioni scolastiche in sicurezza e rispettando il loro diritto allo studio.

10) Uno degli ambiti nei quali la CRUI è stato coinvolto dal MUR negli ultimi mesi è quello delle misure repressive negli Atenei in relazione alle proteste degli studenti e delle studentesse o in generale rispetto all’organizzazione di momenti di dibattito nelle Università sulla/e guerra/e in corso, sulle campagne volte all’interruzione delle collaborazioni istituzionali accademiche e sui rapporti con la filiera bellica (si veda il documento della CRUI sulle “Buone prassi principi e proposte per affrontare nelle università italiane le tematiche delle crisi internazionali e umanitarie”). Diciamo NO ai “Rettori sceriffo” e chiediamo che la CRUI si esprima e deliberi per dissociarsi dalla linea securitaria del Governo e dalle azioni di criminalizzazione del dissenso studentesco, oltre che da eventuali piani di azioni repressive contro gli studenti e contro chi protesta, anche in difesa della sfera di autonomia delle Università dalle prerogative di controllo governativo e per difendere e tutelare la libera espressione degli studenti, senza censura alcuna.

11) Nell’ottica della tutela della reputazione degli Atenei, che deve essere adeguata al ruolo che le Università ricoprono in società, sembra sempre più urgente ed improrogabile la necessità dell’adozione di condotte etiche nelle procedure di acquisto ed appalti nei confronti di fornitori di beni e servizi secondo principi e criteri di ethical procurement (approvvigionamento sostenibile) come riconosciuti a livello internazionale. Su questo punto, chiediamo alla CRUI di assumere a livello nazionale, per tutti gli Atenei, la decisione rispetto all’adozione di un sistema di approvvigionamento che recepisca tali principi e criteri a tutela della correttezza e della sostenibilità etica del mondo accademico italiano.

12) A fronte della pubblicazione della Commissione Europea “Dual use technology in the EU” (gennaio 2024) e dell’orientamento ad aprire al dual use sul Programma di ricerca Horizon Europe, si chiede una dichiarazione pubblica della CRUI per ribadire in modo netto che le Università italiane non parteciperanno a progetti di ricerca di tipo militare e che non concordano con tale modifica ai programmi di ricerca della UE.

13) Si impegni a garantire la trasparenza di un set minimo di dati ed informazioni rispetto agli accordi sottoscritti dagli Atenei, precisando sin dalla stipula che, essendo le Università delle amministrazioni pubbliche, i componenti della comunità accademica ed i cittadini hanno il diritto di poter accedere almeno ad informazioni di base (naturalmente non sulla parte specifica di elementi scientifici della ricerca da tenere segreti): oggetto della ricerca, partner, durata, importo dell’investimento previsto con quota a carico dell’Ateneo e quote dei partner, ritorno per l’Ateneo, termini e condizioni previste dalla collaborazione, etc.

Sarà nostra cura dare la massima diffusione agli esiti che codesta Assemblea vorrà deliberare o comunicare nella seduta del 23 maggio 2024.

Firmato

  • Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
  • USB P.I. Università
  • Cambiare Rotta
  • Ultima generazione
  • Rete studentesca per la Palestina Napoli
  • Comitato estensore lettera MAECI
  • Comitato Sapienza per la Palestina
  • Coordinamento Cobas Scuola Sicilia

Un pensiero riguardo “Richiesta partecipazione Osservatorio all’Assemblea CRUI del 23 maggio

  1. […] Nel frattempo la delegazione (in rappresentanza dell’Osservatorio, dell’USB Università e del personale TA) è stata accolta dal Rettore del Politecnico di Bari Prof. Cupertino e dal Rettore dell’Università di Catania Prof. Priolo. Oltre alle varie richieste menzionate sopra, i delegati hanno anche sottolineato l’urgenza di invitare i Rettori e le Rettrici che ne fanno parte a dimettersi dal Comitato scientifico della Fondazione Med-Or e hanno consegnato la petizione che al momento ha superato le 5.200 firme, insieme al documento di proposte con ben 13 punti. […]

Rispondi a Osservatorio incontra Rettori CRUI. Student* scrivono letteraAnnulla risposta